Nel pieno di una crescita che ha ormai superato i tre miliardi di utenti globali, WhatsApp si prepara a compiere un passo che fino a pochi anni fa sembrava lontano: introdurre una forma di monetizzazione diretta.
Il progetto si chiama WhatsApp Plus – da non confondere con le versioni non ufficiali diffuse in rete – ed è già entrato in fase di test su un numero ristretto di account selezionati.
L’operazione segna un cambio di passo strategico per Meta, che punta a trasformare una piattaforma storicamente gratuita in un ecosistema capace di generare ricavi senza intaccare l’esperienza base. Il prezzo indicativo è fissato a 2,49 euro al mese, ma resta ancora suscettibile di modifiche prima del lancio su larga scala.
Un abbonamento leggero, ma ricco di personalizzazione
Il cuore di WhatsApp Plus non è nelle funzionalità “rivoluzionarie”, quanto nella personalizzazione avanzata. Gli utenti che attiveranno il piano premium avranno accesso a una serie di elementi estetici e pratici che vanno ben oltre l’attuale configurazione dell’app.
Tra le novità emergono sticker esclusivi, alcuni dei quali progettati per animarsi a schermo intero al momento della ricezione, trasformando la comunicazione in qualcosa di più immersivo. A questi si aggiungono nuovi temi grafici, icone alternative per l’applicazione e una selezione di suonerie inedite per le chiamate.

Le novità da conoscere – melablog.it
Non manca un aggiornamento anche sul fronte dell’usabilità. Sarà possibile fissare fino a venti chat nella schermata principale, superando i limiti attuali, e applicare configurazioni a più conversazioni contemporaneamente.
Una serie di strumenti che, pur non cambiando la natura dell’app, puntano a rendere l’esperienza più fluida per chi utilizza WhatsApp in modo intensivo, anche in ambito lavorativo.
Nessun impatto sull’esperienza gratuita
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda ciò che non cambierà. L’introduzione di WhatsApp Plus non comporterà alcuna limitazione per gli utenti standard: messaggi, chiamate, videochiamate e condivisione di contenuti continueranno a essere gratuiti e protetti dalla crittografia end-to-end.
È una scelta tutt’altro che banale. In un mercato sempre più competitivo, mantenere intatto il servizio base rappresenta una garanzia per evitare frizioni con una platea globale abituata a utilizzare la piattaforma senza costi. Il modello è chiaro: il premium diventa un’opzione, non una necessità.
Test in corso e strategia a lungo termine
La fase di test è già attiva e prevede anche la possibilità, per alcuni utenti, di accedere a un periodo di prova gratuito. Un approccio che consente a Meta di raccogliere feedback reali prima di un eventuale lancio globale.
Secondo le prime indicazioni, WhatsApp Plus potrebbe essere solo l’inizio. Il piano premium è destinato ad arricchirsi con nuove funzionalità nei prossimi mesi, con l’obiettivo di costruire un’offerta più convincente rispetto alla semplice personalizzazione estetica.
Parallelamente, continua l’integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno dell’app, con il nuovo logo di Meta AI già in fase di distribuzione graduale. Un segnale chiaro: WhatsApp non è più soltanto un servizio di messaggistica, ma un hub digitale in evoluzione, dove comunicazione, automazione e servizi premium iniziano a convivere.
Resta ora una domanda aperta: basteranno sticker animati, temi e qualche funzione avanzata a convincere milioni di utenti a pagare un abbonamento mensile? La risposta arriverà solo quando WhatsApp Plus uscirà dalla fase di test e si confronterà con le abitudini reali di chi, fino a oggi, non ha mai dovuto mettere mano al portafoglio per scrivere un messaggio.