Un iPhone originale da 4 GB del 2007, venduto negli Stati Uniti e rimasto sigillato nella sua scatola, oggi è tra i vecchi cellulari più cercati dai collezionisti. Il motivo è semplice: Apple lo ritirò dal mercato dopo poco più di due mesi. E nelle aste internazionali alcuni esemplari hanno superato anche i 100mila euro.
I modelli che fanno davvero salire le quotazioni
Il caso più famoso è quello dell’iPhone 4 GB del 2007, modello A1203 con codice MA501LL/A. Apple lo lanciò il 29 giugno di quell’anno a 499 dollari, ma rimase in vendita pochissimo: il 5 settembre sparì dal listino. Molti clienti, infatti, preferivano spendere 100 dollari in più per comprare la versione da 8 GB.

Proprio quella breve vita commerciale lo ha trasformato in un pezzo da collezione. Nel luglio 2023, un esemplare mai aperto è stato venduto da LCG Auctions per 190.372,80 dollari, commissioni incluse. Un altro, nel marzo 2024, ha raggiunto 147.286 dollari da RR Auction.
Non tutti gli iPhone di prima generazione, però, valgono cifre simili. Un iPhone 8 GB sigillato può arrivare comunque a decine di migliaia di dollari, ma le stime cambiano parecchio. Contano la scatola, la grafica, i sigilli, la provenienza. “La differenza la fa il dettaglio”, ripetono spesso i periti delle case d’asta specializzate in tecnologia vintage.
Tra i modelli più ambiti ci sono anche il Motorola DynaTAC 8000X, il celebre “mattone” approvato dalla Fcc nel 1983 e venduto dal 1984 a 3.995 dollari, e l’IBM Simon Personal Communicator, arrivato sul mercato nel 1994 con BellSouth e considerato uno dei primi smartphone, quando la parola smartphone ancora non era entrata nell’uso comune. Un DynaTAC completo può superare diverse migliaia di euro. Un Simon nuovo e inutilizzato, invece, è stato battuto da RR Auction nel 2024 per 2.494 dollari.
Poi ci sono i telefoni diventati icone pop. Il Samsung SPH-N270, legato a “Matrix Reloaded”, può valere oltre mille euro se completo e ben conservato. Il Nokia 8110, il “banana phone” associato al primo Matrix, resta molto richiesto, anche se gli esemplari più comuni si fermano spesso a cifre più basse. La nostalgia aiuta, certo. Ma da sola non basta.
Aste concluse, scatole sigillate e varianti rare: come leggere il mercato
Il prezzo vero di un cellulare vintage non si capisce dagli annunci online, ma dalle aste concluse. Un venditore può chiedere 20mila euro per un vecchio Nokia trovato in un cassetto. Questo, però, non vuol dire che qualcuno sia disposto a pagarli. Gli archivi di LCG Auctions, RR Auction e dei marketplace con vendite effettive restano il punto di partenza più serio.
La confezione conta moltissimo. Nel caso dell’iPhone del 2007, la scatola più cercata mostra il display con dodici icone. Nelle versioni successive compare anche l’icona di iTunes. A prima vista sembra una differenza da poco. Per un collezionista, invece, può cambiare il prezzo.
Lo stesso discorso vale per altri modelli. Un Motorola MicroTAC 9800X del 1989, se funzionante ma senza accessori, può fermarsi a poche centinaia di euro. Con scatola, manuali e pezzi originali può invece avvicinarsi ai mille. Per lo StarTAC Rainbow, variante colorata venduta soprattutto nell’Europa meridionale, bisogna controllare bene che non sia uno StarTAC riverniciato o montato con pezzi non coerenti.
Anche i telefoni più insoliti stanno iniziando a incuriosire i collezionisti. Gli Xelibri di Siemens, il Nokia 7600, il Motorola V70 o il discusso Sierra Wireless VOQ raccontano un periodo in cui i produttori provavano forme diverse per farsi notare. Oggi spesso valgono poco. Domani, forse, qualcosa di più.
Falsi miti, batterie e ricambi: gli errori da evitare prima di vendere
Il primo controllo va fatto sotto la batteria: codice modello, mercato di destinazione, numero di serie, etichette interne. Una sigla diversa può separare una variante comune da una rara. “Non basta dire ho un vecchio Motorola”, ha raccontato un collezionista milanese durante una fiera dell’elettronica a Novegro. Bisogna sapere quale Motorola, in quale versione, con quali accessori.
Occhio anche ai ricambi. Nei pezzi da collezione, un telefono non funzionante ma completamente originale può valere più di uno acceso, ma riparato con componenti moderni. Caricatori, basi, manuali, custodie, auricolari e perfino lo scontrino d’acquisto possono fare la differenza.
C’è poi il tema della sicurezza. Le vecchie batterie al nichel o agli ioni di litio possono perdere liquido, gonfiarsi o danneggiare la scheda interna. Collegare un caricatore non adatto, solo per vedere se il telefono si accende, può rovinare un oggetto che da spento e integro avrebbe mantenuto il suo valore.
Il punto è questo: non ogni vecchio cellulare è un tesoro. Alcuni, però, sì. Soprattutto se sono rari, sigillati e ben documentati. Prima di venderli in fretta, meglio guardarli con attenzione. Anche dentro la scatola.