Utilizzo questi codici nascosti dell'iPhone per rivelare strumenti che Apple non mostra mai

Gli utenti iPhone possono digitare, direttamente dall’app Telefono e dal tastierino numerico di iOS, alcuni codici nascosti per leggere informazioni su rete, chiamate e dispositivo.
Gli utenti iPhone possono digitare, direttamente dall’app Telefono e dal tastierino numerico di iOS, alcuni codici nascosti per leggere informazioni su rete, chiamate e dispositivo.
Utilizzo questi codici nascosti dell'iPhone per rivelare strumenti che Apple non mostra mai

Sono strumenti nati soprattutto per diagnosi e assistenza, non per l’uso di tutti i giorni. Per questo Apple non li mette nei menu ordinari: sono comandi rapidi, poco intuitivi e spesso legati anche agli operatori telefonici. Non sono trucchi nuovi, né “segreti” nel senso più romanzesco del termine.

Molti rientrano nei codici USSD o in funzioni di servizio previste dagli standard mobili. Però, quando si deve controllare un telefono usato, capire un problema di linea o parlare con un tecnico, possono servire. A patto di usarli con prudenza.

I cosiddetti codici segreti dell’iPhone sono sequenze di simboli e numeri, di solito precedute da asterisco o cancelletto, da inserire nel tastierino dell’app Telefono come se si stesse componendo una chiamata. Alcuni mostrano dati del dispositivo, altri interrogano la rete dell’operatore, altri ancora aprono schermate tecniche di diagnostica iPhone pensate per leggere parametri che nei menu di iOS non si vedono, almeno non in modo così immediato.

Se Apple non li raccoglie nelle Impostazioni, il motivo è abbastanza semplice: sono strumenti per tecnici, operatori e utenti esperti. Non servono nella gestione normale del telefono. In un menu comune rischierebbero solo di confondere. Anche perché non funzionano sempre allo stesso modo: possono cambiare in base al modello di iPhone, alla versione di iOS, al Paese e alla SIM inserita. Un codice che su una rete dà subito una risposta, su un’altra può restituire un errore. Succede. Ed è normale.

Rete, IMEI, chiamate e diagnostica: i codici iPhone da conoscere

Il comando più conosciuto è *#06#. Serve a visualizzare il codice IMEI dell’iPhone, cioè il numero che identifica in modo univoco il dispositivo. Lo stesso dato si trova anche nelle Impostazioni, nella sezione dedicata alle informazioni del telefono, ma questo codice resta una scorciatoia comoda. Può servire quando si compra un iPhone usato, quando si apre una pratica di assistenza o quando l’operatore chiede quel numero. Va copiato con attenzione: basta una cifra sbagliata e il dato non è più quello giusto.

Smartphone sul tavolo con tastierino telefonico e schermata tecnica sfocata, accanto a blocco note, graffetta SIM e laptop
Uno smartphone con schermata di tastierino e dati tecnici, in un contesto di controllo e diagnostica tramite codici nascosti.

C’è poi *3001#12345#*, il codice che apre il Field Test Mode, una schermata tecnica sulla rete cellulare. Da lì si possono leggere valori sulla potenza del segnale, sulla cella a cui il telefono è collegato e su altri parametri radio. Non è una sezione pensata per tutti: termini come RSRP, RSRQ o banda LTE/5G non sono esattamente pane quotidiano per l’utente medio. Non è una schermata elegante, né particolarmente amichevole. È, più semplicemente, una finestra di servizio.

Per le chiamate entrano in gioco codici che dipendono spesso dall’operatore. Con *#21# si può controllare, se il servizio è supportato, lo stato della deviazione chiamate. Con *#31# si verificano le impostazioni legate all’ID chiamante. Con *#43# si interroga il servizio di avviso di chiamata. In alcuni casi esistono anche comandi per attivare o disattivare determinate funzioni. Qui, però, conviene andare piano: i messaggi restituiti dal sistema non sono sempre chiarissimi e, se la rete non supporta quel codice, l’operazione può fallire senza troppe spiegazioni.

Codici informativi o comandi operativi: dove stanno i rischi

La differenza da tenere a mente è una: ci sono codici informativi e codici operativi. I primi si limitano a mostrare dati, come IMEI, stato di un servizio, parametri di rete o informazioni tecniche. I secondi, invece, possono cambiare qualcosa: una deviazione di chiamata, la gestione dell’avviso di chiamata, oppure servizi collegati alla SIM. È in questi casi che bisogna fermarsi un momento e capire bene che cosa si sta facendo.

Nelle indicazioni pubbliche di Apple non risultano codici capaci di “sbloccare” funzioni nascoste di iOS o di migliorare le prestazioni dell’iPhone. Le promesse che girano online — batteria più lunga, rete più veloce, memoria liberata con una sequenza miracolosa — vanno prese con molta cautela. Se un comando è reale, di solito riguarda servizi telefonici standard o strumenti di diagnosi. Se invece arriva da siti poco affidabili e chiede di inserire sequenze complicate, meglio non provarci.

C’è poi un punto legato alla privacy. Il codice IMEI non è una password, ma identifica il telefono e può essere usato in pratiche di blocco, garanzia o denuncia di furto. Pubblicarlo in chat, annunci online o forum non è una buona idea. Lo stesso vale per schermate di diagnostica che mostrano dati di rete o informazioni sulla SIM: magari non sono sempre dati sensibili in senso stretto, ma possono dire più di quanto sembri.

Quando usarli davvero: assistenza, privacy e controllo del dispositivo

I codici nascosti dell’iPhone hanno senso soprattutto in tre casi: quando li chiede un centro assistenza o l’operatore, quando si controlla un dispositivo prima dell’acquisto, oppure quando si cerca di capire un problema di rete con un minimo di criterio. In un negozio, per esempio, digitare *#06# davanti al venditore permette di confrontare l’IMEI con quello riportato su scatola, fattura e impostazioni del telefono. È un controllo rapido, dura pochi secondi, ma può essere molto utile.

Se ci sono problemi di ricezione, il Field Test Mode può aiutare a passare dalle impressioni ai numeri. Due tacche sul display dicono poco. Alcuni valori tecnici, invece, possono aiutare un operatore o un tecnico a valutare meglio la qualità del segnale. Non serve diventare esperti di telecomunicazioni. Serve solo avere informazioni più precise, soprattutto quando l’assistenza le chiede.

La regola, alla fine, è semplice: usare solo codici noti, evitare sequenze trovate su pagine poco affidabili e non modificare servizi se non si conosce l’effetto. Questi strumenti esistono, Apple li lascia accessibili perché fanno parte del sistema telefonico e della diagnostica mobile, ma non li presenta come funzioni da usare ogni giorno. Per la maggior parte degli utenti restano un cassetto tecnico. Da aprire solo quando serve.

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