Il sistema, chiamato BFId, sfrutta i dati di beamforming Wi-Fi e raggiunge una precisione straordinaria del 99,5%, senza richiedere hardware dedicato o accesso diretto ai dispositivi.
Come funziona BFId
Il meccanismo si basa sulla Beamforming Feedback Information (BFI) introdotta con lo standard Wi-Fi 5. I router utilizzano il beamforming per indirizzare il segnale verso i client connessi, mentre i dispositivi inviano dati compressi sulla qualità del canale. Queste informazioni, trasmesse senza cifratura a livello MAC, possono essere intercettate da un adattatore Wi-Fi impostato in modalità monitor. Analizzando le variazioni dei segnali BFI, BFId è in grado di riconoscere le caratteristiche dei movimenti umani, distinguendo anche la camminata delle singole persone.

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Rispetto ai sistemi basati sul Channel State Information (CSI), BFId offre vantaggi significativi: i tradizionali sistemi CSI richiedono firmware modificati e funzionano solo con alcune schede di rete, mentre BFI può essere raccolto simultaneamente da tutti i dispositivi presenti, garantendo maggiore risoluzione spaziale e un dataset più ricco (740 caratteristiche per campione contro le 212 del CSI). Questo permette di ottenere un’identificazione più accurata anche in ambienti complessi e con molte persone.
Implicazioni per la privacy
La facilità di utilizzo di BFId evidenzia rischi concreti per la privacy: qualsiasi persona con un adattatore Wi-Fi in modalità monitor può raccogliere dati sui movimenti dei presenti in una stanza senza il loro consenso. Secondo i ricercatori, le contromisure attuali, come la riduzione della frequenza dei report BFI, hanno un impatto minimo sull’efficacia del sistema. La protezione completa richiederebbe la cifratura dei dati BFI, ma questo potrebbe generare problemi di compatibilità con l’hardware già diffuso.
Con l’introduzione dello standard IEEE 802.11bf nel 2025, che formalizza il Wi-Fi sensing per il rilevamento presenza e monitoraggio ambientale, il tema diventa ancora più rilevante. Gli studiosi del KIT hanno chiesto all’IEEE di sviluppare meccanismi di protezione dedicati prima che la tecnologia si diffonda su larga scala, per salvaguardare i diritti fondamentali degli utenti.
Per ora, la difesa è limitata: evitare reti Wi-Fi aperte o sconosciute e limitare la connettività dei dispositivi può ridurre i rischi di intercettazione. Gli utenti devono essere consapevoli che anche senza collegarsi a una rete, il segnale dei loro dispositivi può rivelare informazioni biometriche e movimenti, semplicemente passando nelle vicinanze di un adattatore monitor attivo.
La ricerca BFId mostra come la tecnologia Wi-Fi moderna, se sfruttata senza restrizioni, possa diventare uno strumento di rilevamento invisibile. Con dati così dettagliati sulla posizione e sul movimento, la privacy diventa un tema critico da affrontare prima che il Wi-Fi sensing si diffonda nelle applicazioni quotidiane.