La novità è stata individuata il 9 agosto 2026 nella beta Android 2.26.31.1 e servirà ad aiutare gli amministratori dei canali a segnalare immagini e video creati con strumenti IA, dopo l’entrata in vigore degli obblighi previsti dall’AI Act. La funzione, ancora in sviluppo e non disponibile per tutti, è stata segnalata da WABetaInfo. Riguarda prima di tutto i canali WhatsApp, cioè gli spazi pubblici seguiti da migliaia o milioni di persone, dove aziende, creator, testate e marchi pubblicano aggiornamenti.
La nuova funzione si chiama “AI Content Label”. In sostanza, permetterà di indicare dentro un aggiornamento del canale che un contenuto multimediale è stato creato o modificato con l’intelligenza artificiale. Non sarà, almeno per ora, un filtro automatico né un controllo prima della pubblicazione. Sarà invece uno strumento nelle mani degli amministratori, pensato per dire con più chiarezza ai follower che cosa stanno guardando.
Secondo quanto emerso nella versione WhatsApp Beta per Android 2.26.31.1, l’etichetta è ancora in lavorazione. Meta non ha annunciato una data di uscita e non ha chiarito se arriverà nello stesso momento in tutti i Paesi europei. La strada, però, sembra segnata: rendere più evidente quando un contenuto non nasce da una fotocamera o da una ripresa reale, ma da software come ChatGPT, Gemini, Meta AI o altri strumenti simili.
Come funzionerà l’etichetta per immagini e video generati con l’IA
Il funzionamento dell’etichetta IA su WhatsApp dovrebbe somigliare a quello già usato per i contenuti sponsorizzati, con la dicitura “Paid Partnership” che segnala le collaborazioni commerciali. Dopo aver pubblicato un aggiornamento nel canale, l’amministratore potrà tenere premuto il messaggio, aprire il menu e scegliere l’opzione “Add AI content label”. L’avviso comparirà quindi nella bolla del messaggio, visibile a tutti gli iscritti.
Una volta applicata, l’etichetta non potrà essere rimossa. Non è un dettaglio: evita ripensamenti poco chiari e mantiene il segnale ben visibile per chi guarda. La funzione, però, sarà limitata ai file multimediali, quindi a immagini e video generati con l’IA. I testi resteranno fuori, anche se scritti con l’aiuto di sistemi automatici. Lo stesso dovrebbe valere per eventuali strumenti di assistenza alla scrittura integrati nell’app, come funzioni di Writing Help, che non rientrerebbero nella nuova segnalazione.
Obblighi per gli admin europei dopo l’entrata in vigore dell’AI Act
La spinta arriva anche dalle nuove regole europee. Dal 2 agosto 2026, l’AI Act, il regolamento dell’Unione europea sull’intelligenza artificiale, introduce obblighi di trasparenza per alcuni contenuti creati o manipolati con sistemi IA, soprattutto quando vengono diffusi in comunicazioni commerciali o pubbliche. Per gli amministratori dei canali WhatsApp in Europa, spesso usati da brand, media, influencer e attività locali, il tema diventa molto concreto.
In pratica, chi pubblica un’immagine creata con un generatore IA per promuovere un prodotto, raccontare un evento o accompagnare una comunicazione aziendale dovrà segnalarlo in modo chiaro. Il principio alla base della norma europea, spiegato più volte dalle istituzioni Ue durante l’iter del regolamento, è evitare che il pubblico scambi per reale ciò che reale non è. In attesa del rilascio ufficiale, gli amministratori possono già muoversi con prudenza: per esempio inserendo un avviso nella didascalia, oppure una dicitura direttamente sull’immagine.
I limiti del sistema: niente rilevamento automatico e responsabilità agli amministratori
Il nodo più delicato resta quello dei controlli. Per come appare oggi, l’AI Content Label non include un sistema automatico capace di capire se una foto o un video siano stati prodotti con l’intelligenza artificiale. La responsabilità resta quindi agli amministratori del canale. Toccherà a loro dichiarare correttamente la natura del contenuto, con un meccanismo che si regge soprattutto sulla fiducia.
Questo vuol dire che l’assenza dell’etichetta non sarà una garanzia di autenticità. Un’immagine senza label potrebbe essere reale, certo. Ma potrebbe anche essere stata creata con un software e non segnalata. Per gli utenti servirà quindi attenzione, soprattutto nei canali molto seguiti o in quelli che diffondono contenuti visivi legati a notizie, offerte commerciali, salute, politica o emergenze. WhatsApp, per ora, non ha indicato quando la funzione arriverà nella versione stabile dell’app. Ma il messaggio agli admin europei è già chiaro: la stagione dei contenuti IA non dichiarati, almeno nelle intenzioni del regolatore, si avvia a chiudersi.