Le moderne smart TV hanno trasformato il nostro modo di guardare la televisione, offrendoci un facile accesso a piattaforme di streaming, app e persino videogiochi. Ma c’è un particolare da non sottovalutare.
Con l’integrazione della connessione Internet, arrivano anche delle insidie che molti utenti non conoscono. Una di queste si chiama ACR (Automatic Content Recognition), una tecnologia che, sebbene legale, può sollevare preoccupazioni sulla privacy degli utenti.
Cos’è ACR e come funziona sulle smart TV
L’ACR è un sistema integrato nelle smart TV che traccia le abitudini di visione degli utenti, acquisendo screenshot (fingerprinting) di ciò che viene visualizzato sullo schermo. Questa funzione è attiva indipendentemente dal tipo di contenuto che si sta guardando, che si tratti di una trasmissione televisiva, di un’app di streaming o di un videogioco. Ogni volta che si avvia un contenuto, l’ACR cattura delle immagini e le invia ai server del produttore, dove vengono analizzate per raccogliere dati sulle preferenze e abitudini di visione.

Come funziona l’ACR che ‘spia’ dalla smart TV – Melablog.it
Questa raccolta avviene con una frequenza sorprendente: alcune TV, come quelle di LG, inviano screenshot ogni 15 secondi, mentre altre, come quelle Samsung, lo fanno ogni minuto. Ciò significa che le aziende raccolgono costantemente informazioni su ciò che guardi, anche senza che tu ne sia pienamente consapevole.
La motivazione principale dietro l’uso dell’ACR è di tipo economico. I dati raccolti, come le preferenze sui contenuti, vengono utilizzati per pubblicità mirata, permettendo alle aziende di creare campagne più efficaci e personalizzate. Inoltre, queste informazioni potrebbero essere vendute a broker pubblicitari, trasformando la smart TV in uno strumento di tracciamento particolarmente invasivo. Se da un lato questo consente alle aziende di offrire contenuti più in linea con gli interessi degli utenti, dall’altro solleva serie preoccupazioni riguardo alla privacy.
Il consenso degli utenti e la mancanza di trasparenza
La parte più controversa di questa tecnologia è che gli utenti hanno già dato il loro consenso, spesso senza nemmeno rendersene conto. Durante la configurazione iniziale della TV, quando si accettano i termini e le condizioni d’uso, viene automaticamente abilitata l’opzione per raccogliere dati tramite ACR. Purtroppo, questi termini sono spesso lunghi e difficili da leggere, il che porta la maggior parte delle persone a accettare tutto senza fare attenzione, ignorando le implicazioni sulla privacy.
In Europa, la legislazione sulla privacy è regolata dal GDPR, che obbliga le aziende a informare gli utenti e a ottenere il loro consenso esplicito prima di raccogliere dati sensibili. Tuttavia, la pratica dell’ACR solleva delle perplessità sulla trasparenza delle aziende, che spesso nascondono queste informazioni all’interno di testi molto complessi, poco comprensibili per la maggior parte degli utenti. Per questo motivo, anche se legale, il sistema ACR continua ad essere considerato invadente da molti esperti di privacy.
Come proteggere la propria privacy sulla smart TV
Se non si vuole che la propria TV raccolga dati sulle proprie abitudini di visione, esistono delle soluzioni semplici. La prima è disconnettere la TV da Internet, se non si utilizzano le funzionalità smart. In alternativa, si può disattivare l’ACR manualmente attraverso le impostazioni della TV. La procedura varia da modello a modello, ma in generale, bisogna andare nel menu impostazioni, accedere alla sezione privacy o impostazioni avanzate e disabilitare le opzioni relative alla raccolta dei dati e alla pubblicità personalizzata.
In questo modo, è possibile impedire completamente alla TV di raccogliere e inviare i propri dati, ripristinando un maggiore controllo sulla privacy personale.