Una sola videochiamata e il tuo conto in banca è a rischio: boom di segnalazioni dagli utenti, la nuova tecnica

Una nuova truffa su FaceTime sta girando tra gli utenti iPhone.
Una nuova truffa su FaceTime sta girando tra gli utenti iPhone.
Una sola videochiamata e il tuo conto in banca è a rischio: boom di segnalazioni dagli utenti, la nuova tecnica

I criminali contattano le vittime con un falso allarme bancario e, nel giro di pochi minuti, le spingono a mostrare dati sensibili durante una videochiamata.

L’obiettivo è arrivare al conto corrente. Il trucco è semplice, ed è proprio questo a renderlo pericoloso: un messaggio sul telefono, la paura di un addebito non autorizzato, poi una voce calma dall’altra parte. “Dobbiamo verificare subito”, dicono. E lì molti abbassano la guardia.

La truffa bancaria via FaceTime parte quasi sempre da un SMS falso, scritto per sembrare una comunicazione urgente della banca: una spesa sospetta con la carta, un conto bloccato, un pagamento mai autorizzato. Nel messaggio compare un numero da chiamare per “mettere in sicurezza” il profilo. Ma dall’altra parte non c’è nessun impiegato dell’istituto di credito. Ci sono i truffatori, pronti a guidare ogni passaggio.

Secondo le segnalazioni raccolte da Computer Bild, episodi simili sono stati raccontati anche negli Stati Uniti. Tra le vittime anche un giornalista televisivo americano, che ha ammesso pubblicamente di essere caduto nel raggiro. All’inizio la telefonata non è aggressiva. Anzi. Chi parla si mostra calmo, usa frasi familiari, finge di controllare dati interni e fa capire che il problema si può risolvere in fretta. Poi arriva il passaggio chiave: “Per completare la verifica dobbiamo spostarci su FaceTime”.

Dal falso SMS al video: la sequenza della truffa

La videochiamata FaceTime serve ai truffatori per rendere la messinscena più credibile. Vedere un volto, o anche solo avere l’impressione di parlare con qualcuno “in presenza”, può far calare la diffidenza. Soprattutto quando si parla di soldi e di un possibile furto. In quei minuti conta la fretta: il presunto operatore avverte che, senza un intervento immediato, il conto bancario potrebbe subire altri addebiti.

Persona preoccupata con smartphone in mano, laptop aperto e carta bancaria sul tavolo in casa di sera
Uno smartphone durante una videochiamata sospetta accanto a laptop e carta: il rischio di truffe bancarie via FaceTime.

Non sempre i criminali si presentano come dipendenti di una banca. In alcune versioni del raggiro, riferisce ancora il sito tedesco, dicono di lavorare per Apple, per Microsoft o per un ente pubblico. Cambia la storia, non lo scopo: creare fiducia e ottenere collaborazione. “È una procedura di sicurezza”, ripetono, mentre invitano l’utente a non chiudere la chiamata. Ma una banca seria non chiede mai codici, password o schermate attraverso una videochiamata arrivata all’improvviso.

Schermo condiviso e codici monouso: i dati che svuotano il conto

Il momento più pericoloso arriva quando i truffatori chiedono di attivare la condivisione dello schermo dell’iPhone e di aprire l’app di home banking. Da quel momento possono vedere tutto in diretta: numeri di conto, movimenti, notifiche, eventuali password digitate e soprattutto i codici monouso ricevuti via SMS o generati dall’app. Basta pochissimo. Una conferma letta ad alta voce, un codice mostrato per sbaglio, una schermata lasciata aperta qualche secondo.

Con quei dati i criminali possono provare a entrare nel conto online, cambiare impostazioni, preparare bonifici o autorizzare operazioni che la vittima crede invece di stare bloccando. La videochiamata permette anche di seguire le reazioni in tempo reale: se l’utente esita, insistono; se fa domande, rispondono con spiegazioni tecniche; se sembra spaventato, lo rassicurano. Non è solo un furto di dati. È una pressione psicologica costruita passo dopo passo.

Gli esperti di sicurezza di Malwarebytes, citati da Computer Bild, invitano a diffidare di qualunque richiesta inattesa di dati personali tramite FaceTime, messaggi o telefonate. La regola è sempre la stessa: mai comunicare password, PIN, codici di conferma o dettagli della carta a chi chiama o scrive senza preavviso. Se un messaggio sembra arrivare dalla banca, meglio chiudere tutto e richiamare l’istituto usando il numero ufficiale indicato sul sito, sull’app o sul retro della carta.

Cosa fare subito se si è caduti nella trappola

Chi ha già condiviso informazioni durante una videochiamata sospetta deve agire in fretta. Il primo passo è contattare la propria banca attraverso i canali ufficiali e chiedere il blocco delle credenziali, delle carte e di eventuali operazioni non riconosciute. In molti casi, se la segnalazione arriva subito, l’istituto può fermare bonifici in uscita o limitare altri addebiti.

Subito dopo è bene presentare denuncia alla Polizia postale o alle forze dell’ordine, portando tutto ciò che può essere utile: screenshot dell’SMS falso, numero chiamato, orario della telefonata, eventuale ID FaceTime, messaggi ricevuti e lista dei dati comunicati. Anche dettagli che sembrano secondari possono aiutare gli investigatori a ricostruire la catena della frode.

Per prevenire altri rischi, gli specialisti consigliano di tenere l’iPhone aggiornato all’ultima versione di iOS, attivare l’autenticazione forte quando disponibile e controllare spesso i movimenti del conto. Ma la difesa più efficace resta il comportamento dell’utente. Davanti a un allarme improvviso, meglio fermarsi, respirare e verificare da soli. Una banca può aspettare qualche minuto. Un truffatore, di solito, no.

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