IUn gesto semplice, che si ripete ogni anno, ma che può ancora creare qualche problema con smartphone, sveglie digitali e dispositivi regolati a mano. Per molti vorrà dire dormire un’ora in più. Per chi lavora su turni, deve prendere un treno all’alba o ha un volo presto, invece, meglio dare un’occhiata in più.
Il ritorno all’ora solare scatterà nella notte: alle 3.00 gli orologi dovranno tornare alle 2.00, riportando l’Italia all’orario invernale. È il passaggio opposto rispetto all’ora legale. Le giornate sembreranno cambiare ritmo: un po’ più di luce al mattino, almeno all’inizio, e buio prima nel tardo pomeriggio.
Il cambio vale per tutto il territorio nazionale e segue la regola adottata nei Paesi dell’Unione europea: l’ora legale finisce l’ultima domenica di ottobre. Nella pratica, chi ha orologi analogici, sveglie tradizionali o dispositivi non collegati alla rete dovrà sistemarli a mano. Chi usa apparecchi aggiornati e sincronizzati dovrebbe invece trovare l’orario corretto al risveglio, senza fare nulla. Dovrebbe, appunto.
Perché nel 2026 l’ora solare arriva un giorno diverso
Non c’entra una nuova regola: è solo una questione di calendario. L’ultima domenica di ottobre cade il 25 ottobre. La norma resta identica, cambia solo il giorno in cui si applica. Una differenza piccola, ma abbastanza per far nascere qualche dubbio.
Non ci sono quindi novità nel sistema europeo del cambio dell’ora. Il meccanismo è sempre lo stesso: in primavera si passa all’ora legale, in autunno si torna all’ora solare. Nel 2026, per esempio, il ritorno all’orario invernale seguirà ancora la regola dell’ultima domenica di ottobre. Una consuetudine che pesa su lavoro, scuola, trasporti e abitudini quotidiane più di quanto sembri nel momento in cui si sposta una lancetta.
L’ora legale, invece, entrerà in vigore a marzo, sempre secondo il calendario europeo. In quel caso le lancette andranno avanti di un’ora: notte più corta e più luce la sera. Due passaggi diversi, spesso confusi, ma regolati dallo stesso principio.
Smartphone e dispositivi, quando l’aggiornamento automatico funziona davvero
Il punto più delicato riguarda gli smartphone e, più in generale, i dispositivi digitali. Nella maggior parte dei casi, iPhone e telefoni Android cambiano orario da soli grazie alle informazioni ricevute dalla rete mobile o dalla connessione dati. Se l’impostazione è attiva, nella notte del cambio l’utente non deve fare nulla: al mattino il telefono mostrerà già l’ora giusta.
Il problema nasce quando l’opzione data e ora automatiche è stata disattivata. Può succedere per scelta dell’utente, per esigenze tecniche, per test su applicazioni o dopo viaggi tra fusi orari diversi. In questi casi lo smartphone può non ricevere o non applicare il nuovo orario e continuare a mostrare quello vecchio. Sembra un dettaglio, finché una sveglia non suona nel momento sbagliato.
E non riguarda solo il telefono. Anche tablet, smartwatch, computer, sistemi di domotica, videocamere di sicurezza e alcuni dispositivi usati per lavoro possono dipendere dall’impostazione scelta dall’utente. Se l’orario non è sincronizzato, alcune app possono dare errore, bloccare l’accesso o mostrare notifiche fuori tempo. Non capita spesso, ma capita. E di solito ce ne si accorge quando serve davvero.
iPhone e Android, le impostazioni da controllare per non sbagliare orario
Per evitare sorprese con l’ora solare, il controllo più semplice è aprire le impostazioni del telefono e verificare la sezione Data e ora. Su iPhone il percorso è Impostazioni, poi Generali, quindi Data e ora: qui conviene controllare che sia attiva l’opzione Automatiche. Su molti dispositivi Android il percorso può cambiare leggermente in base al produttore, ma la voce si trova di solito nelle impostazioni di sistema, sotto Data e ora.
Chi ha attiva l’opzione usa ora fornita dalla rete o fuso orario automatico non dovrebbe avere problemi. Diverso il caso di chi usa l’orario manuale, magari perché alcune app aziendali o strumenti tecnici richiedono impostazioni particolari. In quel caso, nella notte, l’ora andrà corretta a mano: alle 3 si torna alle 2.
Vale la pena controllare anche le sveglie. Quelle impostate sullo smartphone di solito seguono l’orario aggiornato del dispositivo, ma se il telefono non cambia ora, anche la sveglia resterà legata all’impostazione sbagliata. Per chi ha un appuntamento presto, un turno in ospedale, un volo o un treno, meglio verificare la sera prima. Bastano pochi secondi. E al mattino, almeno, l’orario sarà quello giusto.