Ti piacerebbe lavorare per SpaceX di Elon Musk? Ora puoi candidarti

Ti piacerebbe entrare, almeno da investitore, nel mondo di SpaceX di Elon Musk? Da giovedì sera gli investitori privati possono candidarsi all’acquisto delle azioni SpaceX attraverso alcune piattaforme autorizzate nel Regno Unito.
Ti piacerebbe entrare, almeno da investitore, nel mondo di SpaceX di Elon Musk? Da giovedì sera gli investitori privati possono candidarsi all’acquisto delle azioni SpaceX attraverso alcune piattaforme autorizzate nel Regno Unito.
Ti piacerebbe lavorare per SpaceX di Elon Musk? Ora puoi candidarti

Tutto in vista dell’Ipo da 1.770 miliardi di dollari, attesa al debutto in Borsa venerdì. L’obiettivo è raccogliere circa 75 miliardi di dollari per finanziare la prossima fase di crescita tra spazio, satelliti e intelligenza artificiale.

La macchina dell’Ipo SpaceX è partita poco dopo le 18.20 di giovedì, ora britannica. In quel momento le pagine dedicate all’offerta sono apparse sulle piattaforme aderenti. E l’interesse si è visto subito: secondo Hargreaves Lansdown, circa 30 mila utenti hanno visitato la pagina dell’operazione. Non proprio una curiosità passeggera. Sul mercato arrivano 555 milioni di azioni, vendute a un prezzo fisso di 135 dollari l’una. Una scelta netta, diversa dalla classica forchetta di prezzo usata in molte quotazioni.

Lavorare per SpaceX ora è possibile per tutti

Le richieste possono essere presentate, salvo cambi di calendario, fino a mercoledì. Le azioni dovrebbero iniziare a essere scambiate alle 14.30 di venerdì, mentre gli investitori sapranno solo quella mattina quante azioni saranno state loro assegnate.

Investitore al computer con modulo IPO e grafici di Borsa, mentre un razzo decolla oltre la finestra dell’ufficio

Un investitore valuta una candidatura all’Ipo mentre un razzo decolla sullo sfondo, simbolo di finanza e spazio – Melablog.it

Tra le piattaforme indicate ci sono AJ Bell, Barclays Private Bank, CMC Markets, eToro, Freetrade, Hargreaves Lansdown, IG, Interactive Brokers, Interactive Investor e Revolut. In diversi casi serve un investimento minimo di 500 o 1.000 sterline. Chi partecipa dovrà aprire un conto titoli, un Isa o, dove previsto, un Sipp, e potrebbe dover compilare il modulo fiscale statunitense W-8BEN.

Il punto più delicato resta la valutazione di SpaceX: circa 1.770 miliardi di dollari. Una cifra enorme, che renderebbe questa operazione la più grande Ipo mai vista. Nel prospetto di circa 400 pagine, pubblicato il mese scorso, la società ha indicato ricavi per 4,7 miliardi di dollari nel primo trimestre dell’anno e perdite nette per 4,3 miliardi. Numeri da gruppo in piena crescita, certo. Ma anche da azienda che continua a bruciare molto denaro per sostenere i propri piani.

Non tutti, però, sono convinti dal prezzo. Morningstar, in una valutazione circolata questa settimana, ha stimato per SpaceX un valore di circa 780 miliardi di dollari, ben più basso rispetto a quello implicito nell’offerta. Dan Boardman Weston, amministratore delegato di BRI Wealth Management, ha osservato che chi compra ora sembra pagare “un premio significativo per le prospettive di crescita futura”. Musk, dal canto suo, continua a descrivere lo spazio come “la più grande frontiera economica nella storia dell’umanità”. Una formula potente. Ma venerdì il mercato guarderà soprattutto ai numeri.

La storia di SpaceX non è più soltanto fatta di razzi, lanci orbitali e del progetto di una futura colonia su Marte. Dentro l’impero di Elon Musk pesano anche Starlink, la rete satellitare per internet indicata come la parte redditizia del gruppo, la piattaforma X, ex Twitter, e soprattutto xAI, la divisione di intelligenza artificiale nota per l’assistente Grok e per il supercomputer Colossus.

Durante il roadshow dell’Ipo, secondo quanto riportato dal Financial Times, è emerso che una parte importante della valutazione dipende dalla crescita attesa di xAI. Le proiezioni attribuite a Goldman Sachs, principale advisor dell’operazione, indicano ricavi in aumento da 2,4 miliardi di sterline nel 2025 a 240 miliardi entro il 2030. Un salto enorme, che spiega l’interesse degli investitori ma anche la prudenza degli analisti. “È una scommessa sul futuro, non sul presente”, ha confidato un gestore londinese al quotidiano britannico.

Per i piccoli investitori, il primo rischio è molto concreto: l’assegnazione potrebbe essere ridotta. Chi fa una richiesta da 500 sterline, per esempio, potrebbe ricevere un pacchetto molto limitato di azioni SpaceX. E, in caso di vendita successiva, le commissioni potrebbero pesare parecchio sull’eventuale guadagno. Non c’è imposta di bollo sull’acquisto, ma questo non elimina il rischio di mercato.

Poi c’è il giorno del debutto. Una ricerca di AJ Bell sulle dieci maggiori Ipo della storia mostra un rialzo medio del 14,2% nella prima seduta. Ma Dan Coatsworth, analista del broker, ha ricordato che il “rimbalzo” iniziale non è affatto garantito: Deliveroo, nel marzo 2021, perse il 15% al debutto e un mese dopo era sotto del 41%. A favore di SpaceX potrebbe giocare l’ingresso negli indici, con possibili acquisti da parte dei fondi passivi.

La società non entrerà nell’S&P 500 per almeno un anno, ma potrebbe essere inserita più rapidamente nel Nasdaq 100, nel FTSE Global Equity Index e negli indici Russell. Anche questo, però, non trasforma una scommessa in una certezza.

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