Telefono appeso ad un cordino al collo? Questa donna ha ricevuto una multa da oltre 1000 euro

Una automobilista australiana della Sunshine Coast, in Queensland, si è vista recapitare nel settembre 2026 una multa da 1.295 dollari australiani e quattro punti di penalità.
Una automobilista australiana della Sunshine Coast, in Queensland, si è vista recapitare nel settembre 2026 una multa da 1.295 dollari australiani e quattro punti di penalità.
Telefono appeso ad un cordino al collo? Questa donna ha ricevuto una multa da oltre 1000 euro

Il motivo: una telecamera stradale con intelligenza artificiale ha rilevato il suo telefono appeso a un cordino, finito sul grembo mentre era alla guida. Un caso che ha riacceso il dibattito su multe, controlli automatici e regole sull’uso del cellulare in auto.

Tutto nasce da un’immagine scattata da una traffic camera alimentata da AI lungo una strada del Queensland, Stato australiano che negli ultimi anni ha stretto parecchio la mano sulle sanzioni per chi usa il telefono mentre guida. Secondo quanto riportato da Yahoo News Australia, la donna non aveva il cellulare in mano: il dispositivo era agganciato a un cordino, portato al collo, e in quel momento era appoggiato sulle gambe.

Nella contestazione, però, la dicitura non lasciava molto spazio: il telefono “rested on her body”, cioè “era appoggiato sul suo corpo”. Tanto è bastato, secondo le regole locali, per far partire la sanzione da 1.295 dollari australiani, poco più di 700 euro, insieme a quattro punti di penalità sulla patente. Per la conducente era un dettaglio decisivo. Per il sistema di controllo, evidentemente, no.

Il ricorso respinto e la protesta online: il nodo della proporzionalità

La donna, rimasta anonima, ha spiegato di non sapere che un telefono al collo potesse essere considerato una violazione. Ha mandato una memoria scritta alle autorità, sostenendo di non aver usato il dispositivo. Ma il reclamo è stato respinto. “Ho mandato una dichiarazione, ma è stata rigettata. È ridicolo ricevere una multa da 1.295 dollari e quattro punti”, ha raccontato a Yahoo News Australia.

Smartphone su cordino appoggiato sul grembo di una conducente mentre guida con cintura allacciata
Uno smartphone al collo finisce sul grembo durante la guida, dettaglio al centro del dibattito su multe e controlli automatici.

I familiari le hanno consigliato di presentare un ricorso formale. Lei, però, ha ammesso di essere “molto nervosa” per i possibili costi giudiziari. Nel frattempo la sua storia ha fatto discutere online, raccogliendo circa 400 commenti, molti a suo favore. C’è chi ha tirato in ballo artigiani e tecnici che tengono il telefono in una custodia alla cintura. La domanda posta dalla donna è diretta: “Il reato è davvero proporzionato alla multa?”. Una domanda semplice. Ma non riguarda solo l’Australia.

Boetes record e sicurezza stradale: perché il RACQ chiede di rivedere il sistema

In Queensland le multe per alcune violazioni comuni del codice della strada sono tra le più salate d’Australia. Chi usa il cellulare alla guida o non indossa correttamente la cintura riceve la stessa sanzione e gli stessi quattro punti di penalità. Se l’infrazione si ripete entro dodici mesi, i punti possono raddoppiare. Dal 1° luglio 2026, poi, gli importi sono saliti del 3,5% per l’adeguamento annuale.

Il problema, però, non è solo quanto si paga. La Royal Automobile Club of Queensland (RACQ) sostiene che multe così alte, da sole, non siano sufficienti a ridurre gli incidenti. “Nonostante aumenti significativi di alcune sanzioni, comprese multe che ora superano i 1.000 dollari, il numero delle vittime della strada ha continuato a crescere”, ha spiegato Michael Kane, responsabile delle politiche pubbliche del RACQ.

Per Kane, chi guida in modo pericoloso deve rispondere delle proprie azioni. Ma serve anche “una revisione completa di multe e penalità”, per rendere il sistema più coerente, cambiare i comportamenti e valutare incentivi per chi rispetta le regole. Dopo anni difficili sul fronte della sicurezza stradale, la richiesta è chiara: incidere sulla cultura di guida, non solo sul portafoglio.

Italia e Paesi Bassi a confronto: quando il telefono in auto diventa davvero un’infrazione

Il caso australiano permette di guardare anche alle regole europee. Nei Paesi Bassi, l’articolo 61a del Reglement verkeersregels en verkeerstekens 1990 vieta al conducente di tenere in mano, durante la guida, un dispositivo mobile adatto alla comunicazione o al trattamento di informazioni. Il punto, quindi, è il “tenere in mano”. Un telefono appeso a un cordino e appoggiato sul grembo, in base a questa formulazione, non rientrerebbe di per sé nella stessa violazione. Almeno finché chi guida non lo prende per leggere, scorrere o scrivere.

In Italia, la logica è simile. Il Codice della strada vieta l’uso del telefono durante la marcia quando provoca distrazione o richiede l’uso delle mani. Restano consentiti gli strumenti hands free e i dispositivi fissati a un supporto, purché non compromettano il controllo del veicolo. Il principio è sempre quello della sicurezza: guardare lo schermo, scrivere un messaggio o maneggiare il telefono mentre si guida può portare a sanzioni e, nei casi previsti, alla sospensione della patente.

La differenza con il Queensland sta proprio nella larghezza della norma e nel peso dei controlli automatici. In quello Stato australiano, anche un dispositivo che “riposa sul corpo” può bastare per far scattare la multa. Nei Paesi Bassi, invece, l’infrazione nasce quando il telefono viene tenuto in mano. In Italia, il punto resta l’uso che distrae e impegna il conducente. Ed è qui che il caso della Sunshine Coast diventa più di una curiosità: mostra quanto le regole sul telefono in auto, nell’era delle telecamere intelligenti, possano cambiare da Paese a Paese. Anche per un semplice cordino al collo.

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