Il motivo è il compatibility mode, una modalità pensata per far collegare dispositivi datati ma che, se resta attiva, può frenare la velocità del Wi-Fi a 2,4 GHz.
Il problema, per molti utenti, è poco evidente. Il telefono mostra le tacche del Wi-Fi, il computer risulta collegato, il router non segnala guasti. Eppure pagine web, app e video si aprono con fatica. In casi del genere non sempre c’entrano il contratto con l’operatore o un disservizio della linea: la causa può essere nelle impostazioni del router, come ricorda il portale tedesco Netzwelt in un approfondimento pubblicato il 22 settembre.
La questione riguarda soprattutto la banda 2,4 GHz, ancora molto usata in casa perché arriva meglio nelle stanze lontane dal modem rispetto ai 5 GHz. Proprio lì, però, possono restare attivi standard ormai datati, lasciati per garantire la compatibilità con vecchi dispositivi. Comodo, certo. Ma a volte diventa un collo di bottiglia.
Molti router moderni, comprese alcune configurazioni delle FRITZ!Box e dei dispositivi Speedport di Telekom, permettono infatti di tenere accesi protocolli vecchi insieme a quelli più recenti. L’utente spesso non se ne accorge: entra nel pannello del modem una volta, magari quando lo installa, e poi non lo riapre più per anni.
Che cosa fa 802.11b e perché può frenare anche i dispositivi moderni
Lo standard 802.11b risale al 1999 e arriva, in teoria, a una velocità massima di 11 Mbit/s. Un valore lontanissimo da quello dei protocolli più recenti, come Wi-Fi 5, Wi-Fi 6 e Wi-Fi 7. Il punto, però, non è solo la lentezza del singolo apparecchio che lo usa. Il problema è l’effetto che può avere sull’intera rete wireless.
Detto in modo semplice: quando il router tiene attivo questo vecchio standard, la comunicazione sul 2,4 GHz può diventare meno efficiente anche per i dispositivi nuovi. È come una strada a una sola corsia: se davanti c’è un mezzo lentissimo, tutti gli altri devono rallentare. La connessione c’è, ma la navigazione perde ritmo.
Secondo le indicazioni tecniche riportate da FRITZ!, la presenza del vecchio standard può ridurre in modo sensibile la velocità della rete a 2,4 GHz. Può succedere anche in case dove si usano smartphone, tablet, notebook e smart TV recenti, capaci di lavorare con standard molto più veloci. Ed è qui che nasce l’equivoco: “Il mio router è nuovo, quindi non può dipendere da quello”. Non è detto.
Oggi, tra i router recenti, il riferimento più comune è Wi-Fi 6, indicato anche come 802.11ax. In molte abitazioni resta diffuso Wi-Fi 5, cioè 802.11ac, mentre il nuovo Wi-Fi 7 corrisponde a 802.11be. Il vecchio 802.11b, invece, appartiene a una generazione ormai superata, anche se in qualche caso può ancora servire.
Come verificare e disattivare il compatibility mode su FRITZ!Box e Speedport
Chi usa una FRITZ!Box può controllare la configurazione entrando nell’interfaccia del router, di solito dal browser all’indirizzo indicato dal produttore, e aprendo la sezione WLAN. Da lì bisogna cercare il menu dedicato al canale radio e alle impostazioni della banda 2,4 GHz, dove viene indicato lo standard in uso.
Se compare una voce simile a Wi-Fi 4 (802.11b+g+n), vuol dire che il router mantiene la compatibilità anche con il vecchio 802.11b. Se in casa non ci sono dispositivi molto datati, si possono scegliere standard più moderni e salvare la modifica. Meglio farlo con un minimo di attenzione, magari segnandosi prima l’impostazione iniziale: bastano pochi minuti, ma conviene sapere dove si sta mettendo mano.
Per i router Speedport, secondo le istruzioni relative al modello Speedport Smart 4, il controllo passa dall’indirizzo speedport.ip. Dopo l’accesso con la password del dispositivo, di solito riportata sul retro o sotto il modem, bisogna entrare nelle impostazioni WLAN e poi nelle opzioni di trasmissione. A quel punto si verifica che il modo di trasmissione non sia fermo a 802.11b, ma punti a standard come 802.11ac, 802.11ax o, dove disponibile, 802.11be.
La procedura può cambiare un po’ in base al modello e al firmware installato. Per questo, se qualcosa non torna, è meglio consultare la guida del produttore o la banca dati ufficiale del router. La regola è semplice: prima si controlla, poi si cambia. E se la modifica crea problemi, si torna all’impostazione precedente.
Quando conviene tenerlo attivo e quali altre impostazioni controllare
Disattivare 802.11b non è sempre la scelta giusta. Alcuni dispositivi molto vecchi, come certi accessori domestici connessi o prodotti smart di prima generazione, possono funzionare solo con quello standard. Netzwelt cita, tra gli esempi discussi nelle community degli utenti, la bilancia Fitbit Aria di prima generazione, segnalata come compatibile con reti più datate.
Se in casa ci sono apparecchi di questo tipo, spegnere il compatibility mode potrebbe impedire loro di collegarsi. A quel punto bisogna scegliere: tenere online un vecchio dispositivo o migliorare le prestazioni generali della rete. Non c’è una risposta valida per tutti. Dipende da come si usa il Wi-Fi ogni giorno.
Ci sono poi altre impostazioni che possono pesare sulla velocità del Wi-Fi domestico. Una è la coesistenza WLAN, pensata per ridurre le interferenze con le reti vicine ma capace, in alcune configurazioni, di restringere la banda disponibile. Un’altra riguarda il canale radio: nei condomini, soprattutto la sera, molti router finiscono sugli stessi canali, con effetti visibili su streaming, videochiamate e download.
Il controllo del vecchio 802.11b, quindi, non è una soluzione miracolosa. È però un passaggio utile quando la rete sembra lenta senza un motivo chiaro. Prima di cambiare operatore o comprare un nuovo router, vale la pena aprire il pannello di configurazione e dare un’occhiata. A volte il freno è lì, nascosto in un’impostazione rimasta attiva dal secolo scorso.