Gli utenti Android possono spegnere lo smartphone da remoto usando un PC, anche da casa o da qualunque altro posto con una connessione Internet. Può servire quando il telefono è lontano, oppure quando non si vuole usare il tasto fisico. Le strade ci sono: controllo remoto, app dedicate e alcune funzioni già presenti su Windows e Android.
Controllo remoto da PC: TeamViewer, AnyDesk e l’app Shutdown senza root

La soluzione più immediata passa da TeamViewer Host o AnyDesk. Sono app che permettono di vedere lo schermo del telefono sul computer e di comandarlo con mouse e tastiera. Il nodo, però, è lo spegnimento: il PC non può “premere” il tasto laterale dello smartphone. Qui entra in gioco un’app come Shutdown no root, che apre sul display il menu di arresto senza toccare il sistema. Dopo aver dato i permessi di accessibilità, basta avviarla da remoto e scegliere Spegni. Su alcuni modelli, soprattutto Xiaomi e altri telefoni con interfacce più rigide, possono comparire conferme in più.
Soluzioni alternative: Schermo wireless, MacroDroid e comandi ADB
Se telefono e computer sono sulla stessa rete di casa, con Windows 11 c’è anche una via più semplice: Schermo wireless, o “Connetti”. In pratica, lo schermo Android viene mostrato sul PC e, con l’app Shutdown già installata, bastano pochi clic per spegnere il dispositivo. Un’altra possibilità è MacroDroid, che può far partire un’azione quando riceve un comando, per esempio un messaggio con una frase scelta in anticipo. Chi ha più dimestichezza può usare ADB, Android Debug Bridge: con il debug wireless attivo, il comando shell reboot -p spegne il telefono direttamente dal prompt del computer.
Cosa evitare: reset da Trova Dispositivo, assistenti vocali e permessi root
Attenzione a non confondere lo spegnimento remoto con il reset da Trova Dispositivo Google. Quella funzione cancella i dati e va usata in caso di furto o smarrimento, non per risparmiare batteria. Anche gli assistenti vocali aiutano fino a un certo punto: di solito chiedono una conferma sullo schermo. I permessi root, infine, permettono comandi più diretti, ma portano con sé rischi tecnici, possibili problemi con la garanzia e una minore sicurezza del dispositivo.