Un segnale 100 volte più potente: ecco il sostituto del GPS, in grado di localizzarti anche all'interno degli edifici

Un progetto satellitare vuole superare alcuni dei principali limiti del GPS, promettendo maggiore copertura, precisione e resistenza alle interferenze. La tecnologia, però, deve ancora affrontare passaggi decisivi.
Un progetto satellitare vuole superare alcuni dei principali limiti del GPS, promettendo maggiore copertura, precisione e resistenza alle interferenze. La tecnologia, però, deve ancora affrontare passaggi decisivi.
Un segnale 100 volte più potente: ecco il sostituto del GPS, in grado di localizzarti anche all'interno degli edifici

Un nuovo sistema satellitare promette di rendere la localizzazione più precisa e affidabile anche nei luoghi in cui il GPS fatica a funzionare.

Si chiama Pulsar e utilizza satelliti in orbita terrestre bassa per trasmettere un segnale molto più intenso di quello ricevuto dai tradizionali sistemi di navigazione. La tecnologia punta a raggiungere città dense, magazzini, strutture industriali e persino alcuni ambienti interni, ma non è ancora disponibile come servizio globale per gli smartphone.

Perché il segnale può essere molto più potente del GPS

I satelliti utilizzati dal GPS orbitano a migliaia di chilometri dalla superficie terrestre. Quando il loro segnale arriva a terra è estremamente debole e può essere ostacolato da pareti, alberi, tetti e palazzi molto alti. Per questo la posizione sul telefono può diventare instabile all’interno di un edificio, in una galleria o tra le strade strette di una grande città.

Pulsar utilizza invece satelliti collocati in orbita terrestre bassa, indicata con la sigla LEO. La minore distanza permette di ricevere un segnale più forte e di sfruttare il rapido movimento dei satelliti per calcolare la posizione in tempi ridotti. Secondo le specifiche del progetto, la potenza ricevuta può arrivare fino a 100 volte quella del segnale GPS tradizionale.

Questo non significa che il segnale possa attraversare qualunque struttura. Pareti spesse, locali sotterranei e materiali schermanti possono continuare a limitarlo. I test condotti finora mostrano però che la trasmissione può essere ricevuta anche in alcuni ambienti interni in cemento nei quali il normale GPS non riesce a fornire un risultato stabile.

Una localizzazione precisa fino a pochi centimetri

La maggiore potenza non è l’unica caratteristica del sistema. Pulsar è progettato per offrire una precisione nell’ordine dei centimetri direttamente dal segnale satellitare, senza dipendere necessariamente dalle complesse reti di correzione utilizzate oggi in numerose applicazioni professionali.

Il progetto indica una precisione teorica di circa due centimetri sul piano orizzontale e quattro centimetri su quello verticale. Durante le prove effettuate con il primo satellite, gli aggiornamenti del software hanno portato il miglior risultato dichiarato a un errore di distanza di circa 1,5 centimetri. Si tratta però di dati ottenuti nell’ambito dei test dell’azienda e non della precisione già disponibile su qualsiasi dispositivo.

Ricevitore GNSS su treppiede in atrio moderno, tecnico con tablet sullo sfondo

Un test di localizzazione indoor con un ricevitore su treppiede in un edificio moderno, tema centrale per i nuovi sistemi alternativi al GPS.

Una capacità di questo tipo potrebbe essere utile per veicoli autonomi, droni, agricoltura di precisione, logistica, cantieri e reti di telecomunicazione. Per un normale smartphone, invece, una posizione centimetrica non è sempre necessaria: il vantaggio più immediato potrebbe essere una localizzazione più stabile negli ambienti urbani e nei luoghi parzialmente coperti.

Più protezione contro interferenze e falsi segnali

Il GPS può essere disturbato attraverso il jamming, cioè la trasmissione di interferenze radio abbastanza forti da coprire il segnale satellitare. Un’altra minaccia è lo spoofing, con il quale vengono generati segnali falsi capaci di indurre un ricevitore a calcolare una posizione errata.

Pulsar integra un sistema di autenticazione crittografica pensato per consentire al ricevitore di verificare che il segnale provenga davvero da un satellite. La maggiore potenza e le tecniche di modulazione utilizzate dovrebbero inoltre ridurre l’area in cui un dispositivo di disturbo riesce a rendere inutilizzabile la navigazione.

Nei test effettuati in presenza di interferenze, il sistema ha continuato a essere ricevuto anche quando il GPS non era disponibile. L’azienda sostiene che il segnale più forte possa ridurre fino al 95% l’area efficace di un disturbatore. Non significa che Pulsar sia impossibile da bloccare o ingannare, ma che l’attacco potrebbe diventare più complesso e costoso.

Quando potrà essere usato su smartphone e navigatori

Una parte dei ricevitori GNSS esistenti potrebbe diventare compatibile attraverso un aggiornamento del firmware, senza sostituire completamente l’hardware. Non è però garantito che ogni telefono già in commercio possa ricevere il nuovo segnale: serviranno accordi con produttori di chip, aziende elettroniche e sviluppatori dei sistemi operativi.

Il programma Pulsar Verified è stato avviato proprio per certificare ricevitori, chipset e strumenti compatibili. Il sistema è pensato per funzionare insieme a GPS, Galileo e agli altri servizi GNSS, fornendo un segnale aggiuntivo quando quelli tradizionali risultano deboli o poco affidabili. Per questo, almeno nella prima fase, sarà più corretto considerarlo un complemento avanzato del GPS piuttosto che un suo sostituto completo.

Il primo satellite operativo di prova, Pulsar-0, è stato lanciato nel giugno 2025 a bordo di una missione SpaceX Falcon 9. Nel suo primo anno in orbita ha effettuato oltre 350 passaggi di trasmissione su quattro continenti ed è stato rilevato da ricevitori costruiti da più di una dozzina di produttori.

I nuovi risultati sono stati pubblicati da Xona Space Systems nel giugno 2026, mentre il programma Pulsar Verified è stato presentato il 9 luglio 2026. Il progetto prevede una costellazione globale di circa 258 satelliti, ancora da costruire e distribuire. Il servizio completo arriverà quindi soltanto dopo ulteriori lanci, test indipendenti e integrazioni nei dispositivi commerciali.

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