Dopo circa due mesi di passaggio da iPhone ad Android, una funzione in particolare ha cambiato l’utilizzo quotidiano dello smartphone più di quanto si potesse immaginare.
Non si tratta di una conversione da tifoso né di una crociata contro Apple. Il punto è molto più concreto: la possibilità di gestire le notifiche suddividendole per categoria, soprattutto subito dopo aver installato una nuova applicazione.
Categorie di notifica su Android: il controllo che su iPhone manca
Nel confronto non c’è una guerra di religione tra iOS e Android. Alcune caratteristiche dell’iPhone possono continuare a mancare, come la qualità della fotocamera, la praticità di AirDrop e l’enorme scelta di accessori disponibili. Dopo due mesi, però, la differenza che continua a farsi sentire maggiormente riguarda il software e, in particolare, la gestione degli avvisi.
Su Android, ogni applicazione può mostrare le proprie categorie di notifica direttamente nelle impostazioni del sistema. Non bisogna entrare in menu nascosti, cercare tra le preferenze interne dell’applicazione o sperare che lo sviluppatore abbia previsto l’opzione necessaria. È sufficiente tenere premuta l’icona dell’app, entrare nella sezione Notifiche, aprire le categorie di notifica e decidere quali avvisi possono suonare, vibrare oppure restare completamente silenziosi.
Su iPhone, invece, alcune applicazioni consentono regolazioni più dettagliate al loro interno, mentre altre permettono soltanto di attivare o disattivare tutte le notifiche. Anche quando le opzioni sono disponibili, spesso bisogna cercarle direttamente nelle impostazioni dell’app. Su Android non è necessario sperare che un’applicazione conceda questo livello di controllo: dopo ogni nuova installazione si può aprire immediatamente il pannello delle notifiche e decidere quali mantenere attive.

Uno smartphone Android con le impostazioni delle notifiche aperte, per evidenziare il controllo per categorie dopo l’installazione di nuove app.
Il caso Yazio: il promemoria giusto, non tutti i promemoria
Un esempio particolarmente chiaro arriva da Yazio, un’app utilizzata per tenere sotto controllo calorie e proteine durante la giornata. Nelle impostazioni predefinite, l’applicazione invia promemoria per colazione, pranzo, cena e spuntini.
Ricordarsi dei pasti principali generalmente non rappresenta un problema. Gli spuntini, invece, possono essere dimenticati più facilmente e una notifica inviata al momento giusto può risultare realmente utile per registrare ciò che si è mangiato senza rimandare. È proprio in una situazione del genere che la differenza tra i due sistemi operativi diventa concreta.
Su iPhone, in base alle opzioni messe a disposizione dall’app, può essere possibile soltanto attivare o disattivare in blocco le notifiche dedicate ai pasti. Su Android, invece, è possibile lasciare attivo esclusivamente il promemoria degli spuntini e spegnere quelli relativi a colazione, pranzo e cena.
Può sembrare una possibilità di poco conto, ma nell’utilizzo quotidiano significa ricevere meno avvisi inutili e prestare maggiore attenzione a quelli che servono davvero. Il telefono vibra meno, ma lo fa nei momenti più opportuni. Per chi installa numerose applicazioni, dai servizi bancari ai tracker dedicati alla salute, questo controllo sulle notifiche Android diventa una piccola ma concreta forma di ordine digitale.
Cronologia e avvisi meno invasivi: due idee che iOS dovrebbe considerare
Nel confronto rientrano anche due funzioni meno appariscenti, ma particolarmente utili per chi riceve molte notifiche: la cronologia delle notifiche e l’attenuazione progressiva degli avvisi.
La prima, presente su molti smartphone Android, conserva le notifiche ricevute nelle ultime 24 ore. In questo modo è possibile recuperare un messaggio eliminato per errore, magari dopo aver effettuato uno swipe troppo rapidamente. Basta un gesto involontario con il pollice perché un avviso scompaia e, pochi secondi dopo, può sorgere il dubbio di aver cancellato qualcosa di importante.
La seconda funzione, disponibile sui Google Pixel, riduce progressivamente il volume e l’intensità della vibrazione quando una stessa applicazione invia numerose notifiche una dopo l’altra. È particolarmente comoda quando lo smartphone è in modalità sonora, ma non si vuole essere bombardati da una sequenza continua di avvisi.
Non tutte queste funzioni sono però disponibili su ogni dispositivo Android. Su alcuni modelli Samsung Galaxy, per esempio, l’attenuazione progressiva degli avvisi potrebbe non essere presente. Rimane comunque evidente la maggiore flessibilità offerta dal sistema nella gestione delle notifiche.
Apple mette a disposizione le modalità Full immersion, strumenti potenti e flessibili che permettono di filtrare applicazioni, persone e avvisi in determinati momenti della giornata. Non sono però equivalenti alla gestione dettagliata delle singole categorie di notifica per ciascuna applicazione. Su questo terreno, almeno nell’utilizzo quotidiano, Android conserva un vantaggio concreto: permette di scegliere non soltanto quali app possono inviare notifiche, ma anche quali tipi di avviso vale davvero la pena ricevere.