Servono per trovare la strada, evitare traffico e code, pagare il parcheggio, controllare documenti e scadenze dell’auto. In pratica, per rendere gli spostamenti di tutti i giorni un po’ più semplici e meno pieni di imprevisti.
Non è più solo questione di “mettere il navigatore” prima di partire: lo smartphone, se usato nel rispetto del Codice della strada e senza distrazioni, può dare una mano prima, durante e dopo il viaggio.
Tra le app di navigazione più usate c’è ancora Waze, disponibile per iOS e Android. È un navigatore GPS, certo, ma vive soprattutto grazie alle segnalazioni degli utenti. Chi guida può indicare traffico, incidenti, cantieri, rallentamenti, prezzi del carburante e altri problemi lungo il percorso.
L’app raccoglie queste informazioni e, quando serve, ricalcola la strada proponendo alternative. Funziona meglio dove ci sono tanti automobilisti collegati: sulle tangenziali delle grandi città, per esempio, una segnalazione fatta alle 8.10 può cambiare il tragitto di chi parte pochi minuti dopo.
Diverso, ma con una logica simile, è Coyote, servizio di assistenza alla guida disponibile sia con dispositivi dedicati sia su smartphone. Segnala in tempo reale ciò che accade sulla viabilità entro un raggio dichiarato di circa 30 chilometri: rallentamenti, incidenti, limiti di velocità, zone a rischio e tratti con controllo della velocità media.
A differenza di Waze, Coyote è a pagamento: secondo le informazioni commerciali diffuse dal servizio, costa 7,99 euro al mese oppure 55,99 euro all’anno. Una spesa che molti valutano in base a quanto guidano: per chi usa l’auto ogni giorno per lavoro può avere senso, per chi la prende solo nel fine settimana spesso bastano le soluzioni gratuite.
Autovelox, tutor e limiti: le funzioni da usare senza distrazioni
Le app dedicate agli autovelox e ai controlli di velocità sono tra le più cercate dagli automobilisti. Sono anche quelle da usare con più attenzione. Autovelox!, disponibile per Android secondo quanto indicato dagli sviluppatori, mostra le postazioni fisse e permette di ricevere segnalazioni sulle postazioni mobili inserite dagli utenti.
Il meccanismo è quello tipico delle app collaborative: chi passa su una strada segnala un controllo, chi arriva dopo riceve l’avviso. Il punto, però, non dovrebbe essere “evitare la multa”. La vera utilità è ricordare a chi guida il rispetto dei limiti di velocità, soprattutto sulle strade extraurbane, nei tratti con tutor o nelle zone urbane dove il limite cambia nel giro di pochi metri.
“L’avviso deve servire a guidare con più attenzione, non a guardare continuamente il telefono”, è la raccomandazione che arriva spesso da autoscuole e operatori della sicurezza stradale. In auto lo smartphone va preparato prima di partire, oppure gestito con comandi vocali e sistemi integrati. Toccarlo mentre si guida è un rischio. Bastano pochi secondi. E sono già troppi.
Parcheggio digitale e pagamenti da remoto: il ruolo di EasyPark
Nel mondo dei parcheggi digitali, EasyPark è una delle app più diffuse in Italia e in diversi Paesi europei, oltre che in alcune aree del Nord America. Permette di trovare l’area di sosta, pagare dal telefono e prolungare il parcheggio a distanza, senza dover tornare al parcometro. In molte città ha cambiato una piccola abitudine quotidiana: niente monete da cercare nel cruscotto, niente corsa sotto la pioggia per aggiungere dieci minuti.
Per usarla bisogna registrare numero di telefono, targa del veicolo e un metodo di pagamento valido, come carta, prepagata o PayPal, inserendo poi i dati richiesti per la fatturazione. In alcuni Comuni può essere necessario esporre un contrassegno o un riferimento visibile, così da segnalare agli ausiliari del traffico che la sosta è stata pagata tramite app. C’è però un dettaglio da controllare sempre: i costi possono cambiare in base alla città e al tipo di servizio. Oltre alla tariffa comunale, infatti, possono esserci spese di gestione. Meglio verificarle prima di confermare il pagamento. È una piccola cautela, ma evita brutte sorprese.
Per chi sta comprando un’auto usata, deve verificare un mezzo dopo un incidente o vuole controllare alcune informazioni pubbliche, app come iTarga possono essere un primo aiuto. Disponibile per iOS e Android, consente di inserire la targa di auto, moto o furgoni e ottenere una schermata con dati utili sul veicolo: copertura assicurativa, revisione e possibili segnalazioni di furto, secondo le informazioni fornite dal servizio e dalle banche dati consultate.
Non sostituisce, però, i controlli ufficiali. Prima di acquistare un veicolo, soprattutto se il prezzo è molto basso o la trattativa corre troppo in fretta, conviene incrociare tutto con documenti originali, visura al Pra, libretto e certificato di proprietà digitale. “Guardi pure la targa, ma poi controlli le carte”, ripetono spesso nelle concessionarie quando si parla di usato tra privati.
La regola è semplice: le app per auto aiutano a orientarsi, ma non devono diventare l’unica fonte. Usate bene, prima della partenza o a veicolo fermo, possono far risparmiare tempo e ridurre errori e incertezze. Alla guida, però, la priorità resta una sola: la strada.