Alcuni modelli risultano avere emissioni più alte di radiofrequenze rispetto ad altri. Un dato utile da conoscere, certo, ma da leggere con attenzione: le autorità sanitarie non parlano di allarme.
L’indice SAR, sigla di Specific Absorption Rate, indica quanta energia elettromagnetica viene assorbita dal corpo quando uno smartphone è in uso. Succede, per esempio, durante una chiamata o mentre il telefono scambia dati con la rete. Il valore si misura in watt per chilogrammo e viene calcolato con test di laboratorio, che riproducono l’esposizione dei tessuti alle onde radio emesse dal dispositivo.
In Europa il limite massimo per gli smartphone è 2 W/kg, secondo i criteri dell’ICNIRP, la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti. Negli Stati Uniti, invece, la FCC adotta una soglia più bassa: 1,6 W/kg. Ecco perché uno stesso telefono può essere in regola sul mercato europeo e superare, almeno sulla carta, il limite americano. È una differenza tecnica, ma per chi compra uno smartphone può contare.
Indice SAR, che cosa misura davvero e perché i limiti cambiano tra Europa e Stati Uniti
Secondo la classifica 2025 citata da Bodywell, basata anche sui dati del Bundesamt für Strahlenschutz, l’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni, il valore più alto tra i modelli presi in esame è quello del Motorola Edge, indicato a 1,79 W/kg. È sopra la soglia prevista negli Stati Uniti, ma resta entro il limite europeo. Seguono lo ZTE Axon 11 5G, con 1,59 W/kg, e il OnePlus 6T, a 1,55 W/kg.

Indice SAR, che cosa misura davvero e perché i limiti cambiano tra Europa e Stati Uniti-Melablog.it
Nella lista compaiono anche telefoni molto conosciuti, non soltanto modelli di nicchia o ormai datati. Tra questi ci sono il Samsung Galaxy S24 Ultra, con un valore SAR di 1,26 W/kg, l’iPhone 13 Pro, a 1,20 W/kg, e il Google Pixel 7a, anche lui indicato a 1,20 W/kg. La presenza di marchi così diffusi non vuol dire che questi dispositivi siano fuori norma. I numeri segnalano differenze tra modelli che restano sottoposti a standard di sicurezza. Come ricordano spesso gli esperti, il valore SAR va interpretato nel modo corretto: da solo non basta per definire rischioso uno smartphone.
Sul rapporto tra smartphone, radiazioni a radiofrequenza e salute, le principali autorità sanitarie mantengono una linea prudente, ma senza toni allarmistici. Una revisione esaminata dall’Organizzazione mondiale della sanità ha preso in considerazione migliaia di studi pubblicati tra il 1994 e il 2022 e non ha trovato prove solide di un aumento del rischio di tumori cerebrali o di altre neoplasie legate all’uso dei cellulari, anche quando l’utilizzo è prolungato.
La ricerca, però, continua. Alcuni lavori, compresi studi discussi in sede accademica e ricerche condotte anche dall’Università di Ginevra, hanno valutato possibili legami tra uso intenso dello smartphone e aspetti come la fertilità maschile. Gli stessi ricercatori invitano però alla cautela: separare l’effetto delle radiofrequenze da altri fattori, come stile di vita, calore e abitudini quotidiane, non è semplice. Resta anche il caso del 2023, quando la Francia dispose lo stop temporaneo alla vendita dell’iPhone 12 dopo controlli sulle emissioni. La vicenda fu poi gestita con aggiornamenti e nuove verifiche tecniche, ma contribuì a riportare il tema al centro dell’attenzione.
Per ridurre l’esposizione alle radiofrequenze non bisogna smettere di usare lo smartphone. Bastano alcune abitudini pratiche. Durante le chiamate lunghe, usare auricolari o vivavoce permette di tenere il telefono lontano dalla testa. Di notte, meglio evitare di lasciarlo sotto il cuscino o a pochi centimetri dal viso: metterlo sul comodino, magari in modalità aereo se non si devono ricevere chiamate, è una scelta semplice e sensata.
Attenzione anche alle zone con poco segnale. Quando la rete è debole, il telefono tende ad aumentare la potenza di trasmissione per restare collegato, e in quei momenti le emissioni possono salire. Meglio quindi evitare chiamate lunghe in ascensore, in auto senza vivavoce o nei locali interrati. Prima di comprare un nuovo dispositivo, chi vuole informarsi può consultare le schede tecniche dei produttori o i database pubblici con i valori SAR. Non è una lista nera dal punto di vista sanitario, ma uno strumento in più per scegliere con maggiore consapevolezza.