Sembrava un vecchio film da buttare via e invece la scoperta: vale milioni

Vecchie bobine acquistate quasi per caso hanno riportato alla luce un film muto del 1919, insieme a immagini rare di un’America scomparsa da oltre un secolo.
Vecchie bobine acquistate quasi per caso hanno riportato alla luce un film muto del 1919, insieme a immagini rare di un’America scomparsa da oltre un secolo.
Sembrava un vecchio film da buttare via e invece la scoperta: vale milioni

Una scatola di vecchie bobine comprata quasi per curiosità ha riportato alla luce un film muto che sembrava ormai perduto da oltre un secolo.

A fare la scoperta è stato uno studente di cinema giapponese, partendo da materiale acquistato in un negozio di antiquariato. Dietro quelle immagini si nascondeva una pellicola del 1919 capace di restituire anche scorci e testimonianze della vita americana dell’epoca.

La scoperta a Sendai: quelle bobine comprate da un antiquario erano Van-ar-chy

All’inizio non sembrava nulla di speciale. Solo bobine d’epoca, forse uno dei tanti film finiti fuori catalogo e poi spariti dagli scaffali. Okita, secondo il comunicato sul ritrovamento, stava facendo ricerche sul primo cinema legato alla parola “anarchy” quando ha acquistato il materiale in un negozio di antiquariato di Sendai. Guardandolo con attenzione, si è imbattuto in una commedia interpretata da un attore che non conosceva: Billy B Van, artista americano passato dal vaudeville a Broadway, fino al cinema.

Da lì è cominciato il lavoro di verifica. Una ricerca online ha portato Okita a contattare John Tariot, archivista legato alla figura di Van. È stato lui a riconoscere il film: si trattava di Van-ar-chy, produzione del 1919 realizzata nelle comunità di Newport e Sunapee, nel New Hampshire. Il valore della scoperta non è legato a stime ufficiali da “milioni”, che non risultano, ma alla sua importanza storica. Del cinema muto di quegli anni è sopravvissuto poco. A volte bastano pochi fotogrammi per riaprire una storia che sembrava chiusa.

Billy B Van e lo studio dimenticato sulle rive del Lake Sunapee

Billy B Van, nato nel 1870 e morto nel 1950, aveva iniziato sui palchi di Broadway e del vaudeville. Poi era passato al cinema, fondando la Equity Motion Picture Company e aprendo uno studio a Georges Mills, sulle rive del Lake Sunapee. Lì girava commedie mute usando strade, edifici, paesaggi e piccoli centri della zona. Un cinema fatto con mezzi artigianali, lontano dai grandi studi della costa occidentale.

La vecchia bobina torna davanti al proiettore cinematografico

La vecchia bobina torna davanti al proiettore cinematografico – Melablog.it

Il punto è proprio questo: Van-ar-chy non conserva soltanto il lavoro di una compagnia americana poco conosciuta. Dentro quelle immagini ci sono anche Newport e Sunapee nel 1919. Case, vie, volti, gesti di tutti i giorni. Tutto ripreso mentre la cinepresa seguiva una storia comica. Tariot lo ha spiegato così: “Non stiamo solo vedendo dove Billy B Van girava i film. Stiamo vedendo il mondo in cui li realizzava”. Ed è qui che il ritrovamento diventa qualcosa di più di una curiosità: dietro la gag resta la memoria di un luogo.

La proiezione a Newport e la caccia ai film ancora dispersi

La copia ritrovata di Van-ar-chy sarà proiettata il 1 novembre alla Newport Opera House, nel New Hampshire, durante un programma organizzato dalle società storiche di Newport e Sunapee. Nella stessa serata sarà mostrato anche Where Are Your Husbands?, un’altra commedia di Billy B Van riscoperta nel 2017 nelle collezioni della Library of Congress. Una proiezione, certo. Ma anche un modo per restituire alla comunità un pezzo della sua storia.

Per gli archivisti, però, la vicenda non finisce qui. “Due film sono riemersi in luoghi dove nessuno si aspettava di trovarli”, ha detto Tariot, ricordando che altri lavori di Billy B Van risultano ancora dispersi. Potrebbero essere in archivi non catalogati, in collezioni private, o magari in altre scatole dimenticate nel retro di un negozio. La caccia continua, bobina dopo bobina. E nel mondo fragile del cinema muto, ogni ritrovamento può valere molto più di una cifra scritta su un’etichetta.

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