Se usi la scheda SIM solo per chiamare e mandare messaggi stai veramente sottovalutando il suo potere

Oggi la scheda SIM viene considerata poco più di un pezzo di plastica necessario per far funzionare il telefono. Eppure, per anni, ha svolto un ruolo che in molti hanno completamente dimenticato.
Oggi la scheda SIM viene considerata poco più di un pezzo di plastica necessario per far funzionare il telefono. Eppure, per anni, ha svolto un ruolo che in molti hanno completamente dimenticato.
Se usi la scheda SIM solo per chiamare e mandare messaggi stai veramente sottovalutando il suo potere

La principale funzione della SIM resta quella di identificare la linea telefonica sulla rete dell’operatore, custodendo dati fissi come l’ICCID, il numero di serie univoco della scheda, o il numero del centro messaggi SMS. Ma oltre a questo, la scheda conserva ancora oggi una piccola quantità di memoria utilizzabile dall’utente, un residuo di un’epoca in cui era lì che si salvavano i contatti prima dell’arrivo del cloud.

La storia di questa piccola scheda risale al 1991, quando l’azienda tedesca Giesecke+Devrient ne produsse le prime unità per l’operatore finlandese Radiolinja, che le utilizzò per effettuare la prima chiamata GSM della storia. Da allora la struttura interna è rimasta sostanzialmente invariata: tre moduli di memoria distinti, una ROM da 64 a 512 KB che ospita il sistema operativo della scheda, una RAM da appena 1 a 8 KB per i dati temporanei, e una EEPROM — quella che nel linguaggio comune viene chiamata semplicemente “memoria della SIM” — dove risiedono rubrica, impostazioni del centro SMS e i parametri di sicurezza.

Scheda SIM, non solo chiamate: per cosa puoi utilizzarla

Quello che si può effettivamente memorizzare su una SIM fisica, va detto subito, non riguarda le eSIM di nuova generazione: si tratta essenzialmente di contatti telefonici e messaggi SMS, sempre che ci sia spazio sufficiente disponibile. I telefoni moderni non salvano più gli SMS sulla scheda per via dello spazio limitato, ma è ancora possibile leggere quelli eventualmente archiviati tramite l’app Messaggi di Google su Android.

Scheda SIM, non solo chiamate: per cosa puoi utilizzarla-Melablog.it

La capacità di una SIM oscilla tra 8 e 256 KB, un intervallo enorme che dipende dal produttore della scheda e che quasi mai viene comunicato all’utente finale. Per farsi un’idea concreta: in una tessera da 32 KB si possono salvare circa 250 contatti, mentre una da 64 KB ne può contenere il doppio, sempre considerando che parte dello spazio è occupata dai dati dell’operatore e dagli eventuali SMS conservati.

Curiosamente, la miniaturizzazione fisica della scheda nel corso degli anni non ha avuto nulla a che fare con la sua capacità di memoria. La SIM a grandezza piena degli anni ’90, quella delle dimensioni di una carta di credito, montava lo stesso chip che oggi si trova sulle nano SIM: a cambiare è stata solo la quantità di plastica tagliata attorno al circuito, passata dai 15×25 millimetri della Mini SIM del 1996 ai 12,3×8,8 millimetri della Nano SIM introdotta nel 2012 con l’iPhone 5. Una scheda piccola quanto un’unghia, insomma, può contenere esattamente la stessa quantità di contatti di una tessera vecchia di trent’anni.

L’unico modo davvero affidabile per scoprire quanto spazio libero abbia la propria SIM resta piuttosto rudimentale: trasferire contatti uno dopo l’altro fino a quando il sistema non segnala che la memoria è esaurita. Non è un metodo elegante, ma è l’unico che funziona su tutti i modelli di telefono, indipendentemente dal produttore o dalla versione del sistema operativo installato.

Va detto che i contatti salvati sulla SIM contengono molte meno informazioni rispetto a quelli sincronizzati con un account cloud: niente foto, niente indirizzi multipli, niente note aggiuntive. Per questo motivo, chi vuole davvero mettere al sicuro la propria rubrica continua a preferire la sincronizzazione online, lasciando alla scheda il ruolo di semplice backup di emergenza. Con l’avanzare dell’eSIM, integrata direttamente nel dispositivo, anche questa piccola funzione è destinata a scomparire, portando con sé un pezzo di storia della telefonia mobile che in pochi ricordano ancora.

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