Ma durante un controllo può diventare un problema. Il Codice della Strada chiede a chi guida di avere sempre il pieno controllo del veicolo e libertà di manovra. Va detto subito: non esiste una norma che vieti espressamente di tenere il gomito appoggiato alla portiera o la mano fuori dall’abitacolo. Però, in certe situazioni, gli agenti possono considerarlo un comportamento non sicuro. E la multa, nei casi più pesanti, può arrivare a 344 euro.
Nel Codice della Strada non c’è scritto, nero su bianco, “vietato guidare con il braccio fuori dal finestrino”. La questione però non si chiude qui. Quel gesto può essere valutato alla luce di regole più generali, pensate per fare in modo che chi è al volante mantenga una posizione corretta e sia sempre pronto a reagire: una frenata improvvisa, un ostacolo, un pedone che attraversa.
È una scena comune, soprattutto d’estate: finestrino abbassato, aria calda nell’abitacolo, gomito sulla portiera. Sembra solo una comodità. Ma se una pattuglia ritiene che quella postura limiti la capacità di guidare in sicurezza, può contestare la violazione. Il punto non è il gesto in sé, ma il rischio che può creare.
Articolo 141: controllo del veicolo e rischio multa
Il riferimento principale è l’articolo 141 del Codice della Strada. La norma impone al conducente di conservare sempre il controllo del veicolo e di poter compiere tutte le manovre necessarie in sicurezza. In pratica: sterzare, frenare, correggere la traiettoria senza perdere tempo. Perché sulla strada anche pochi istanti possono fare la differenza.
Tenere un braccio stabilmente fuori dall’abitacolo può essere visto come un comportamento poco compatibile con questa regola, soprattutto nel traffico, a velocità non troppo basse o in una situazione che richiede attenzione continua. Una cosa è abbassare il finestrino per pochi secondi. Un’altra è percorrere chilometri con una mano lontana dal volante. Davanti a un imprevisto, tornare subito nella posizione giusta può non essere così immediato.
La legge non pretende che entrambe le mani restino inchiodate al volante in ogni secondo di guida. Chiede però che il conducente sia sempre nelle condizioni di reagire. Ed è proprio su questo margine che può intervenire la valutazione degli agenti. Se la pattuglia ritiene che la guida non fosse sicura, può scattare la multa per guida non sicura.
Articolo 169: quando il braccio sporge dalla sagoma dell’auto
C’è poi un altro aspetto, meno evidente ma importante: l’articolo 169 del Codice della Strada. La norma stabilisce che il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per eseguire le manovre e prevede anche che conducente e passeggeri non creino sporgenze rispetto alla sagoma trasversale del veicolo, salvo eccezioni previste per alcuni mezzi, come motocicli e ciclomotori.
Detto in modo semplice: se gomito, avambraccio o braccio escono oltre il profilo dell’auto, quella posizione può essere considerata una sporgenza laterale. Non è soltanto una questione di postura. È anche un problema di ingombro, perché l’arto fuori dal finestrino può avvicinarsi a veicoli, scooter, ciclisti o ostacoli laterali, soprattutto nelle strade strette dei centri urbani.
Il pericolo riguarda anche chi guida. Un braccio esposto può urtare contro specchietti, pali, barriere o mezzi in sorpasso. Non succede spesso, certo. Ma può succedere. Ed è questa possibilità concreta a rendere il comportamento contestabile durante un controllo.
Multe, punti patente e assicurazione: cosa si rischia davvero
Sul piano economico, la violazione legata all’articolo 141 può portare a una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro, oltre alla decurtazione di un punto dalla patente nei casi previsti. Se invece viene contestato anche l’articolo 169, cioè la sporgenza dalla sagoma del veicolo, l’importo può salire: la multa va da 87 a 344 euro. Non poco, soprattutto per un gesto fatto spesso senza pensarci.
Non c’è solo il verbale. In caso di incidente, la posizione del conducente può finire nella ricostruzione della dinamica: rilievi, testimonianze, foto, immagini di telecamere o dashcam. Se emerge che l’automobilista viaggiava con il braccio fuori dal finestrino, l’assicurazione potrebbe valutare quella condotta come imprudente e contestare, in tutto o in parte, il risarcimento. Dipende dai fatti, dai rilievi e dal legame con il sinistro.
La regola pratica resta semplice: quando fa caldo, meglio usare il ricircolo dell’aria, aprire il finestrino senza sporgersi o fermarsi qualche minuto se la temperatura rende la guida pesante. Braccia dentro l’abitacolo, mani pronte sul volante. Una piccola cautela che può evitare multe, discussioni con l’assicurazione e rischi inutili sulla strada.