Se lasci il tuo smartphone in auto i rischi sono enormi, non solo per il calore interno: non farlo mai

Lasciare lo smartphone in auto con temperature elevate può danneggiare la batteria e provocare blocchi, scariche improvvise e un deterioramento più rapido nel tempo.
Lasciare lo smartphone in auto con temperature elevate può danneggiare la batteria e provocare blocchi, scariche improvvise e un deterioramento più rapido nel tempo.
Se lasci il tuo smartphone in auto i rischi sono enormi, non solo per il calore interno: non farlo mai

Lasciare lo smartphone in auto durante una giornata calda può danneggiarlo molto più di quanto sembri, anche quando il dispositivo è spento o inutilizzato.

L’abitacolo può raggiungere temperature elevate in pochissimo tempo e il telefono continua comunque a subire stress termico anche senza essere utilizzato. A rischiare di più è soprattutto la batteria, ma le conseguenze possono coinvolgere anche prestazioni, ricarica e componenti interni.

L’abitacolo diventa un forno: temperature oltre i limiti consigliati dai produttori

Il problema non è solo ritrovare il telefono bollente sul sedile. Una auto parcheggiata al sole diventa rapidamente un forno, con temperature molto più alte rispetto a quelle esterne. Secondo uno studio pubblicato nel 2018, spesso citato nei test sulla sicurezza termica degli abitacoli, con circa 29 gradi esterni l’interno di una vettura può arrivare a circa 46 gradi dopo un’ora di esposizione diretta.

Il cruscotto, nelle stesse condizioni, può superare gli 85 gradi. Troppo anche per dispositivi pensati per reggere molte situazioni d’uso. Google, nelle indicazioni per i suoi Pixel, raccomanda per esempio di non conservare il telefono oltre i 45 gradi di temperatura ambiente e avverte di non lasciarlo in auto o su superfici esposte alla luce diretta.

Il portaoggetti aiuta solo in parte: toglie il sole diretto, ma resta un vano chiuso dentro un abitacolo che continua a scaldarsi. Sotto il sedile o nel bagagliaio va un po’ meglio, ma solo per soste brevi. “Tanto entro dieci minuti”, si pensa spesso. Il punto è che, con l’aria condizionata spenta, quei dieci minuti possono pesare molto più del previsto.

Sensori, blocchi e spegnimenti: come Android prova a proteggersi dal surriscaldamento

Gli smartphone Android hanno sensori interni che controllano la temperatura in più punti, compresa la batteria. Quando il calore sale, il sistema comincia a tagliare ciò che non è indispensabile: può ridurre la sincronizzazione delle app, abbassare le prestazioni, diminuire la luminosità dello schermo, limitare la ricerca di reti Wi-Fi o la localizzazione.

Smartphone con schermo spento sul sedile anteriore di un’auto, illuminato dal sole attraverso il finestrino

Uno smartphone lasciato sul sedile dell’auto sotto il sole, situazione che può favorire surriscaldamento e danni alla batteria.

Su alcuni modelli può intervenire anche su 5G, torcia e ricarica. E proprio la ricarica in auto, magari lasciata attiva perché il telefono è quasi scarico, aggiunge altro calore a una situazione già delicata. A quel punto Android può mostrare un avviso di surriscaldamento, entrare in modalità a basso consumo o spegnersi del tutto.

Non è per forza un guasto: spesso è una difesa. Alcuni telefoni non si riaccendono finché la temperatura non torna sotto una soglia sicura. Insistere con tasti, caricabatterie o power bank, in quel momento, serve a poco. Meglio spostarlo all’ombra, lasciarlo raffreddare con calma e non metterlo in frigorifero: il freddo improvviso può creare condensa all’interno.

Dalla scarica improvvisa al degrado permanente: i rischi reali per le batterie al litio

Il primo segnale, spesso, è una scarica improvvisa della batteria. Il calore accelera le reazioni chimiche nelle celle agli ioni di litio, aumenta l’autoscarica e può confondere, almeno per un po’, la stima della percentuale residua mostrata dal sistema. Così un telefono lasciato al 70 o al 100% può essere ritrovato molto più scarico del previsto, anche dopo poche ore.

Il problema più serio, però, arriva nel tempo: episodi ripetuti di surriscaldamento possono favorire la perdita di capacità e l’aumento della resistenza interna della batteria, due segnali classici dell’invecchiamento. La batteria si degrada comunque con i cicli di carica e scarica, ma il caldo forte accelera lo stress.

C’è poi un rischio più raro, ma noto negli studi tecnici sulle batterie: il thermal runaway, una reazione di autoriscaldamento che, in condizioni estreme e con protezioni danneggiate, può portare a un incendio. I telefoni moderni hanno diversi sistemi di sicurezza, quindi non significa che ogni smartphone dimenticato in macchina diventi subito un pericolo.

Ma l’abitacolo rovente resta uno dei posti peggiori dove lasciarlo. Se proprio non c’è alternativa, meglio spegnerlo, tenerlo lontano dai finestrini e lasciarlo in auto per il minor tempo possibile.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×