Questo "divoratore" di energia è in ogni casa ma andrebbe subito rimosso

Il router Wi-Fi resta acceso giorno e notte in molte case italiane. Quasi nessuno ci fa caso quando si parla di consumi domestici, eppure può pesare sulla bolletta elettrica più di quanto si pensi.
Il router Wi-Fi resta acceso giorno e notte in molte case italiane. Quasi nessuno ci fa caso quando si parla di consumi domestici, eppure può pesare sulla bolletta elettrica più di quanto si pensi.
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Il dato parla di un consumo medio annuo di circa 135 kWh: con l’energia a 37 centesimi al kWh, significa poco più di 50 euro l’anno.

Quando si cerca di ridurre la spesa energetica in casa, si guarda quasi sempre ai soliti apparecchi: frigorifero, lavatrice, forno elettrico, televisore. Il modem router, invece, resta spesso fuori dai conti. È lì, sul mobile dell’ingresso o vicino alla presa telefonica, con le spie accese anche nel cuore della notte.

Il punto è semplice: il router Wi-Fi non assorbe molta energia in un singolo momento, ma resta attaccato alla corrente 24 ore al giorno, tutti i giorni. “Serve sempre”, si dice di solito. Ed è vero, almeno in parte. Tra smart working, streaming, videocamere, assistenti vocali e dispositivi collegati, la rete di casa è diventata una presenza fissa.

Ma non sempre Internet serve davvero di notte. Mentre tutti dormono, il router continua a lavorare anche se nessuno naviga, guarda una serie o scarica file. È un consumo piccolo, certo. Però è continuo. E alla fine si vede.

Quanto costa un router in un anno: il calcolo con 135 kWh e prezzo dell’energia a 37 centesimi

Secondo i dati riportati da Giga.de, un router domestico medio può consumare circa 135 kilowattora all’anno. Con un prezzo dell’elettricità di 0,37 euro per kWh, il costo stimato supera di poco i 50 euro annui. La cifra può cambiare in base al modello, alla tariffa del fornitore e alle ore effettive di accensione.

Router Wi‑Fi con spie accese collegato a una presa con timer meccanico, su mensola in soggiorno
Un router Wi‑Fi collegato a un timer da presa, utile per ridurre i consumi elettrici lasciandolo acceso solo quando serve.

Il confronto rende meglio l’idea. La ricarica quotidiana di uno smartphone, sempre secondo la stessa fonte, pesa per circa 1,50 euro l’anno in bolletta. Il router può quindi costare decine di volte di più. Non perché abbia la potenza di un forno o di una stufa elettrica, ma perché resta acceso senza fermarsi mai.

Non tutti gli apparecchi, naturalmente, consumano allo stesso modo. Un vecchio modem dato anni fa dall’operatore può avere assorbimenti diversi rispetto a un modello recente, magari con Wi-Fi 6, più antenne attive o funzioni avanzate. Anche dispositivi collegati via cavo, reti ospiti, ripetitori mesh e servizi interni possono incidere. Il dato dei 135 kWh va quindi letto come una media, utile però a riportare l’attenzione su un apparecchio che quasi nessuno misura davvero.

Spegnimento programmato e fasce notturne: le opzioni integrate nei modem moderni

Molti router moderni hanno già una funzione di programmazione oraria. Si trova nel pannello di controllo del dispositivo, accessibile dal browser o dall’app dell’operatore. Di solito basta entrare nelle impostazioni, cercare la sezione dedicata al Wi-Fi o al risparmio energetico e scegliere gli orari di spegnimento, per esempio dall’una alle sei del mattino.

Attenzione però: non sempre questa opzione spegne tutto il modem. In alcuni casi disattiva solo la rete wireless, lasciando attive le altre funzioni, compresa la telefonia VoIP se prevista dal contratto. È un dettaglio da verificare, soprattutto per chi usa il telefono fisso collegato al router e non vuole interrompere il servizio durante la notte.

La programmazione resta una soluzione comoda per chi ha orari regolari. Il router si ferma quando la casa dorme e torna attivo prima della sveglia, senza staccare spine e senza doversene ricordare ogni sera. Si imposta una volta. Poi fa tutto da solo.

Timer esterni e buone pratiche: come risparmiare senza compromettere la connessione

Chi non trova una funzione interna può ricorrere a un timer esterno da presa, venduto nei negozi di bricolage o online per pochi euro. Il funzionamento è immediato: si collega il router al timer, si impostano le fasce orarie e l’apparecchio interrompe la corrente nei momenti scelti. Prima, però, è meglio controllare le indicazioni del produttore e dell’operatore telefonico.

Spegnere il modem ogni notte non va bene per tutti. Alcuni utenti hanno sistemi di allarme, videocamere, dispositivi smart o centraline domotiche che hanno bisogno di una connessione Internet continua. In altri casi il riavvio al mattino può richiedere qualche minuto, portare aggiornamenti automatici o rendere più lenta la riconnessione della linea. Di norma nulla di grave, ma è bene saperlo.

Una soluzione intermedia è disattivare solo il Wi-Fi notturno, lasciando acceso il modem se serve per telefono o servizi essenziali. Un’altra possibilità è cambiare un apparecchio vecchio con un modello più efficiente, soprattutto se quello attuale scalda molto o non riceve aggiornamenti da tempo. Anche tenerlo in un punto areato aiuta: meno calore significa meno stress per l’elettronica.

Il risparmio finale dipende da tariffe, abitudini e dispositivi presenti in casa. Il messaggio, però, è chiaro: il router Wi-Fi non è il principale responsabile della bolletta, ma rientra tra quei consumi continui che, mese dopo mese, diventano visibili. Controllarlo una volta può bastare per recuperare qualche decina di euro l’anno, senza rinunciare alla connessione quando serve davvero.

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