Un punto sbagliato — dietro un mobile, sul pavimento, accanto agli elettrodomestici — può far crollare la copertura wireless e spiegare perché la connessione non arriva bene in camera, in cucina o nello studio.
Spesso la colpa non è della fibra, né del contratto con l’operatore. È il segnale che deve farsi strada tra muri, metallo e dispositivi che lavorano sulle stesse frequenze. Così una scelta fatta di fretta, magari vicino alla presa telefonica o nel punto in cui “dà meno fastidio”, finisce per trasformare la rete di casa in una connessione lenta, instabile. E parecchio irritante.
Router nascosto, a terra o vicino agli elettrodomestici: gli errori più comuni
Il primo errore, molto diffuso nelle case italiane, è nascondere il router dentro un mobile del soggiorno o dell’ingresso. Si fa per non vedere cavi e luci, soprattutto di notte. Ordinato, sì. Ma poco efficace. Il legno spesso indebolisce le onde radio, mentre il metallo le riflette e crea subito zone d’ombra. C’è anche il problema del calore: un apparecchio chiuso in un vano, senza aria, tende a scaldarsi. E quando le temperature salgono — d’estate anche in appartamento — le prestazioni possono peggiorare.
Anche metterlo sul pavimento è una pessima idea. Le antenne dei router domestici diffondono il segnale Wi-Fi soprattutto in orizzontale, mentre la copertura verso l’alto e verso il basso è più limitata.
Se l’apparecchio sta a terra, le onde trovano subito mobili, sedie, persone, animali domestici. Meglio tenerlo almeno a 40-60 centimetri da terra, meglio ancora intorno a un metro, su una mensola aperta o su un mobile basso. Vicino a frigorifero, lavatrice o forno, invece, il problema cambia: le parti metalliche riflettono il segnale e possono renderlo meno stabile proprio nelle stanze accanto.
Muri, metallo e vetri Low-E: così i materiali tagliano la copertura Wi-Fi
Non tutti i muri pesano allo stesso modo sulla copertura Wi-Fi. Ogni ostacolo assorbe o disperde una parte del segnale. La perdita si misura in decibel e la scala è logaritmica: anche pochi dB, quindi, possono fare una bella differenza. Il cemento armato è tra i materiali più difficili da attraversare, perché unisce massa compatta e ferri interni. Nelle case con pareti spesse o strutture portanti può ridurre molto sia la banda a 2,4 GHz sia quella a 5 GHz, che è più veloce ma supera peggio gli ostacoli.
Anche i mattoni pieni, presenti in molte abitazioni italiane, non sono innocui: un muro portante può togliere una parte importante del segnale, soprattutto sulla banda a 5 GHz. Cartongesso e legno, al contrario, sono materiali più facili da oltrepassare.
Il metallo merita un discorso a parte: porte tagliafuoco, divisori, elettrodomestici e strutture interne non si limitano a indebolire il segnale, ma lo riflettono in direzioni difficili da prevedere. Poi ci sono i vetri Low-E, usati negli infissi moderni per trattenere il calore. Il loro rivestimento metallico può schermare anche il Wi-Fi. Se dopo aver cambiato le finestre il balcone “non prende” più come prima, la spiegazione potrebbe essere proprio lì.
Microonde, cordless e Bluetooth: quando il disturbo nasce dentro casa
Il forno a microonde è uno dei nemici più noti della rete domestica, e non è una leggenda. Lavora intorno ai 2,45 GHz, molto vicino alla banda Wi-Fi a 2,4 GHz. Quando è acceso, soprattutto se è vecchio o ha guarnizioni consumate, può disturbare la connessione e causare rallentamenti o brevi interruzioni. Il problema si nota di più con i dispositivi collegati alla banda più vecchia. La rete a 5 GHz, invece, non viene colpita nello stesso modo. Naturalmente non bisogna eliminare il microonde. Basta evitare di mettere il router in cucina.
Ci sono poi altri apparecchi capaci di creare interferenze domestiche. Alcuni telefoni cordless di vecchia generazione usano ancora frequenze vicine, così come diversi baby monitor digitali. I dispositivi Bluetooth, anche se saltano rapidamente da un canale all’altro, possono aumentare il rumore radio quando sono tutti concentrati nello stesso punto. Una cassa smart, due cuffie, un hub, un monitor per bambini e il router sulla stessa mensola: in una situazione così la rete può diventare più fragile. La regola pratica è semplice: tenere distanti le fonti radio, lasciare spazio intorno al router e non ammucchiare tutto nell’angolo più comodo della casa.
Altezza, posizione centrale e rete mesh: dove mettere davvero il router Wi-Fi
Il posto migliore per il router Wi-Fi è di solito una zona centrale dell’appartamento: un corridoio aperto, il soggiorno, comunque un punto non chiuso e non schiacciato contro ostacoli pesanti. L’altezza ideale è intorno a un metro da terra, lontano da muri portanti, superfici metalliche ed elettrodomestici.
Da lì il segnale raggiunge le stanze principali con meno barriere, invece di partire dall’ingresso e dover attraversare tre o quattro pareti prima di arrivare alla camera da letto. Se il modello ha antenne orientabili, inclinarne una può aiutare nelle case su più livelli, dove serve anche un po’ di copertura verticale.
Non sempre, però, esiste il punto perfetto. Nei condomini costruiti tra gli anni Settanta e Novanta, spesso pieni di cemento armato, o nelle case grandi con muri portanti in laterizio, un solo router può lasciare comunque alcune zone scoperte. In questi casi ha senso valutare una rete mesh, con più nodi sistemati nei punti giusti: non ripetitori messi a caso, ma satelliti capaci di accompagnare il segnale verso le stanze più lontane. Prima di comprare nuovi dispositivi, però, conviene fare la prova più semplice e più economica: spostare il router, alzarlo, liberarlo dagli ostacoli. Cinque minuti, a volte, bastano per capire se il problema era davvero la linea.