Questi sono i dispositivi insospettabili che si surriscaldano di più anche quando non li usi

Nelle case italiane, ogni giorno, televisori smart, caricabatterie e computer fissi continuano a consumare energia elettrica anche quando sembrano spenti.
Nelle case italiane, ogni giorno, televisori smart, caricabatterie e computer fissi continuano a consumare energia elettrica anche quando sembrano spenti.
Questi sono i dispositivi insospettabili che si surriscaldano di più anche quando non li usi

Restano collegati alla rete per l’attesa, per gli aggiornamenti o per tenere alimentati i circuiti interni. È la cosiddetta “corrente fantasma”, il consumo in standby: poca cosa se si guarda una sola presa, meno innocua quando si sommano tutti gli apparecchi lasciati attaccati per ore, di notte, nei weekend o durante le vacanze.

Il consumo nascosto degli elettrodomestici nasce da un malinteso molto comune: per molti, spento vuol dire davvero fermo. Non sempre è così. Diversi dispositivi restano in una sorta di attesa: pronti a ricevere il segnale del telecomando, a tenere l’orologio interno, a cercare aggiornamenti o semplicemente ad alimentare una piccola parte dell’elettronica.

Secondo enti energetici e associazioni dei consumatori, il peso dello standby cambia parecchio in base all’età e al tipo di apparecchio. I modelli più nuovi consumano in genere meno rispetto a quelli di qualche anno fa, anche grazie alle norme europee sull’ecodesign. Ma il problema non sparisce. “Il punto non è il singolo watt, è la somma”, ripetono spesso i tecnici quando parlano di sprechi domestici.

Basta guardarsi intorno, in cucina, in salotto o nello studio di casa. Luci rosse, piccoli display accesi, router, decoder, console, televisori, caricabatterie dimenticati nella presa. Tutto quasi invisibile. Ma acceso, almeno in parte.

Televisori smart, caricabatterie e computer: i tre dispositivi più spreconi

Tra gli apparecchi più citati quando si parla di consumi in standby ci sono i televisori smart. Anche da spenti restano in ascolto del telecomando e, in alcuni casi, tengono attiva la connessione a Internet per aggiornamenti o avvii rapidi. Il consumo cambia da modello a modello, dipende dalle impostazioni e dall’anno di produzione. Ma il principio resta lo stesso: se la spina è inserita, un po’ di elettricità continua a passare.

Multipresa con spine e caricabatterie collegati, con spia rossa accesa sul pavimento davanti a una TV spenta
Una multipresa con spia di standby accesa accanto al mobile TV, simbolo dei consumi invisibili degli apparecchi anche da spenti.

Poi ci sono i caricabatterie di smartphone, tablet, smartwatch e cuffie. Quando non sono collegati a un dispositivo, consumano di solito poco, spesso frazioni di watt. Il punto è che nelle case moderne se ne trovano ovunque: uno sul comodino, uno vicino al divano, uno in cucina, magari un altro in ufficio. “Lo lascio lì, tanto non fa niente”, si dice spesso. Su un giorno pesa poco. Su un anno, con tanti alimentatori, il discorso cambia.

Il terzo caso riguarda i computer desktop, soprattutto quelli con alimentatori meno recenti o con molte periferiche sempre collegate. Anche quando il pc è spento, alcune parti possono restare alimentate: scheda madre, porte Usb abilitate alla ricarica, alimentatore. A seconda della configurazione, si va da pochi watt a consumi più alti, soprattutto se il computer viene lasciato in sospensione invece che spento del tutto.

Bolletta annuale, quanto pesano davvero pochi watt

Il peso sulla bolletta elettrica si capisce meglio con un esempio semplice. Un apparecchio che assorbe 5 watt per 20 ore al giorno consuma circa 36,5 kWh in un anno. Se gli apparecchi diventano molti, il numero comincia a farsi vedere, soprattutto nelle famiglie piene di dispositivi elettronici e con tariffe meno convenienti.

Da solo non è il capitolo che stravolge i conti di casa. Lavatrice, forno, climatizzatore e asciugatrice incidono molto di più. Però la corrente fantasma ha un difetto evidente: consuma quando nessuno la sta usando, senza dare un servizio percepibile. È qui che nasce la sensazione di spreco, prima ancora che nel totale finale.

Le stime cambiano da abitazione ad abitazione. Contano il prezzo dell’energia, la classe degli apparecchi, le abitudini quotidiane. Secondo le prime valutazioni diffuse nel settore, in una casa con molta elettronica lo standby domestico può valere alcune decine di euro l’anno. Non una cifra enorme. Ma neppure zero.

Multiprese con interruttore e prese scollegate: cosa fare davvero

La soluzione più semplice resta staccare dalla presa i dispositivi che non servono, soprattutto caricabatterie, piccoli alimentatori e apparecchi usati solo in alcune ore della giornata. Per televisori, console, casse audio e decoder, una multipresa con interruttore permette di spegnere tutto con un solo gesto, senza infilare la mano dietro mobili e cavi.

Un altro passaggio utile riguarda le impostazioni. Su molti televisori smart e computer si possono disattivare l’avvio rapido, la ricarica Usb a pc spento o alcune funzioni di rete durante lo standby. Sono voci spesso nascoste nei menu, ma bastano pochi minuti per controllarle. “Meglio farlo una volta, poi ci si dimentica”, ha raccontato un tecnico installatore parlando delle verifiche più richieste nelle case.

Non serve trasformare la vita domestica in una caccia continua alla spina. Conviene partire dai punti più facili: la scrivania, il mobile tv, il comodino. Dove ci sono molti alimentatori, di solito c’è anche una quota di consumo invisibile. Tagliarla non richiede lavori né grandi spese. Solo un’abitudine diversa, magari la sera, prima di spegnere la luce.

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