Alcuni monopattini elettrici possono nascondere debolezze strutturali difficili da individuare durante una normale prova in negozio.
Il problema riguarda soprattutto le sollecitazioni ripetute che, con il passare del tempo, interessano manubrio, piantone e sistema di chiusura. Buche, cordoli, frenate e pavé sottopongono questi componenti a uno stress continuo e un eventuale cedimento può far perdere improvvisamente il controllo del mezzo.
I monopattini nei quali si è rotto il manubrio
Durante una prova comparativa condotta su dieci modelli omologati per la circolazione stradale, due monopattini non hanno superato il test di durata del manubrio. Si tratta del Navee N65 II e dello Streetbooster Sirius, entrambi penalizzati con una valutazione complessiva di 4,5, corrispondente al giudizio “sufficiente” nella scala utilizzata per la prova.
Il cedimento è avvenuto su un banco progettato per riprodurre in modo più realistico le sollecitazioni esercitate durante accelerazioni, frenate e cambi di direzione. Secondo i tecnici, una delle possibili cause è la posizione poco favorevole di alcune forature presenti nel manubrio. Il difetto non è emerso durante una semplice uscita, ma dopo una serie di carichi dinamici ripetuti, simili a quelli accumulati con un utilizzo prolungato.
Il Navee N65 II ha comunque mostrato un motore potente, una buona capacità di carico e freni pronti, ma è risultato pesante, rigido sulle irregolarità e poco maneggevole in curva. Sullo Streetbooster Sirius sono emersi anche problemi al meccanismo di ripiegamento e difficoltà durante il montaggio iniziale. In entrambi i casi, però, la criticità più importante resta la rottura del manubrio, perché può compromettere direttamente la sicurezza del conducente.
Perché i controlli ordinari potrebbero non essere sufficienti
Le prove obbligatorie previste per questi mezzi applicano principalmente un carico centrale sul piantone dello sterzo. Il test più severo ha invece sollecitato dinamicamente le due estremità del manubrio con 15 chilogrammi per lato, cercando di riprodurre ciò che avviene quando il conducente spinge, tira e corregge continuamente la traiettoria. Otto monopattini su dieci hanno completato la prova senza danni rilevanti.
Questo non significa automaticamente che i due modelli siano stati dichiarati illegali o interessati da un richiamo ufficiale. Il risultato evidenzia però un possibile rischio dopo un uso lungo e intenso e mostra che il semplice rispetto dei requisiti minimi non sempre riproduce tutte le condizioni incontrate su strada. Un monopattino che percorre quotidianamente asfalto sconnesso viene sottoposto a pressioni molto diverse rispetto a un mezzo utilizzato occasionalmente su una pista liscia.

Dettaglio del manubrio di un monopattino elettrico con crepe al giunto, durante un controllo di sicurezza in laboratorio.
Prima di ogni uscita conviene controllare che il manubrio non presenti giochi, scricchiolii o movimenti anomali. Vanno osservati anche piantone, viti, saldature e cerniera di chiusura. Se la guida diventa meno precisa o compaiono vibrazioni insolite, è prudente interrompere l’utilizzo e far verificare il mezzo, senza limitarsi a stringere le viti alla cieca.
Il casco resta una protezione importante, ma non risolve un difetto strutturale. Luci, freni e pneumatici devono essere controllati con la stessa attenzione, soprattutto prima di percorrere strade trafficate o dissestate. Un cedimento improvviso mentre si frena o si supera un ostacolo può provocare una caduta senza possibilità di reazione.
Autonomia, freni e stabilità: cosa controllare prima dell’acquisto
Il confronto ha mostrato che prezzo e qualità non procedono sempre insieme. I modelli esaminati costavano fino a 800 euro e i due con il manubrio danneggiato non erano i più economici. Il miglior risultato è stato ottenuto dal Segway Ninebot F3 Pro D, valutato positivamente per comfort, potenza, durata e risposta dei freni, anche se la ricarica completa richiede più di otto ore.
Anche l’autonomia dichiarata deve essere interpretata con prudenza. Le percorrenze indicate dai produttori vengono spesso calcolate con velocità ridotte, peso contenuto e condizioni ideali. Nelle prove più vicine all’utilizzo quotidiano, con un carico equivalente a 90 chilogrammi e alla massima velocità consentita, i risultati sono stati generalmente inferiori alle promesse commerciali.
Prima di comprare è quindi utile effettuare una prova su strada, controllando stabilità in curva, modulabilità dei freni, risposta dell’acceleratore e comodità della posizione di guida. Chi percorre salite o strade sconnesse dovrebbe valutare con particolare attenzione potenza del motore, dimensioni delle gomme e presenza delle sospensioni, senza scegliere soltanto in base all’autonomia pubblicizzata.
Il test è stato pubblicato dall’ADAC il 28 luglio 2026 e ha coinvolto dieci monopattini elettrici con prezzo di listino fino a 800 euro. Sette hanno ottenuto il giudizio “buono”, uno “soddisfacente” e due “sufficiente” dopo la rottura del manubrio nella prova di durata. Il club tedesco ha chiesto che le norme vengano aggiornate per considerare meglio le sollecitazioni reali dell’uso quotidiano.