Controllare il saldo, pagare una bolletta, dividere il conto della cena: nel 2026 oltre l’85% delle operazioni bancarie avviene online o tramite app, e per la maggior parte degli utenti lo smartphone è diventato la filiale principale. Le app di home banking sono in sé strumenti sicuri, protetti da autenticazione forte, crittografia e sistemi antifrode.
Il problema, avvertono esperti e associazioni dei consumatori, non è quasi mai un attacco ai sistemi centrali delle banche: il bersaglio è il dispositivo che teniamo in tasca, insieme a chi lo usa. Ed è proprio per questo che alcune operazioni andrebbero evitate dal telefono, o quantomeno gestite con cautele particolari.
La prima è il bonifico istantaneo su rete non protetta. L’accoppiata è pericolosa per due ragioni che si sommano: sulle reti Wi-Fi pubbliche di bar, hotel e aeroporti il traffico può essere intercettato, e il bonifico istantaneo, una volta partito, è di fatto irrevocabile, perché l’accredito avviene in pochi secondi.
Le operazioni bancarie a cui fare attenzione dallo smartphone
Un trasferimento importante merita una rete domestica o la connessione dati del proprio operatore, e per gli importi elevati resta preferibile il bonifico ordinario, che lascia una finestra di intervento in caso di errore o anomalia. Chi non può attendere una rete sicura dovrebbe almeno cifrare la connessione con una VPN.

Autenticazione a due fattori e accesso protetto all’e-banking su laptop e smartphone, simbolo delle misure contro phishing e frodi.
La seconda operazione da non fare mai dallo smartphone è qualsiasi disposizione eseguita mentre qualcuno ci guida al telefono. È lo schema del vishing con spoofing: il truffatore chiama da un numero che appare identico a quello della banca, conosce dettagli precisi del conto, a volte perfino il saldo esatto, e chiede di eseguire operazioni per “bloccare” un presunto bonifico sospetto.
In pochi minuti possono partire trasferimenti per migliaia di euro, come nei casi finiti davanti all’Arbitro Bancario Finanziario, dove i clienti hanno visto sparire 8.300 euro in tre bonifici istantanei. Nessun istituto chiede mai di disporre pagamenti, comunicare codici OTP o spostare il token di sicurezza su un altro dispositivo durante una telefonata: se accade, è una truffa, e la cosa giusta da fare è riagganciare e richiamare la banca a un numero ufficiale.
Attenzione anche alle operazioni compiute da app scaricate fuori dagli store ufficiali o raggiunte tramite link ricevuti via SMS ed email. I trojan bancari degli ultimi anni sono in grado di intercettare le credenziali, sovrapporre false schermate di login a quelle autentiche e perfino modificare l’Iban di un bonifico mentre viene digitato. Da qui discendono le regole di base: app scaricate solo dagli store ufficiali, meglio se partendo dal sito della propria banca, sistema operativo e app sempre aggiornati per chiudere le falle note, e mai credenziali salvate in note non protette, screenshot o browser.
C’è infine l’errore più sottovalutato: operare da un telefono senza blocco biometrico sull’app bancaria. Molti istituti permettono di proteggere l’accesso con impronta o riconoscimento facciale anche a telefono già sbloccato, uno strato aggiuntivo che fa la differenza in caso di furto o smarrimento del dispositivo. A completare la difesa restano i gesti di routine: controllare con regolarità i movimenti per intercettare le anomalie in tempo utile e, al primo sospetto, contattare subito la banca per bloccare l’accesso da remoto. La comodità del conto in tasca non si discute; a fare la differenza è quali operazioni scegliamo di affidargli, e in quali condizioni.