Questa nuova truffa su Amazon potrebbe costarti molto caro

Una nuova truffa Amazon del falso pagamento sta circolando in Francia e prende di mira i clienti del colosso dell’e-commerce con email e sms che parlano di un presunto addebito da 1.030 euro.
Una nuova truffa Amazon del falso pagamento sta circolando in Francia e prende di mira i clienti del colosso dell’e-commerce con email e sms che parlano di un presunto addebito da 1.030 euro.
Questa nuova truffa su Amazon potrebbe costarti molto caro

L’obiettivo è semplice: spingere l’utente a chiamare un finto servizio clienti e, da lì, farsi consegnare dati personali o bancari. La segnalazione è stata rilanciata da Tom’s Guide il 23 luglio 2026, dopo diversi messaggi comparsi online e condivisi sui social. Il copione, spiegano gli esperti di sicurezza, è quello dell’hameçonnage, il phishing: mettere fretta, creare paura e portare la vittima a fidarsi della voce che risponde al telefono.

Il messaggio ha il tono delle comunicazioni urgenti. “Se non siete all’origine di questa operazione, contattate immediatamente il nostro servizio”, si legge nella versione francese della email fraudolenta. Al centro c’è un presunto pagamento Amazon da 1.030 euro: una cifra abbastanza alta da far sobbalzare chiunque, ma non così assurda da sembrare subito inventata. È lì che la trappola comincia a funzionare.

A differenza di molte campagne di phishing Amazon, qui il primo invito non è cliccare su un link. I truffatori chiedono invece di chiamare un numero di telefono, presentato come il canale per bloccare o annullare l’operazione. Una telefonata, per molti, sembra più sicura di una pagina web sconosciuta. Ma il rischio sta proprio in quel passaggio.

Secondo le prime ricostruzioni, i messaggi arrivano via email o sms e imitano un avviso amministrativo: poche righe, una somma precisa, l’ordine di agire “subito”. Nient’altro. E spesso basta.

Il falso addebito da 1.030 euro: così scatta il messaggio-esca

Chi chiama il numero indicato viene messo in contatto con una persona che si presenta come operatore del servizio clienti Amazon. Il tono, stando ai racconti degli utenti che hanno segnalato il tentativo, è tranquillo ma insistente: bisogna verificare l’identità, controllare il conto, “mettere in sicurezza” il profilo.

Mani su smartphone con chiamata in arrivo davanti a laptop con email sfocata, su scrivania con taccuino e tazza
Una chiamata sospetta sullo smartphone davanti a un’email sfocata sul laptop, tipico scenario di truffe con finto servizio clienti.

In realtà lo scopo è ottenere dati sensibili, credenziali di accesso o informazioni bancarie. Il falso addetto può chiedere conferme su nome, indirizzo, numero di telefono, carta collegata all’account o codici ricevuti via sms. A volte, spiegano gli specialisti di cybersicurezza, i truffatori hanno già qualche informazione vera sulla vittima, magari recuperata da precedenti fughe di dati. Questo rende tutto più credibile.

“Sì, vedo il suo indirizzo”, può dire l’interlocutore. Ed è in quel momento che molti abbassano la guardia. Poi può arrivare la richiesta di entrare in una piattaforma esterna, scaricare un’applicazione o comunicare un codice di verifica. Sono segnali da non ignorare. Amazon, come gli altri grandi operatori digitali, non chiede al telefono password, codici temporanei o dati completi della carta per annullare un pagamento non riconosciuto.

Mittente, fretta e numeri sospetti: gli indizi da controllare

Il primo controllo da fare riguarda il mittente della email Amazon sospetta. Nel caso segnalato in Francia, l’indirizzo era “medhi.X@social.aston-ecole.com”, un dominio senza alcun legame con il gruppo. Un dettaglio semplice, quasi banale, ma spesso decisivo. Le vere comunicazioni di Amazon arrivano da indirizzi legati ai domini ufficiali del servizio, come ricordano anche le pagine di assistenza della società.

Amazon spiega che le email approvate contengono riferimenti ad Amazon.fr e sono inviate da indirizzi del dominio ufficiale. Inoltre, nei principali servizi di posta elettronica può comparire l’icona con il logo Amazon Smile quando il mittente è verificato. Non è una garanzia assoluta, ma è un segnale utile. Poi c’è la fretta. La truffa del falso addebito vive proprio sull’urgenza: chiamare immediatamente, bloccare subito, evitare un danno economico.

È una tecnica già vista nelle frodi che imitano banche, corrieri, abbonamenti streaming e servizi pubblici. Quando un messaggio pretende una reazione rapida e sposta la conversazione su un numero non verificato, meglio fermarsi. Anche solo un minuto. Spesso è quello che serve per evitare il guaio.

Email ricevuta o numero già chiamato: cosa fare subito

Se arriva una email sul falso pagamento Amazon, la prima regola è non chiamare il numero indicato e non rispondere al messaggio. Meglio aprire l’app o il sito ufficiale, digitando l’indirizzo nel browser, senza usare link presenti nella comunicazione. Da lì si controllano ordini e pagamenti. Se non compare alcun addebito, la segnalazione è con ogni probabilità falsa. Il messaggio può essere inoltrato ai canali ufficiali di segnalazione di Amazon e, in Italia, alla Polizia Postale, che raccoglie le denunce sulle frodi online. Conviene anche conservarne una copia, con intestazioni e numero telefonico: dettagli piccoli, ma utili se servono accertamenti. Chi invece ha già chiamato il presunto servizio clienti e ha comunicato dati personali o bancari deve muoversi subito: cambiare la password dell’account Amazon, attivare l’autenticazione a due fattori, contattare la banca e chiedere il blocco o il controllo della carta. Se sono stati forniti codici di conferma o credenziali, il rischio sale. In quel caso è opportuno presentare denuncia e verificare anche gli accessi recenti agli account collegati, dalla posta elettronica ai servizi di pagamento. La truffa punta proprio su questo: far agire la vittima prima che abbia il tempo di controllare.

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