Quando salta la corrente c'è solo una cosa da fare subito con il frigorifero

Quando un temporale lascia casa senza corrente, la prima mossa è semplice: segnare l’ora del blackout, non aprire di continuo frigorifero e freezer, e poi controllare con calma, al ritorno della luce, quanto tempo gli alimenti siano rimasti senza freddo.
Quando un temporale lascia casa senza corrente, la prima mossa è semplice: segnare l’ora del blackout, non aprire di continuo frigorifero e freezer, e poi controllare con calma, al ritorno della luce, quanto tempo gli alimenti siano rimasti senza freddo.
Quando salta la corrente c'è solo una cosa da fare subito con il frigorifero

Conta anche un altro dettaglio: se acqua o umidità hanno raggiunto prese, cavi o confezioni. Le indicazioni sulla sicurezza alimentare del governo statunitense e dell’Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare e la nutrizione vanno dritte al punto: non basta che un cibo “sembri buono” o non puzzi. Alcuni rischi, in cucina, non si vedono.

In caso di mancanza di corrente per temporale, la prima cosa da fare è annotare l’ora in cui è saltata la luce e capire se il guasto riguarda solo casa propria o tutta la zona. Meglio evitare, soprattutto al buio o con acqua sul pavimento, di staccare e riattaccare elettrodomestici a caso. Un frigorifero chiuso, secondo le indicazioni del governo degli Stati Uniti, mantiene una temperatura adeguata per circa quattro ore. Ma a una condizione: lo sportello deve restare chiuso.

Ogni apertura fa entrare aria calda e riduce il margine di sicurezza. Se il blackout va avanti e in casa c’è una borsa termica con ghiaccio, gli alimenti più delicati possono essere spostati solo se sono ancora freddi. Niente controlli ogni dieci minuti. Carne, pesce, latte e cibi già cotti sono quelli che soffrono di più quando la temperatura sale. Aprire il frigo di continuo sembra prudente, ma produce l’effetto opposto: lo scalda più in fretta.

Frigorifero oltre le quattro ore: quali alimenti buttare e quali possono restare

Se la corrente torna entro quattro ore e il frigorifero è rimasto chiuso, in genere non serve buttare tutto. Lo indicano anche i documenti per i consumatori dell’Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare e la nutrizione. Superata questa soglia, però, la temperatura interna può essere salita oltre i 5 °C, un limite oltre il quale alcuni alimenti deperibili diventano più esposti alla crescita di batteri. A quel punto bisogna decidere prodotto per prodotto, senza andare a naso.

Cucina al buio con pioggia alla finestra, frigorifero chiuso e torcia accesa accanto a taccuino e orologio
Durante un blackout da temporale, segnare l’ora e lasciare chiusi frigorifero e freezer aiuta a proteggere gli alimenti.

Da eliminare, se sono rimasti troppo a lungo senza freddo, sono carne, pesce, pollo, uova, latte, formaggi freschi, avanzi cotti, insalate pronte, frutta e verdura già tagliate. Resistono meglio, invece, prodotti che non hanno bisogno di una refrigerazione stretta, come bibite, conserve chiuse, cioccolato, frutta e verdura intere, sempre dopo un controllo attento. Il punto decisivo resta uno: odore e aspetto non bastano. E assaggiare “per vedere se è ancora buono” è una pessima idea, perché alcuni microrganismi pericolosi possono esserci senza lasciare tracce evidenti.

Freezer dopo il disgelo: cristalli di ghiaccio, temperatura e ricongelamento sicuro

Il freezer resiste più a lungo del frigorifero, ma anche qui vale la stessa regola: non va aperto. Un congelatore pieno può mantenere il freddo fino a circa 48 ore; uno mezzo vuoto, di solito, arriva a 24 ore, secondo le stime delle autorità sanitarie statunitensi. Poi contano le condizioni reali: quanto era pieno, quante volte è stato aperto, in che stato era l’apparecchio prima del blackout. Non tutti i congelatori tengono allo stesso modo. Quando la corrente torna, bisogna controllare i pacchi uno per uno.

Gli alimenti che hanno ancora cristalli di ghiaccio o risultano a 4 °C o meno possono essere cotti oppure ricongelati, anche se la qualità potrebbe peggiorare. Se invece sono del tutto scongelati, tiepidi, molli al tatto e non si sa da quanto tempo siano così, la scelta più sicura è buttarli. Dispiace, certo. Ma un’intossicazione alimentare pesa molto di più.

Se il temporale ha provocato un allagamento, il problema non riguarda più soltanto la conservazione degli alimenti. L’acqua può contaminare confezioni, cartoni, barattoli non sigillati e superfici, anche se il cibo è rimasto freddo. Le autorità sanitarie, compresi i Cdc statunitensi, raccomandano di buttare gli alimenti entrati in contatto con acqua di piena o di scarico, inclusi molti imballaggi in cartone e contenitori non impermeabili. Asciugarli con un panno non basta. Non in questi casi.

C’è poi la parte elettrica, spesso sottovalutata nelle ore successive al ritorno della luce. Se l’acqua ha raggiunto il frigorifero, il freezer, la presa o i cavi, non bisogna accendere l’apparecchio “per vedere se funziona”. Prima servono asciugatura completa e, quando necessario, il controllo di un tecnico. La cucina può aspettare. La sicurezza della casa viene prima del recupero della spesa.

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