Problemi con il Wi-Fi? Questi oggetti insoliti in casa tua stanno "interrompendo" il segnale

Il Wi-Fi debole in casa non dipende sempre dal gestore o da un router ormai datato. A volte il segnale si inceppa per colpa di oggetti normalissimi, presenti in molte abitazioni: dal forno a microonde agli specchi, fino agli acquari.
Il Wi-Fi debole in casa non dipende sempre dal gestore o da un router ormai datato. A volte il segnale si inceppa per colpa di oggetti normalissimi, presenti in molte abitazioni: dal forno a microonde agli specchi, fino agli acquari.
Problemi con il Wi-Fi? Questi oggetti insoliti in casa tua stanno

Sono ostacoli che possono rendere instabile la connessione mentre si lavora, si studia, si guarda una serie in streaming o si partecipa a una videochiamata. A ricordarlo, in un approfondimento ripreso anche dalla stampa internazionale, è il caso citato dalla BBC e dagli esperti di reti wireless: prima di prendersela con la linea, conviene guardare bene cosa c’è intorno al modem. Perché, certe volte, il problema è proprio sul mobile accanto.

Uno dei nemici più conosciuti del segnale Wi-Fi è il forno a microonde, soprattutto se si trova vicino al router o nella stanza in cui si usa il computer. La spiegazione è tecnica, ma facile da capire: molti dispositivi wireless usano la banda 2,4 GHz, una frequenza vicina a quella impiegata dai microonde per scaldare il cibo. Se l’apparecchio è vecchio, usurato o schermato male, può creare disturbi ben visibili: pagine che si aprono a singhiozzo, videochiamate che cadono, streaming che si blocca proprio all’ora di cena.

Alex Hills, tra i pionieri delle grandi reti Wi-Fi negli anni Novanta, ha chiamato questi ostacoli domestici “bad boys”, i cattivi del segnale, perché impediscono alle onde radio di arrivare in modo regolare a telefoni, pc e smart tv. E non ci sono solo i microonde: anche vecchi dispositivi elettrici, lampade fluorescenti datate o sistemi di accensione elettrica possono disturbare la rete, specie se concentrati vicino al modem. Piccoli disturbi, certo. Ma quando si ripetono, si sentono.

Acqua, cemento e metallo: gli ostacoli che creano le “zone morte”

Un grande acquario in salotto sembra innocuo. E invece l’acqua assorbe una parte dell’energia delle onde radio e può indebolire il Wi-Fi se si trova tra il router e il dispositivo collegato. È il cosiddetto “shadowing”, l’ombreggiamento del segnale: la connessione arriva, ma più debole, più lenta, meno stabile.

Forno a microonde su piano cucina con router Wi‑Fi su mensola sopra, in un open space domestico
Microonde vicino al router in cucina: un esempio di oggetti domestici che possono peggiorare il segnale Wi‑Fi.

Chi ha una stanza in cui il telefono “prende” male sempre nello stesso angolo spesso lo scopre così, spostando un mobile o cambiando posto al modem. Lo stesso può succedere con pareti in cemento, muri in mattoni molto spessi, strutture metalliche, scaffali pesanti o grandi arredi. Non tutti i materiali fanno lo stesso effetto: legno e cartongesso, di solito, lasciano passare meglio il segnale wireless; cemento armato e metallo, invece, lo frenano o lo deviano. Nelle case moderne, tra cucine componibili, porte blindate e pareti tecniche, il percorso delle onde radio è meno semplice di quanto sembri. Ed è così che nascono le zone morte, quei punti della casa in cui la rete sembra sparire senza una ragione chiara.

Specchi e televisori: quando le superfici riflettenti mandano in crisi il Wi-Fi

Anche specchi, televisori e superfici lucide possono pesare sulla qualità della connessione Wi-Fi. Non sempre perché assorbono il segnale, ma perché possono rifletterlo e cambiarne il percorso. Le onde radio, in parte, si comportano come la luce: rimbalzano su materiali lisci, metallici o molto riflettenti.

Un grande specchio in corridoio, una smart tv piazzata tra router e divano, oppure elementi metallici nascosti nelle pareti possono creare traiettorie irregolari e rendere il collegamento meno stabile. Il risultato è quello che molti conoscono bene: in cucina il tablet funziona, in camera la videochiamata si interrompe, accanto alla televisione il segnale sale e scende. In quei casi viene naturale dare la colpa all’operatore, e a volte è anche giusto.

Ma se il problema riguarda sempre lo stesso punto della casa, vale la pena guardare cosa c’è nel mezzo: uno specchio grande, un mobile con parti metalliche, uno schermo ampio. Secondo le prime indicazioni degli esperti di reti domestiche, piccoli spostamenti possono bastare per ridurre i rimbalzi del segnale e rendere la connessione più regolare.

Router al centro, in alto o rete mesh: le mosse pratiche per recuperare segnale

La prima regola per migliorare il Wi-Fi domestico è mettere il router in una posizione il più possibile centrale, libera e rialzata. Meglio evitare di nasconderlo dietro i mobili, dentro un armadio o accanto a grandi superfici metalliche. Non è una questione di ordine o di estetica: un modem appoggiato a terra, schiacciato tra parete e libreria, lavora peggio di uno sistemato su una mensola aperta.

Gli esperti consigliano anche di tenerlo lontano da forni a microonde, acquari e apparecchi elettrici che possono creare interferenze. “Prima di cambiare abbonamento, provate a spostarlo”, è il consiglio che torna spesso tra i tecnici. Quando la casa è grande, su più piani o con pareti molto spesse, però, spostare il router può non bastare.

In questi casi possono aiutare i Wi-Fi extender o i sistemi mesh Wi-Fi, formati da più dispositivi collegati tra loro che portano il segnale nelle varie stanze. La rete diventa più uniforme, senza costringere smartphone e computer a inseguire un unico punto di trasmissione. Anche fattori esterni, come freddo intenso, neve o caldo prolungato, possono incidere sulle infrastrutture fuori casa. Più spesso, però, il guasto che percepiamo nasce dentro le mura domestiche. Magari dietro uno specchio. O davanti a un acquario.

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