Relay Privato iCloud, gestori: “anticompetitivo e contro sicurezza nazionale”

Private Relay iCloud non piace ai gestori mobili in UK. “È anticompetitivo” e addirittura una “minaccia alla sicurezza nazionale.”

Relay Privato iCloud, la feature che permette di navigare sul Web in modo sicuro e senza essere spiati, non piace ai gestori mobili del Regno Unito. In un recente esposto all’Autorità garante per la concorrenza, hanno definito il servizio deleterio per gli utenti, “anticompetitivo” e addirittura una “minaccia alla sicurezza nazionale.”

L’associazione nazionale degli operatori di rete inglesi, di cui fanno parte EE, Virgin Media O2, Three e Vodafone, si è rivolta alla Competition and Markets Authority (CMA) con un’accusa molto chiara: Relay Privato iCloud di Apple può avere un impatto negativo sull’esperienza e la sicurezza degli utenti, e sul mercato in generale.

Cosa Fa Relay Privato iCloud?

A partire da 99 centesimi al mese, iCloud+, a dà accesso a una serie di servizi tra cui Relay Privato iCloud. Si tratta di una sorta di VPN (tecnicamente non lo è, ma il concetto è lo stesso) che permette agli utenti di connettersi e navigare il Web in modo più sicuro e rispettoso della privacy. Quando Private Relay è attivo, tutto il traffico Internet del dispositivo viene crittografato, e nessuno -neppure il gestore mobile o il sito Web visitato- possono intercettarlo; neppure Apple sa cosa fa l’utente.

Tutte le richieste dell’utente vengono inviate attraverso due Internet relay diversi; il primo assegna un IP anonimo che lo posiziona al di fuori della sua regione geografica, mentre il secondo decrittografa l’indirizzo Web da visitare e instrada il traffico verso la destinazione finale. Questa separazione delle informazioni permette di proteggere la privacy dell’utente perché rende possibile identificare contemporaneamente l’utente o il sito che visita, e incrociare questi dati.

Perché è Pericoloso?

Per i gestori mobili, questo meccanismo di sicurezza costituisce un problema. Senza poter seguire tutto ciò che fa l’utente sulla rete, diventa impossibile “filtrare i contenuti, i malware, le truffe e le protezioni anti-phishing fornite dai gestori mobili” e rende “inefficaci gli strumenti di investigazione del governo con implicazioni dirette sulle forze dell’ordine” per quanto concerne “terrorismo, crimine organizzato, sfruttamento minorile” e così via.

Inoltre, Relay Privato iCloud permette ad Apple di “usare la propria posizione di mercato per entrare in nuove aree di mercato e quindi irrobustire ulteriormente la propria presenza” diventando essa sessa un provider di connettività Internet. Il che a sua volta crea un accesso a Internet “a misura di Apple” e capace di “favorire le proprie applicazioni e i servizi proprietari, alle spese degli altri fornitori.”

Apple Mina la “Sovranità Digitale” della UE?

Non è la prima volta che i gestori attaccano Relay Privato iCloud. L’anno scorso, diversi gestori europei si sono uniti in un j’accuse non meno enfatico. “I gestori mobili” scriveva il Telegraph, “sono stati imprigionati in una lotta per il potere Apple dopo aver chiesto alle autorità di bandire la tecnologia di crittografia di Apple con l’accusa di portar via la ‘sovranità digitale’ della UE. Alcuni tra i più importanti gestori mobili europei vogliono che la Commissione Europea impedisca ad Apple di usare Relay Privato perché impedirebbe loro di gestire le loro reti.”

O per meglio dire, di perderne il controllo, e di diventare meri fornitori connettività, che è poi è quello che avrebbero dovuto essere sin dall’inizio, no?

Sembra Quasi uno Spot

La prima cosa che verrebbe in mente a un utente medio dopo aver letto simile accuse è che Relay Privato iCloud funzioni davvero. Insomma, gli stanno facendo lo spot, e quasi quasi viene voglia di attivarlo.

L’altra impressione -ma sicuramente è un errore di valutazione nostro- è che si tirino fuori privacy, sicurezza e equilibrio dell’ecosistema (cioè lo status quo), ogni volta che c’è da difendere rendite di posizione. Le stesse lagnanze le hanno fatte Facebook e la community degli inserzionisti, dopo la stretta sulla privacy di iOS 14. E curiosamente, scuse simili le abbiamo viste anche da Apple, quando le si è chiesto di aprire ai sistemi di pagamento di terze parti su App Store.

Si tratta di questioni molto diverse, per carità, ma la scusa ufficiale sembra sempre la stessa: la sicurezza dell’ecosistema e degli utenti -e dei bambini, perché nessuno pensa ai bambini?! (cit.). In ogni caso, sono cose molto più grandi di noi, ed ecco perché è giusto che ci sia un’autorità super partes garante degli equilibri di mercato che ascolti tutte le istanze. E siamo molto curiosi di conoscere l’epilogo di questa vicenda.

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