iPhone: sei ragioni per preferire lo smartphone di Apple ai dispositivi Android

iPhone e iOS, hardware e software: la firma è sempre di Apple, e questo è solo uno dei punti a favore dello smartphone.

iOS e Android sono sistemi operativi nati seguendo due filosofie diverse e nel tempo gli utenti hanno optato per l’uno o per l’altro prendendo in considerazione elementi come fluidità, affidabilità e “libertà”. Con il passare degli anni le proposte di Apple e Google si sono avvicinate, ma alcune differenze persistono e risultano spesso determinanti nel momento della scelta: iOS o Android? iPhone o un dispositivo a marchio Samsung, Google, Xiaomi e così via?

In questo articolo troverai cinque ottimi motivi per cui – dopo aver ovviamente considerato anche la questione “budget” – dovresti scegliere iPhone. Android è un ottimo sistema operativo, gli smartphone dei brand sopra citati sono di indubbia qualità, ma… “if you don’t have an iPhone, well, you don’t have an iPhone”.

L’ecosistema

Questo è un punto su cui tutti, ma veramente tutti (anche i detrattori), concordano. Il fatto che sull’hardware e sul software di un dispositivo Apple – anche iPhone, quindi – ci sia la firma dell’azienda è un vantaggio incredibile.

Tutti i device comunicano con fluidità, senza intoppi. E quando vengono riscontrati bug, vengono (quasi) nell’immediato risolti dal colosso californiano. Poi ci sono i servizi (Apple Music, Apple TV+, Podcast, Apple Arcade), sincronizzati e pronti all’uso.

Di questo ecosistema, iPhone è – nella maggior parte dei casi – il vero protagonista.

App non necessarie? No, grazie

Alcuni brand, come Samsung, stanno seguendo l’esempio di Apple. Altri invece – Xiaomi, Vivo e Oppo, per citarne alcuni – continuano ad “intasare” i loro smartphone con applicazioni indesiderate e su cui l’utente non ha potere al momento del primo avvio.

Ma quale sarebbe “l’esempio di Apple”? A partire da iOS 12, su iPhone e iPad è possibile eliminare la maggior parte delle applicazioni che all’accensione fanno capolino nella schermata Home.

iOS, app eliminabili

Via le app inutili, anche se sono state realizzate da Apple.

Apple Pay

I pagamenti via smartphone o smartwatch sono una realtà ben consolidata ed Apple Pay non è l’unica soluzione sul mercato. La differenza è tutta nell’esperienza d’uso, nella fluidità e nell’immediatezza delle operazioni.

Apple Pay continua l'espansione, arriva in Argentina e Perù

Per pagare con iPhone basta una doppia pressione sul pulsante d’accensione/spegnimento, autenticarsi via Face ID (Touch ID sui modelli più datati o iPhone SE) e avvicinare il dispositivo al POS.

Per scacciare via ogni dubbio o perplessità basta una prova. Non tornerai più indietro.

La privacy

Apple da anni sbandiera la sua attenzione alla tutela della privacy degli utenti. E gli ultimi aggiornamenti (con tanto spot visti anche in TV) vanno tutti in questa direzione.

La privacy è un diritto umano inalienabile. Ed è anche uno dei valori fondanti di Apple: i tuoi dispositivi ti accompagnano in tanti momenti della tua vita, ma a decidere quali esperienze condividere, e con chi, devi essere solo tu. Progettiamo i prodotti Apple perché difendano la tua privacy e ti diano il pieno controllo sui tuoi dati personali. Non è sempre facile. Ma questa è l’innovazione in cui crediamo.

  • Safari: l’antitracking intelligente impedisce agli inserzionisti pubblicitari di seguire l’utente da un sito internet all’altro
  • Mappe: l’applicazione non associa i dati dell’utente al suo Apple ID e Apple non conserva una cronologia dei luoghi cercati o visitati
  • Messaggi: Apple non può leggere gli iMessage, inviati e ricevuti
  • Siri: l’Apple ID dell’utente non è collegato a Siri. L’audio delle richieste viene di default elaborato interamente sul dispositivo
  • Wallet e Apple Pay: Apple non può vedere i numeri delle carte aggiunge a Wallet e per ogni acquisto non archivia informazioni che possano essere collegate all’utente
  • App Store: le schede privacy visibili nello store digitale indicano con chiarezza il modo in cui le app useranno i dati degli utenti ed eventuali tracciamenti, per aiutarli a decidere se scaricarle o meno

App Store

La piattaforma rivale (ovvero il Play Store di Google) vanta un numero sconfinato di applicazioni, questo è innegabile. Ma è altrettanto innegabile che le versioni migliori delle app sono su App Store. Un esempio? Instagram.

Poi ci sono le esclusive (ovvero app realizzate unicamente per iOS/iPadOS) e le esclusive temporanee (applicazioni giunte prima su App Store e dopo mesi/anni sul Play Store).

iPhone, ovvero aggiornamenti garantiti per anni

Chiudiamo con la questione forse più importante. Acquistando un iPhone (ma il discorso vale anche per iPad, Apple Watch e Mac), si ha la certezza degli aggiornamenti. E non per 2-3 anni come per la concorrenza.

Pensa che iPhone 6s – smartphone del 2016 – ha ricevuto iOS 15, aggiornamento del 2021. Certo, non tutte le funzionalità sono supportate, ma le patch di sicurezza sono assicurate.

Ci sono smartphone Android che ricevono major update per 4/5 anni? Al momento, NO!

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