Ecco come oscurare casa propria su Google Maps e mappe Apple

È possibile oscure la propria abitazione dalle mappe Apple e Google, se lo si desidera. Ecco come si fa, e perché potresti volerlo farlo.

Non tutti lo sanno, è possibile nascondere casa propria sulle mappe di Google e Apple dietro un muro di pixel. Una misura che serve a tutelare la propria privacy, e proteggere gli utenti da abusi e tentativi di stalking. Come quelli che ha vissuto di recente Tim Cook in persona.

Da qualche tempo a questa parte, casa Cook è sparita dai carteggi digitali, pixelata a grana grossa per evitare che un malintenzionato possa individuarla o studiarla per compiere crimini. Ma non serve essere CEO di una grossa società: chiunque può chiedere e ottenere il medesimo trattamento. Ecco come.

Sfocare Casa Propria su Google Maps

Per richiedere la sfocatura di casa propria su Google Maps, basta visualizzarla attraverso Street View, sia in versione Desktop che attraverso l’app mobile. Una volta individuato l’indirizzo, basta fare clic sui tre puntini e scegliere la voce “Segnala un problema”.

Dopodiché, è sufficiente compilare il modulo inquadrando l’edificio da sfocare e dare conferma. Il sistema chiederà una mail personale dove verrai contattato per ulteriori ragguagli e per fornire documentazione aggiuntiva, se necessario.

Sfocare Casa Propria su Mappe Apple

Per oscurare l’immagine di casa tua dalle Mappe di Apple, conviene utilizzare l’app Mappe su iPhone e iPad. Apri la vista panoramica ed effettua uno scorrimento verso l’alto col dito, quindi tocca Seleziona un problema → Problemi relativi alla privacy → Oscura le immagini delle mia abitazione.

Apple ti chiederà esplicitamente l’indirizzo, e ti permetterà di inserire un contatto personale per le inevitabili verifiche di rito. La procedura non dovrebbe richiudere più di qualche giorno.

Gli stalker di Tim Cook

Anche Tim Cook si è trovato costretto ad oscurare le immagini di casa propria, dopo l’ultima disavventura vissuta con una stalker che gli inviava immagini di pistole cariche. Prima di lei, invece, c’era Rocky” Sharma, un 42 anni che si è guadagnato il titolo di primo stalker ufficiale di Tim Cook, balzato agli onori della cronaca per aver tentato di intrufolarsi almeno due volte a casa sua; e in un’occasione, gli ha pure pure portato rose e champagne.

Per fortuna, non è successo nulla di grave in entrambi i casi, ma data la pervasività della tecnologia, è confortante sapere che esistono modi con cui possiamo tutelare privacy e sicurezza personali.

 

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