"Obsolescenza programmata" dell'iPad, Apple nei guai in Brasile

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Il Jornal do Comércio ha svelato le nuove grane legali che hanno colpito Cupertino. In Brasile, infatti, Apple è stata denunciata dall'Institute of Politics and Law Software (IBDI) per aver deviato dal consueto ciclo di prodotto annuale col proprio iPad di quarta generazione; e ciò costituirebbe un danno economico per quanti hanno acquistato la versione precedente.

Dite la verità. Se siete tra quelli che hanno acquistato un iPad di terza generazione, quel giorno d'ottobre il keynote Apple ha portato anche una mesta notizia: da quel momento in poi il vostro fiammante acquisto era diventato ufficialmente obsoleto. Pazienza, avranno pensato in molti, e ce ne siamo fatti semplicemente una ragione. In Brasile, invece, qualcuno se l'è presa pure troppo:

L'istituto afferma che l'iPad 4 non è una vera evoluzione tecnologica se paragonata all'iPad 3 o al "Nuovo iPad", il che configura una sorta di "obsolescenza programmata." In pratica, l'accusa è che l'iPad 3 di Apple avrebbe potuto raggiungere gli scaffali già con le caratteristiche presentate nella quarta generazione -un processore, un connettore ed una fotocamera un pò più avanzati-.


Ma c'è un aspetto più sottile, che vale la pena approfondire. L'impianto accusatorio sostiene infatti che Apple abbia omesso di comunicare adeguatamente il passaggio da una generazione all'altra del proprio tablet, finendo così per generare confusione tra gli acquirenti, che in molti casi hanno comprato a loro insaputa un prodotto già datato ma a prezzo pieno.

L'istituto, scrive O Hoje, pretenderebbe quindi la sostituzione gratuita degli iPad di terza generazione e il rimborso del 50% del prezzo sostenuto per l'acquisto. Inoltre, richiede esplicitamente che venga comminata una multa pari al 30% del giro d'affari generato dagli iPad 3gen nel paese, come punizione per le pratiche commerciali scorrette e la pubblicità ingannevole.

Sentita sull'argomento, Apple ha affermato di non saperne nulla, ma oramai c'è probabilmente poco da fare. Un'altra testata brasiliana, TechLinhas, ha appena confermato la veridicità del racconto. In bocca al lupo ad entrambe le parti.

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