“Giocammo a calcio con l’iPhone”, storie di corruzione e decadenza negli Apple Store

Storie di ordinario vandalismo, di soprusi e mobbing negli Apple Store. Numerosi dipendenti raccontano di Store malamente gestiti e nei quali la distruzione del materiale è prassi comune.

Si potrebbe quasi parlare di un “Apple Store gate”: negli Stati Uniti sta venendo a galla un’ondata di rivelazioni sconcertanti sugli Apple Store, che evidenziano un quadro sconsolante sul comportamento di manager ed impiegati. Storie di ordinario vandalismo, di soprusi e mobbing che il blog americano Gizmodo sta raccogliendo.

I dipendenti o ex-dipendenti degli Apple Store rivelano che è prassi comune per i manager degli Store trattarli alla stregua di un feudo personale, disponendo dei dispositivi come se fossero di loro proprietà. Non solo gli Apple Store vengono gestiti con poca professionalità, ma i dispositivi in essi venduti sono usati per fini personali. Una ex-impiegata racconta infatti di come un computer iMac è stato dato in cambio di operazioni di chirurgia estetica. Inutile sottolineare che il furto è prassi comune, che esso riguardi gli iPhone o gli altri dispositivi Apple.

Il mito della professionalità dei Genius subisce un duro colpo con queste rivelazioni. L’Apple Store che funziona come un meccanismo ben oliato è aparentemente un mito, mentre la realtà appare essere ben altra.

Un’impiegata, che si fa chiamare Nicole, rivela che il direttore del suo Store ama mettere sotto i riflettori le abitudini sessuali dei propri impiegati, e non solo. Dietro ad una facciata di finto paternalismo, questo manager non si fa pregare per parlare pubblicamente dei contratti di ciascun lavoratore o dei loro problemi di salute.

Le rivelazioni sul funzionamento degli Apple Store arrivano dai quattro angoli del Nordamerica: Tennessee, California, Massachusetts, Canada, Maryland, Michigan, New York, New Jersey e Texas. Fra i comportamenti più incredibili viene spesso raccontato il sistematico vandalismo sui dispositivi Apple. Si fracassa un iPad sul suolo perché può sembrare divertente rompere un oggetto costoso, ovviamente a patto di rimanere impuniti. Un pugno in faccia alla miseria al quale -insistono le rivelazioni- il manager di turno spesso non è estraneo.

Sebbene alcune storie possano essere l’esagerazione di un impiegato frustrato, esse riflettono comunque un malessere soggiacente a molte situazioni lavorative. Si parla di abusi di potere o di mobbing: realtà comuni purtroppo a parecchi lavori e dalle quali gli Apple Store non sono immuni.

Queste numerose rivelazioni suonano un campanello d’allarme per Cupertino. L’azienda dovrà reagire ed aprire inchieste interne, per individuare comportamenti e situazioni gestionali inaccettabili; non è la fine del mondo, ma un po’ di pulizia e un’auto-critica sulle ragioni dietro a questi comportamenti farà sicuramente del bene alla Apple. L’immagine della compagnia, sicuramente offuscata da queste rivelazioni (che siano vere o meno), potrebbe addirittura migliorarsi dopo una schietta analisi sul come vengono gestiti gli Apple Store.

Via | Gizmodo

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