Steve Jobs e la rivoluzione musicale online

Ricordate Napster? Io, al solo pronunciare quel nome, fatico a trattenere una lacrima perché da allora nulla è più uguale: il mondo della musica online, e non solo, si è ritrovato d’un tratto catapultato in una realtà in cui i concetti di copyright, file sharing e store online andavano modificandosi sempre più in fretta.Chi, meglio

Ricordate Napster? Io, al solo pronunciare quel nome, fatico a trattenere una lacrima perché da allora nulla è più uguale: il mondo della musica online, e non solo, si è ritrovato d’un tratto catapultato in una realtà in cui i concetti di copyright, file sharing e store online andavano modificandosi sempre più in fretta.

Chi, meglio di ogni altro, ha saputo ridefinire le nuove relazioni che andavano ad instaurarsi tra fruitore di musica, brani musicali e diritti d’autore, andando così a modificare la concezione dell’intera realtà musicale? A rispondere ci ha pensato Blender, la famosa rivista americana di musica, la quale ha stilato una classifica delle 25 persone più influenti nel settore musicale: grazie all’iPod, all’iTunes Music Store e all’ultimo entrato nella scuderia di Apple, l’iPhone, Steve Jobs è stato incoronato re indiscusso della rivoluzione musicale online di questi ultimi anni.

Il fiore all’occhiello è rappresentato dalla possibilità, offerta dall’iTunes Music Store, di una vasta scelta di brani e album, ora anche DRM-Free, e questo ha certamente costituito un grosso passo in avanti nell’acquisto online di brani mp3 in modo legale, andando a disincentivare il download illegale di file musicali.

La medaglia d’argento è stata assegnata a Tom Anderson e Chris DeWolfe, fondatori del social network MySpace; ultimo gradino del podio va, invece, agli ideatori di YouTube Chad Hurley e Steve Chen “per aver fatto diventare il loro sito – questa la motivazione – quello che prima era Mtv”.

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