UE spinge per USB su tutti gli smartphone, Apple difende Lightning

L'Unione Europea torna alla carica con la porta universale di ricarica per tutti gli smartphone venduti nel Vecchio Continente. Apple, manco a dirlo, si schiera contro e difende la connessione Lightning.

Con l'intento di dare una mano a ambiente e utenti, l'Unione Europea torna a martellare sulla faccenda del connettore universale per tablet, smartphone e dispositivi elettronici. Una ragionevole proposta di cui si parla da anni e che consentirebbe di semplificare la vita agli utenti e al contempo ridurre gli scarti elettronici. Ma ad Apple la cosa proprio non va giù.

Più di uno Stato membro chiede formalmente l'introduzione di "misure vincolanti" che assicurino la possibilità di utilizzare lo stesso caricabatterie con la totalità dei dispositivi elettronici portatili in circolazione; ciò si sarebbe reso necessario dopo l'evidente fallimento delle raccomandazioni fatte ai produttori in tutti questi anni.

Le ipotesi sul piatto prevedono di definire un unico standard a scelta tra Micro-USB, USB-C e Lightning, e infine di renderlo ubiquo. E con tutti gli sforzi che fanno a Cupertino per difendere l'ambiente, uno se li immagini tra i primi firmatari del progetto, e invece nisba. A dire di Apple, il connettore unico "congela l'innovazione", crea "inutili fastidi agli utenti" e addirittura sarebbe "dannoso per l'ambiente." Nientemeno.

"Più di un miliardo di dispositivi Apple utilizzano il connettore Lightning" argomentava Apple solo un anno fa. "In aggiunta ad un intero ecosistema di accessori e produttori che utilizzano Lightning per servire la nostra base utenti." E che pagano profumate royalties per ogni accessorio certificato Made for iPhone prodotto, aggiungiamo noi.

"Desiriamo assicurarci che qualunque nuova normativa non porti all'introduzione di cavi superflui o adattatori esterni, o che rendano obsoleti dispositivi e accessori utilizzati da milioni di euorpei e centinaia di milioni di clienti Apple nel mondo." Il rischio, infatti, per assurdo è di assistere ad un "aumento inaudito degli scarti elettronici e della scomodità per gli utenti."

Parole sante. Quasi non sembra la stessa società che dal '95 ad oggi ci ha fatto sorbire FireWire 400, FireWire 800, Thunderbolt e infine USB-C e che vende dongle per tutti i gusti e le esigenze. O la società che dall'oggi al domani ha eliminato il jack cuffie, usato da milioni e milioni di utenti in tutto il mondo. E come dimenticare il passaggio dal connettore a 30 pin alla Lightning su iPhone e iPad, e alle tonnellate di Dock, cavi e adattatori che ancora allignano nei cassetti della Redazione? E vogliamo parlare del fatto che i Mac nuovi vengono venduti con USB-C ma il cavo nella confezione di iPhone è il vecchio USB-A?

"A partire dal 2009," chiosano da Cupertino, "Apple ha guidato l'industria per lavorare assieme alla promozione di una soluzione unica di ricarica. E con l'ascesa dell'USB-C, ci siamo impegnati assieme ad altre sei società per adottare questo standard su tutti i nuovi modelli di smartphone attraverso un connettore o cablaggio. Riteniamo che questo sforzo collettivo dei leader di mercato porterà a risultati migliori per l'innovazione, per i consumatori e per l'ambiente."

E noi vogliamo crederle. Se davvero Apple adotterà USB-C anche su iPhone come si vocifera da tempo, e tutti i produttori seguiranno a ruota, avremo raggiunto l'obiettivo e potremo dire che una legge ad hoc non servirà. Ma è ora che il problema venga preso seriamente di petto. È il pianeta che ce lo impone.

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