Apple critica i piani britannici sulla sorveglianza online

La società di Cupertino critica in modo fermo la direzione intrapresa dal Regno Unito in materia di sorveglianza online.

Apple Store employees create a tunnel for customers as they are allowed into the shop to buy the new iPhone 5 smartphone while a customer (top L) leaves with a new phone on the day of its release at Covent Garden in London on September 21, 2012. Apple's iPhone 5 hit stores in a festive global rollout, with long queues of devotees undeterred by a lukewarm welcome from experts and complaints about the smartphone's new mapping system. AFP PHOTO / ADRIAN DENNIS        (Photo credit should read ADRIAN DENNIS/AFP/Getty Images)

I piani del Regno Unito sulla sicurezza suscitano le critiche da parte di Apple, che vede la privacy di milioni di persone a rischio. Nelle intenzioni delle autorità britanniche ci sarebbe infatti un incremento nei poteri legati alla sorveglianza, tra cui la possibilità di accedere ai siti visitati e altre informazioni descritte come necessarie per mantenere la nazione protetta da criminali di vario genere.

Tra le proposte, anche quella relativa all'indebolimento del modo in cui i dati delle comunicazioni vengono criptati da varie aziende, tra le quali Apple con i suoi FaceTime e iMessage. La società di Cupertino si è quindi schierata contro il progetto, esprimendo le seguenti parole:

"Crediamo che sia sbagliato indebolire la sicurezza di centinaia di migliaia di persone rispettose della legge per far sì che essa sia debole anche per i pochi che rappresentano una minaccia. In questo ambiente di minacce informatiche in continua evoluzione, le società dovrebbero essere libere d'implementare una forte protezione per proteggere i clienti."

Apple critica inoltre l'intenzione di creare delle backdoor nei sistemi, per un motivo abbastanza semplice:

"Una chiave lasciata sotto lo zerbino non si troverebbe lì solo per i buoni, la potrebbero trovare anche i cattivi."

Si teme inoltre un effetto a catena, per il quale le società che non hanno base nel Regno Unito potrebbero essere costrette a violare le leggi delle loro nazioni d'origine, che potrebbero essere spinte a loro volta a creare leggi simili.

Via | Reuters.com

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