L’imperfezione di Siri è il problema di Apple

Ash Furrow, autore dell’app 500px, spiega l’errore di Apple con Siri. Troppa fanfara mediatica per un prodotto immaturo. Il fatto è che avevano bisogno che la gente facesse da beta tester.

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Ash Furrow, autore dell’applicazione 500px e candidato per un posto nel team di sviluppo di Siri, parla del modesto assistente virtuale di Cupertino e degli errori compiuti dal marketing Apple. Secondo l’uomo, si doveva dare maggiore enfasi alla sua immaturità, anche a rischio di farla apparire meno “magica” e ipertecnologica. Il problema, spiega, è che Apple aveva la necessità d’un debutto anticipato.

Siri non era pronta al momento del lancio e non lo è tuttora, tant’è che versa ancora in stato di beta e come tale viene pubblicizzata. Lo sbaglio principale, per Furrow, è consistito nel mettere in secondo piano tale informazione:

Non credo che abbiano gestito correttamente le aspettative della gente. Hanno fatto un pessimo lavoro nello spiegare che “sarà una cosa in continuo miglioramento e che imparerà un po’ alla volta. Quindi abbiate pazienza, perché è da perfezionare.” Invece, hanno voluto ritrarre un prodotto magico.

Il fatto è che ad Apple non potevano fare molto altro, se non -per l’appunto- abbassare un po’ il volume della cassa mediatica. Non c’era modo che funzionasse perfettamente dal primo giorno, come avviene solitamente coi gingilli con la mela. Avevano bisogno di provare Siri su strada:

Siri è una forma di processamento del linguaggio naturale che richiede parecchia abilità conversazionale. Per poter supportare adeguatamente il modo con cui parlano le diverse persone, con tutti i loro dialetti, non ti basta certo fare le prove con un paio di dozzine di impiegati a Cupertino per dire che va bene. Serve semmai una grandissima varietà di persone. L’idea è che tu possa parlare al tuo telefono per dirgli cosa fare. Ed è davvero difficile provare ogni possibile combinazione. Avevano bisogno della quantità di gente che sta attualmente usando Siri per mettere alla prova gli algoritmi e migliorarli.

Nel frattempo, infatti, molti utenti sono rimasti scontenti del servizio e alcuni di essi hanno già dato il via all’immancabile class action. In effetti, almeno dal loro punto di vista, sembra quasi che abbiano pagato 700€ non per un telefono ma per fare da beta tester; d’accordo che Siri non è l’unica feature dell’iPhone 4S ma, tolto quello, a livello di novità non c’è poi molto. Per fortuna, più persone utilizzeranno Siri e più variegate e intelligenti diventeranno le sue risposte. Se non si fosse capito, qui stiamo ancora al livello delle prove generali; le potenzialità sono ancora tutte da sviluppare.

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