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Fortune: fino al 24% degli americani vuole un iPad 3

Secondo i dati riportati da Fortune, fino al 24% degli utenti statunitensi desidera acquistare un qualche modello di iPad. E curiosamente, la seconda generazione è ancora ben lontana dall'estinzione.

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Da un sondaggio di Baird Equity Research, condotto su un campione di 488 “giovani americani, più avvezzi alla tecnologia della media,” è emerso che il 40% ha intenzione di acquistare un qualche tipo di iPad entro i prossimi tre mesi; al nuovo iPad, invece, pensa in modo specifico il 24% degli intervistati.

I dati emersi vanno ovviamente presi con le pinze, ma se è vero che la rappresentatività è più importante della grandezza del campione, allora i successi di Apple fino ad oggi sono nulla in confronto a quanto sta per accadere. O, per dirla alla maniera di William Power della Baird, siamo di fronte a una svolta “incoraggiante” per Cupertino. Ecco i risultati principali, snocciolati uno per uno:

  • Tra i possessori di iPad, il 48% afferma di avere intenzione di passare al nuovo iPad, e il 35% di essi possiede già un iPad 2.
  • Il 42% di quanti hanno intenzione di comprare un iPad non ne ha mai posseduto uno.
  • L’iPad 2 va ancora alla grande, desiderato ancora dal 15% degli intervistati.
  • Tra le ragioni principali dell’acquisto, troviamo il Retina Display al primo posto col 28% delle preferenze, seguito dal processore A5X col 26% e l’LTE col 17%.
  • Il 28% degli utenti ha affermato di voler comprare un iPad in sostituzione del portatile.
  • L’elevato costo degli iPad viene citato come causa principale del mancato acquisto da parte del 60% di quanti non hanno intenzione di comprarne uno.
  • Il 36% degli intervistati desidera un modello LTE, in contrasto con alcune stime dell’industria secondo cui il modello WiFi catalizzava circa l’80% delle preferenze.

Curiosamente, e nonostante l’81% fosse bene a conoscenza del significato del termine “4G”, solo il 41% credeva di avere una vaga idea di cosa fosse l’LTE; e tra questi ultimi, appena il 13% è stato in grado di decifrarne l’acronimo, ovvero “Long Term Evolution.” Addirittura, più del 20% credeva si trattasse d’una tecnologia proprietaria di At&T o Verizon.