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Apple Watch doveva avere più sensori, ma Apple si è autocensurata

Il Wall Street Journal segnala che l'Apple Watch avrebbe dovuto uscire imbottito di sensori, regolarmente testati da Apple, ma poi tagliati via dalla versione finale. Un piccolo mistero che ci leghiamo... al polso.

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L’Apple Watch dovrebbe uscire a marzo 2015, ma l’attesa per l’orologio da polso della Mela è in un certo modo ridimensionata dalla rivelazione che questa versione dell’Apple Watch è stata volontariamente limitata da Apple.

Secondo il Wall Street Journal, le funzionalità di fitness dell’Apple Watch sono molto più ridotte di quanto previsto in principio. Alla presentazione di settembre 2014, sono state mostrate alcune funzionalità legate all’attività fisica, come la registrazione del numero di passi fatti, del tempo passato da seduti e del numero di calorie bruciate. Tutti questi dati sono forniti da una combinazione delle registrazioni dell’accelerometro, del sensore di battiti cardiaci e del GPS dell’iPhone. Un ventaglio di possibilità un po’ limitato, tant’è che si era subito parlato di un’estensione dei sensori imbarcati nelle versioni future dell’orologio.

Quanto scrive Daisuke Wakabayashi del Wall Street Journal, conferma quest’impressione: l’Apple Watch monta molti meno sensori di quanto dovrebbe (o potrebbe). Durante lo sviluppo dell’Apple Watch, sono stati testati sensori capaci di fornire informazioni molto più dettagliate, come un sensore capace di misurare la conduttività della pelle per valutare il livello di stress. Sembra però che numerosi fattori che influenzano la precisione del sensore (secchezza della pelle, peli, braccialetto lento) abbiano portato Apple a ripiegarsi su un più convenzionale misuratore del battito cardiaco.

Sono stati inoltre provati su prototipi dell’Apple Watch sensori per misurare la pressione o la quantità di ossigeno nel sangue, tutti dati importantissimi a livello medico, ma infine scartati per la mancanza di affidabilità dei sensori. Saranno quindi i progressi nello sviluppo di sensori affidabili che porteranno future versioni dell’orologio più complete, piuttosto che avanzamenti nella tecnologia informatica.