Ricarica wireless su iPhone: e se fosse WiTricity?


Sapevamo già che iPhone 5 (o per meglio dire, la generazione che arriverà nel 2012) dovrebbe implementare un "nuovo modo di ricaricare il telefono", e qualcuno azzarda che possa trattarsi di una tecnologia davvero innovativa e molto diversa rispetto a quanto visto nei prodotti della concorrenza. Riflettori puntati verso WiTricity.

A differenza del Palm Pre o del TouchPad, i cui caricabatteria ad induzione elettromagnetica richiedono comunque il contatto fisico col dispositivo, la cosiddetta Wireless Electricity consente invece di irraggiare il flusso elettrico in modo sicuro -almeno così affermano i suoi creatori- e per distanze notevoli. Nata da alcune importanti ricerche effettuate al MIT e commercializzata col brand WiTricity, questa tecnologia consente di ricaricare le batterie fino a due metri di distanza:

I campi magnetici di due dispositivi disegnati all'uopo con frequenze di risonanza strettamente correlate possono unirsi in un unico, continuo campo magnetico. Il team del Prof. Soljačić ha dimostrato come utilizzare questo fenomeno per consentire il trasferimento dell'energia da un dispositivo all'altro con alta efficienza e su distanze che risultano più utili nel mondo delle applicazioni reali.

Alla startup sono interessati in parecchi, soprattutto in seguito alla sua presentazione al TED 2009, compresi colossi del calibro di Intel e Toyota, e la stessa Apple possiede nel proprio arsenale di brevetti un documento intitolato "Wireless power utilization in a local computing environment" che porta espliciti riferimenti alle ricerche effettuate al MIT.

Come al solito, è difficile stabilire se queste innovazioni approderanno mai sugli scaffali dell'Apple Store, ma le aspettative in ballo sono alte, e non solo a Cupertino. In futuro potremmo utilizzare tastiere e mouse senza batterie, oppure ricaricare al contempo iPhone ed iPad semplicemente ponendoli davanti allo schermo dell'iMac. Al netto delle implicazioni sulla salute, tutte ancora da valutare, se non è fantascienza questa, poco ci manca.

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