E se iCloud rimpiazzasse iTunes nel sync dei dispositivi iOS?

Secondo Gruber, per sincronizzare la nostra musica, i film e le app presto potrebbe bastare l’immissione delle nostre credenziali iTunes sul dispositivo iOS. La sincronizzazione dice addio al cavo USB e passa per le nuvole.

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A rendere più insopportabile il periodo d’attesa che ci separa dall’evento di stasera, 19:00 ora nostrana, ci pensa John Gruber con alcune indiscrezioni e supposizioni su iCloud, il misterioso servizio di streaming musicale -e chissà che altro- creato da Apple. L’ipotesi è che renderà obsoleti iTunes e il cavo USB, almeno per quanto concerne la sincronizzazione coi dispositivi iOS.

L’idea è semplice e potente:

Non pensate ad iCloud come al nuovo MobileMe; pensate ad iCloud come al nuovo iTunes.

Fino ad oggi la sincronizzazione di iPhone, iPod touch ed iPad è sempre passata attraverso il cavo USB, ma molto presto potremmo iniziare a gestire le cose in modo nettamente differente. Potremo, ad esempio, caricare tutti i nostri contenuti online sulle nuvole e poi immettere le credenziali sull’iPhone per riprodurle in mobilità:

In breve pensiamo soltanto per un attimo alle modalità con cui iCloud potrebbe rivoluzionare la connessione via cavo tra iOS ed iTunes che girano sul vostro Mac/PC. Prendiamo la nuova esperienza per un utente che compra il servizio. Invece di dirgli “tira fuori questo oggetto e collegale al Mac o al PC (dopo esserti assicurato di aver installato l’ultima versione di iTunes), aspetta che finisca la sincronizzazione e poi potrai giocarci sul serio”, potreste proporgli qualcosa come “tira fuori il gingillo, immetti le credenziali del tuo account iTunes e inizia a giocarci.”

Ma se è vero che l’iCloud di Gruber rappresenta l’evoluzione di iTunes, è vero anche che alcuni aspetti -chiamateli pure effetti collaterali– del nuovo servizio entrano in conflitto con la precedente offerta da 79€ l’anno di MobileMe, soprattutto per quanto concerne la sincronizzazione dei contatti, calendari, segnalibri e file. Va da sé quindi che Cupertino sarà probabilmente costretta a procedere ad un accorpamento di tutte queste funzionalità sotto alla medesima nuvola, ma per saperlo occorrerà attendere ancora poche ore.

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