Swatch contro Apple e iWatch, le marche sono troppo confondibili

Il produttore svizzero di orologi Swatch si appresta a scendere in campo e dare battaglia ad Apple. Il soggetto della contesa è l’iWatch il cui nome è troppo simile a quello della linea di prodotti iSwatch già registrata dalla compagnia in numerosi paesi.

Ad Apple non sono certamente sconosciute le aule di tribunale, anzi. La compagnia con quartier generale a Cupertino si è trovata diverse volte chiusa in lunghi procedimenti giuridici, primi in lista i due capitoli della causa che ha visto scontrarsi Apple e la coreana Samsung. L’accesa battaglia, divisa in varie fasi, è in piedi da alcuni anni ed ha da poco raggiunto un secondo punto di svolta, con l’assegnazione di un risarcimento di circa 120 milioni di dollari dovuto ad Apple per la violazione di alcuni brevetti da parte del colosso coreano.

Stando a quanto riportato dalla testata svizzera Watson, la società di Cupertino potrebbe ben presto trovarsi coinvolta in un duello legale per i diritti commerciali di uno dei suoi prodotti.

Non sarebbe Apple ad aggredire in questo caso, ma verrebbe attaccata niente meno che dal noto produttore di orologi svizzero Swatch. L’oggetto della contesa in questo caso passerebbe da smartphone e tablet alla tecnologia indossabile rappresentata per Apple dall’ancora inedito iWatch.
Secondo la compagnia elvetica il nome di tale prodotto risulta troppo simile a quello della brand di una delle sue lineup chiamata iSwatch.

La responsabile della comunicazione Serena Chiesura asserisce:

Per noi esiste un chiaro rischio di errore: le due marche sono facilmente confondibili. Swatch Group procederà contro Apple in tutti i paesi in cui il marchio è registrato

Affermazione avvalorata da quella del CEO Nick Hayek in un’intervista per Bloomberg.

Questa è una procedura normale per proteggere il nostro brand, reagiamo così per tutti i brand che proteggiamo. Se qualcuno vuole registrare un nome così simile al nostro, daremo battaglia”.

Il marchio iSwatch è stato registrato in 80 paesi e la società è pronta a sostenere la propria posizione in ciascun territorio dove si sentirà minacciata. Naturalmente la vicenda ha il tempo di assumere qualsiasi forma non essendo ancora stato lanciato l’iWatch. Non è esclusa una risoluzione extra-giuridica della contesa.

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