Photored, la nuova tecnologia ai semafori rileveranno tutto in automatico: fioccherranno multe in questi casi

I Photored sono ormai una presenza abituale in molti incroci italiani regolati da semaforo. Servono a rilevare il passaggio dei veicoli con il rosso e a raccogliere le prove necessarie per la multa, quando ci sono le condizioni previste dal Codice della Strada.
I Photored sono ormai una presenza abituale in molti incroci italiani regolati da semaforo. Servono a rilevare il passaggio dei veicoli con il rosso e a raccogliere le prove necessarie per la multa, quando ci sono le condizioni previste dal Codice della Strada.
Photored, la nuova tecnologia ai semafori rileveranno tutto in automatico: fioccherranno multe in questi casi

Non si tratta, però, di una semplice foto scattata al momento giusto: dietro c’è un sistema fatto di sensori, telecamere, lettura targhe e dati tecnici che devono ricostruire con precisione ciò che è accaduto.

Dai sensori sotto l’asfalto ai radar multi-corsia: cosa rileva davvero il Photored

Dietro il nome Photored non c’è una macchina fotografica puntata sull’incrocio e poco altro. Il sistema è composto da più parti che lavorano insieme. Nei modelli più recenti, come il Photored F17Dr, il passaggio del veicolo può essere rilevato da spire magnetiche inserite sotto l’asfalto oppure da radar multi-corsia, in grado di controllare più traiettorie nello stesso momento. Le spire a induzione registrano il mezzo quando passa sul punto controllato, di solito vicino alla linea d’arresto. Il radar, invece, può leggere velocità, direzione e posizione del veicolo rispetto alla carreggiata.

Tutto avviene in pochi istanti, mentre l’apparato comunica con il semaforo per sapere se la luce era già rossa. Di norma questi dispositivi sono montati su pali o strutture dedicate, spesso a circa tre metri da terra, con armadi tecnici che proteggono computer, memorie e collegamenti per l’invio dei dati. Insomma, non un occhio isolato, ma una vera catena di rilevamento.

Semaforo rosso con telecamera di controllo su palo e auto ferma prima della linea d’arresto in un incrocio urbano
Un incrocio cittadino con semaforo rosso e dispositivo di rilevamento, al centro dell’articolo su Photored e multe per il passaggio col rosso.

Quando il sistema registra un possibile passaggio con il semaforo rosso, non si ferma a una sola immagine. Gli apparecchi più evoluti scattano almeno due fotografie: la prima mostra il veicolo sulla linea bianca d’arresto, la seconda lo riprende più avanti, mentre entra nell’area dell’incrocio. In alcuni casi viene acquisito anche un breve filmato, utile per ricostruire meglio la manovra.

Alle immagini vengono poi collegati dati come ora, data, fase del semaforo, tempo trascorso dall’accensione del rosso e, quando previsto, durata della fase precedente. Sono elementi importanti, perché aiutano a capire se il veicolo aveva già iniziato il transito o se ha superato l’incrocio quando il rosso era già visibile.

Questione di secondi. A volte anche meno. Un ruolo decisivo lo hanno anche i sistemi ANPR, cioè i programmi per la lettura automatica delle targhe: le telecamere ad alta risoluzione identificano la targa e la collegano alle immagini dell’infrazione. Di notte può attivarsi un flash a luce bianca, autorizzato per questo uso, così da ottenere foto a colori e verificare anche lo stato della lanterna semaforica.

Linea d’arresto o incrocio impegnato: la differenza che cambia la sanzione

Il punto più delicato è capire cosa fa davvero l’automobilista dopo aver superato la linea d’arresto. Se il veicolo oltrepassa la striscia bianca ma si ferma subito dopo, senza entrare nell’incrocio, la violazione non è la stessa di chi prosegue con il rosso e impegna l’intersezione. È una differenza concreta, e non a caso finisce spesso al centro dei ricorsi. L’articolo 146 del Codice della Strada distingue tra chi non rispetta la segnaletica semaforica fermandosi oltre la linea e chi attraversa l’incrocio quando la luce è rossa. Nel primo caso si applica il comma 2, con una sanzione più bassa.

Nel secondo, cioè quando il veicolo continua la marcia e occupa l’intersezione, scatta il comma 3, più pesante. Ecco perché le due foto, insieme all’eventuale video, diventano fondamentali. La prima colloca il mezzo sulla linea, la seconda serve a dimostrare se l’incrocio sia stato davvero impegnato. Non basta vedere un’auto oltre la striscia: va ricostruita l’intera manovra.

Multe automatiche dopo la legge 177/2024: importi, punti e condizioni di validità

Con la legge 177/2024, in vigore dal 14 dicembre 2024, è cambiato anche il quadro della contestazione differita previsto dall’articolo 201 del Codice della Strada. Le multe automatiche da remoto, senza un agente presente sul posto, sono ammesse per il passaggio con il semaforo rosso quando l’infrazione è documentata da dispositivi omologati o approvati e da prove adeguate.

Per chi attraversa l’incrocio con il rosso, l’articolo 146, comma 3, prevede una multa da 167 a 665 euro e la perdita di 6 punti dalla patente. Se invece il conducente supera la linea d’arresto ma non prosegue nell’intersezione, si resta nel comma 2: la sanzione va da 42 a 173 euro, con 2 punti tolti dalla patente.

La tenuta del verbale dipende dalla qualità dei dati raccolti e dalla possibilità di verificare la dinamica. Devono essere chiari lo stato del semaforo, la posizione del veicolo, l’orario e il tempo passato dall’accensione del rosso. Solo a queste condizioni il Photored diventa una prova dell’infrazione. In caso contrario, come per ogni accertamento automatico, resta spazio per una contestazione davanti agli organi competenti.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×