Il ritardo tra audio e video, chiamato tecnicamente latenza, nasce dal fatto che il bluetooth deve comprimere il suono, trasmetterlo via radio e poi decomprimerlo dall’altra parte, un processo che richiede tempo anche se impercettibile. La quantità di ritardo, però, cambia radicalmente a seconda del codec audio utilizzato dalla coppia telefono-cuffie, e qui si nasconde l’errore che quasi tutti commettono senza saperlo.
Il codec più basilare, chiamato SBC, è l’unico che tutti i dispositivi bluetooth sono obbligati a supportare per specifica tecnica, ma comporta un ritardo che può arrivare fino a 200-220 millisecondi, un valore ben oltre la soglia di percezione umana per la sincronizzazione labiale. È proprio questo il codec che molti smartphone Android continuano a negoziare di default con le cuffie, anche quando entrambi i dispositivi supporterebbero opzioni più moderne e veloci.
Perché questo è un errore per le cuffie e il telefono
Il codec aptX, sviluppato da Qualcomm, riduce il ritardo a una fascia compresa tra 100 e 170 millisecondi, un miglioramento netto ma ancora percettibile in alcuni contenuti. La variante pensata apposta per risolvere il problema si chiama aptX Low Latency, capace di scendere fino a 32-40 millisecondi, una soglia che gli studi considerano praticamente impercettibile per l’occhio e l’orecchio umano, tanto da essere la scelta standard per cuffie da gaming e trasmettitori dedicati alla visione di film in tv.

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Il problema, spiegano i produttori specializzati, è che perché un codec a bassa latenza funzioni davvero serve che entrambi i lati della connessione lo supportino: se il telefono lo offre ma le cuffie no, o viceversa, la connessione ripiega automaticamente sul codec più semplice disponibile in comune, quasi sempre l’SBC, senza che l’utente riceva alcun avviso del downgrade in corso.
Su Android è possibile forzare manualmente la scelta del codec entrando nelle Opzioni sviluppatore, attivabili toccando sette volte il numero di build nelle informazioni sul telefono, e cercando la voce dedicata al codec audio bluetooth: da lì si può selezionare aptX o la variante a bassa latenza, ammesso che le cuffie la supportino. Su iPhone questa scelta manuale non è disponibile: il sistema negozia automaticamente l’AAC, un compromesso ragionevole ma non ottimizzato quanto aptX Low Latency per i contenuti più sensibili alla sincronizzazione.
Un ultimo dettaglio spesso trascurato riguarda la modalità risparmio energetico, sia sul telefono sia sulle cuffie: riducendo la potenza di elaborazione disponibile, questa modalità può aumentare ulteriormente il ritardo percepito, motivo per cui vale la pena disattivarla quando si guarda un film o si gioca, verificando allo stesso tempo di avere entrambi i dispositivi carichi e con il firmware aggiornato all’ultima versione disponibile.
Va infine ricordato che la latenza non è un problema esclusivo dei contenuti video: anche chi gioca a titoli competitivi su smartphone o tablet percepisce lo scarto tra l’azione sullo schermo e il feedback sonoro, un dettaglio che nei giochi più rapidi può fare la differenza tra reagire in tempo o no. Per questo molte cuffie da gaming più recenti includono una modalità dedicata, spesso attivabile con una pressione prolungata sul pulsante fisico, pensata apposta per privilegiare la velocità di trasmissione rispetto alla qualità audio massima.