Una parte dei rapporti con la Pubblica amministrazione sta per cambiare, ma la svolta non consiste nel mandare in pensione sportelli e documenti cartacei da un giorno all’altro.
Il nuovo quadro dell’IT Wallet punta a far circolare in digitale attestazioni e dati già presenti nelle banche pubbliche, così da ridurre richieste ripetute e controlli manuali. Il passaggio è entrato in una fase più concreta nell’estate 2026.
Il decreto IT Wallet è già in Gazzetta Ufficiale
Il riferimento è il decreto del 17 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio. Il provvedimento approva le linee guida del Sistema IT Wallet e disciplina sperimentazione, registrazione dei soggetti coinvolti e specifiche tecniche. Non fissa però le scadenze del 3 agosto 2027 e del 3 febbraio 2028 indicate in alcune ricostruzioni: il calendario operativo dipenderà anche dai successivi atti attuativi.
Il sistema prevede un registro pubblico IT Wallet nel quale confluiscono fornitori, verificatori e titolari delle cosiddette fonti autentiche. Per i cittadini il punto centrale è che le amministrazioni potranno mettere a disposizione dati e documenti sotto forma di attestati elettronici verificabili, evitando di chiedere ogni volta copie o certificazioni già presenti negli archivi pubblici.
Il Codice dell’amministrazione digitale prevede inoltre che un successivo decreto stabilisca la data dalla quale l’IT Wallet pubblico sarà pienamente disponibile e il termine entro cui i soggetti pubblici dovranno rendere disponibili dati e documenti come attestazioni elettroniche. È quindi corretto parlare di un obbligo in arrivo per la PA, ma non di una scadenza unica già fissata per tutti gli uffici.
Quali documenti potranno arrivare nel portafoglio digitale
Durante la sperimentazione il decreto indica come prioritari diversi attestati molto usati. Tra questi figurano ISEE, residenza, iscrizione alle liste elettorali, titoli di studio e iscrizioni scolastiche o universitarie. Restano inoltre la Tessera sanitaria, la Patente di guida mobile e la Carta europea della disabilità, già disponibili nell’area Documenti su IO e destinate alla transizione verso il nuovo sistema.

Allo sportello della PA, i documenti nel portafoglio digitale sullo smartphone sostituiscono sempre più le pratiche su carta.
Per il cittadino il vantaggio potenziale è semplice: invece di recuperare un certificato, scaricarlo e allegarlo a una pratica, l’ufficio potrà verificare un attestato digitale proveniente dalla fonte autentica. Il meccanismo è pensato per ridurre controlli duplicati e passaggi inutili. Il risultato atteso è una gestione più rapida delle procedure online, soprattutto quando le informazioni sono già note alla PA.
Questo non significa che dal 2026 tutto passerà obbligatoriamente sullo smartphone. Le versioni digitali già disponibili su IO continuano a convivere con i documenti tradizionali e l’uso del portafoglio resta legato alla volontà dell’utente. Il decreto stabilisce inoltre che le attuali versioni digitali di patente, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità restino disponibili tramite il punto di accesso telematico per altri dodici mesi dalla pubblicazione.
Cosa cambia davvero per cittadini e uffici pubblici
La trasformazione più importante riguarda il modo in cui le amministrazioni si scambiano e verificano le informazioni. L’IT Wallet si appoggia alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati e alle fonti autentiche, con l’obiettivo di far arrivare agli uffici attestazioni firmate digitalmente e resistenti alle modifiche. In prospettiva, questo può ridurre autocertificazioni, allegati e richieste ripetute degli stessi dati.
Per gli enti pubblici il lavoro sarà soprattutto tecnico e organizzativo: integrazione con le banche dati, registrazione nel sistema quando prevista, formazione del personale e adeguamento dei servizi. Il decreto del luglio 2026 rappresenta quindi un passaggio decisivo ma non conclusivo. La direzione è tracciata: sempre più pratiche potranno usare attestazioni digitali verificate direttamente alla fonte, mentre date e modalità definitive arriveranno con i passaggi attuativi successivi.