Apple avrebbe allungato i tempi per i suoi occhiali AI N50, un progetto ancora importante ma legato a una tecnologia visiva che Cupertino non sarebbe pronta a portare sul mercato.
Secondo le indiscrezioni, il debutto sarebbe slittato dalla fine del 2026 alla fine del 2027, segno che il lavoro sull’AI visiva richiede ancora sviluppo prima di arrivare a un prodotto consumer. Il rallentamento non riguarderebbe solo gli smart glasses: anche Vision Air, il visore più leggero ed economico pensato per raccogliere l’eredità di Vision Pro, non sarebbe atteso prima della fine del 2028 o, più probabilmente, del 2029.
Occhiali N50 in ritardo: il debutto scivola dalla fine del 2026 alla fine del 2027
Nei piani iniziali, Apple puntava a presentare i suoi primi occhiali intelligenti, nome in codice N50, entro la fine del 2026, con l’arrivo sul mercato nei primi mesi del 2027. La nuova finestra indicata da Gurman sposta invece il lancio alla fine dell’anno successivo, con circa dodici mesi di ritardo rispetto alla tabella interna. Non è un passaggio da poco, per un prodotto destinato ad aprire una categoria nuova e a finire subito nel confronto con Meta, Google e altri rivali già al lavoro sugli smart glasses.
Secondo Bloomberg, Apple starebbe preparando un dispositivo più vicino agli occhiali intelligenti che a un vero visore AR: montature in più stili, colori riconoscibili, fotocamere ovali e molta cura per il design. Un passo cauto, quasi da primo iPhone: partire da una base solida e aggiungere funzioni più avanti. A Cupertino lo sanno bene: un paio di occhiali AI Apple non sta in tasca, sta sul volto. E su peso, batteria ed errori il margine di pazienza degli utenti sarebbe minimo.
AI visiva, il punto debole: Apple non vuole presentarsi con un prodotto a metà
Il nodo più delicato, scrive Gurman, sarebbe la AI visiva di Apple: in pratica, l’insieme di funzioni che dovrebbe capire ciò che l’utente sta guardando attraverso le fotocamere integrate negli occhiali. È lì che il progetto avrebbe perso velocità. Siri, nella versione legata ad Apple Intelligence, sarebbe ancora attesa entro la fine dell’anno. Ma il software degli occhiali è un’altra partita: deve riconoscere oggetti, leggere le situazioni, dare risposte utili e farlo senza risultare invadente. “Apple non vuole rischiare un debutto debole”, è il senso della ricostruzione attribuita a fonti vicine ai piani aziendali.
E il motivo è chiaro. Un prodotto indossabile basato sull’intelligenza artificiale deve funzionare in strada, in ufficio, in metropolitana, con poca luce e rumore intorno. Non basta che faccia bella figura sul palco di una presentazione. Nel lungo periodo, la società immaginerebbe gli occhiali come una piattaforma capace di includere funzioni per la salute e, più avanti, elementi di realtà aumentata utili anche a migliorare la vista. Per ora, però, il primo passo sembra più semplice: un accessorio intelligente, con ambizioni costruite un po’ alla volta.
Vision Air verso il 2029: prezzo, peso e una piattaforma ancora da convincere
Il ritardo degli occhiali si lega anche al percorso di Vision Air, il visore più sottile e leggero che dovrebbe correggere alcuni limiti di Apple Vision Pro, lanciato negli Stati Uniti a 3.499 dollari. Dopo mesi di voci su un possibile stop al progetto, Gurman riferisce che Apple avrebbe ripreso a investirci. Ma senza fretta: il debutto non sarebbe previsto prima della fine del 2028 e, più realisticamente, potrebbe arrivare nel 2029.
I problemi sono quelli noti: prezzo alto, peso, uso quotidiano ancora poco convincente per un pubblico largo. Vision Pro ha indicato una strada tecnologica, ma non ha trasformato la categoria in un mercato di massa. Fino all’arrivo di Vision Air, la linea Vision dovrebbe quindi restare quasi ferma, con l’attuale modello aggiornato al chip M5 come riferimento principale. La strategia sembra più prudente che rinunciataria: prima rendere credibili gli occhiali AI, poi provare a rilanciare la piattaforma spaziale con un dispositivo meno costoso e più comodo. Cupertino, stavolta, preferisce aspettare. Anche a costo di arrivare dopo.