Non è una novità da auto di lusso, né un accessorio futuristico. Spesso è il normale cassetto portaoggetti davanti al passeggero, che con una levetta, una rotella o una piccola bocchetta può diventare una sorta di mini-frigorifero. Il punto è saperlo trovare.
Il vano portaoggetti refrigerato usa l’impianto di climatizzazione dell’auto per mandare un po’ di aria fredda dentro il cassetto davanti al sedile del passeggero. Il meccanismo è semplice: con l’aria condizionata accesa e regolata su una temperatura bassa, un piccolo condotto porta il fresco nel vano, che resta così più freddo rispetto al resto dell’abitacolo. In molti modelli non bisogna toccare il display centrale. Basta aprire il cassetto portaoggetti e cercare una rotella, un selettore o un pulsante, di solito sul fondo o su un lato interno.
Una volta aperto il passaggio, l’aria fredda entra nel vano. Una bottiglietta d’acqua, una crema solare, qualche snack o un medicinale possono così resistere meglio al caldo, almeno mentre l’auto è in movimento. Attenzione però: non è un vero frigorifero da auto. La temperatura dipende dalla forza del climatizzatore, dalla durata del viaggio e da quanto è pieno il cassetto. A motore spento, il fresco finisce. Ma nelle giornate più torride può bastare per non ritrovarsi a bere acqua ormai tiepida dopo un tratto in autostrada.
Caldo estremo in auto: perché abitacolo, farmaci e dispositivi sono a rischio
Il problema è la rapidità con cui sale la temperatura dentro un’auto parcheggiata al sole. Quando fuori si arriva vicino ai 40 gradi, o si va oltre, l’abitacolo può diventare un forno in pochi minuti. Nelle situazioni peggiori può toccare 60 o 70 gradi, soprattutto se la vettura è chiusa, ferma sull’asfalto e senza ombra. Sedili, volante, plancia e cinture diventano bollenti.
Il caldo, però, non dà fastidio solo a chi guida o viaggia. Farmaci, alimenti, creme, power bank e smartphone possono rovinarsi o funzionare male se restano troppo a lungo in un ambiente surriscaldato. Alcuni medicinali indicano chiaramente nel foglietto illustrativo le temperature massime di conservazione: superarle può ridurne l’efficacia, come ricordano spesso medici e farmacisti durante le ondate di calore.
Anche l’elettronica soffre. Un telefono lasciato sul cruscotto, magari vicino al parabrezza, può spegnersi da solo per protezione o riportare danni alla batteria. “Pensavo fosse rotto, invece era solo andato in blocco per il caldo”: una frase che nelle officine, d’estate, si sente più spesso di quanto si immagini.
Come verificare in pochi secondi se la propria vettura ha la funzione
Capire se la propria auto ha il cassetto portaoggetti refrigerato richiede davvero poco. Con il motore acceso e l’aria condizionata in funzione, si apre il vano davanti al passeggero e si cerca un piccolo comando interno. Può essere una manopola con il simbolo del freddo, una bocchetta orientabile o un pulsante poco visibile. A volte è lì da anni, ma nessuno ci ha mai fatto caso.
Se non si trova nulla, la strada più sicura è consultare il manuale d’uso della vettura. Di solito le case automobilistiche segnalano questa funzione nella parte dedicata alla climatizzazione o agli spazi portaoggetti. Marchi come Volvo, Mercedes e BMW la montano da tempo su diversi modelli, ma soluzioni simili si trovano ormai anche su auto di fasce più accessibili. Non tutte, però, ne sono dotate.
E in alcuni casi dipende dall’allestimento scelto al momento dell’acquisto. Su un’auto usata, due esemplari dello stesso modello possono avere dotazioni diverse. Meglio controllare, quindi, senza dare nulla per scontato. Solo così si scopre se quel cassetto usato per anni per libretti, scontrini e documenti può servire anche a tenere fresca una bottiglietta.
Acqua, pause e air conditioning: le regole per viaggiare sicuri nelle estati sempre più torride
Il vano refrigerato in auto può essere comodo, ma non sostituisce le regole di buon senso nei viaggi lunghi. Nelle giornate calde gli esperti di salute consigliano di bere con regolarità, in genere almeno un litro e mezzo o due litri d’acqua al giorno, tenendo conto di età, condizioni fisiche e attività svolta. Sete forte, bocca secca, stanchezza, mal di testa e capogiri possono essere segnali di disidratazione.
Anche la guida risente del caldo: le temperature alte favoriscono affaticamento, cali di attenzione e reazioni più lente, soprattutto nelle ore centrali della giornata e sulle tratte monotone. Per questo, nelle partenze estive, conviene programmare pause frequenti, non lasciare mai persone o animali in auto anche solo per pochi minuti e far uscire l’aria bollente dall’abitacolo prima di ripartire dopo una sosta.
Le estati europee, secondo le analisi dei servizi meteorologici, sono diventate più calde e segnate da ondate di calore più lunghe rispetto al passato recente. In uno scenario del genere, anche un piccolo accorgimento come usare il cassetto refrigerato, insieme a un uso corretto dell’air conditioning, può aiutare. Non fa miracoli. Ma rende il viaggio meno pesante e, in certi casi, anche più sicuro.