L'UE aziona il freno d'emergenza: chiede agli operatori di ritardare lo spegnimento delle reti 2G/3G per evitare pericoli severi

La Commissione europea chiede agli Stati membri di rinviare lo spegnimento definitivo delle reti 2G e 3G. Il motivo non è la copertura, ma un sistema di sicurezza montato a bordo di milioni di automobili.
La Commissione europea chiede agli Stati membri di rinviare lo spegnimento definitivo delle reti 2G e 3G. Il motivo non è la copertura, ma un sistema di sicurezza montato a bordo di milioni di automobili.
L'UE aziona il freno d'emergenza: chiede agli operatori di ritardare lo spegnimento delle reti 2G/3G per evitare pericoli severi

Uno studio commissionato dalla Commissione e realizzato dalla società LS Telcom stima che 64 milioni di veicoli potrebbero perdere la funzione eCall una volta completata la dismissione. eCall è il dispositivo che, in caso di incidente grave, compone in automatico la chiamata ai soccorsi; in molti modelli funziona esclusivamente su 2G e 3G, perché così prescriveva il regolamento europeo 2018/858 quando il sistema è diventato obbligatorio sui veicoli di nuova omologazione.

La richiesta di Bruxelles è circoscritta: mantenere attiva almeno una rete a commutazione di circuito fino ad almeno il 2030, cioè rinviare di circa quattro anni la chiusura per dare tempo di individuare alternative ed evitare che le auto diventino di colpo obsolete.

Perché l’UE vuole bloccare la sospensione di 2G e 3G

Il problema ha un risvolto che sfugge a prima vista. Tutti portiamo in tasca un telefono 4G o 5G dal quale chiamare il 112, quindi la rete per le emergenze non manca. Ma il valore di eCall sta nell’automatismo: il veicolo chiama da solo quando rileva l’urto, anche se chi è a bordo è incosciente o non riesce a parlare. È quella telefonata, non la copertura, a saltare.

Perché l’UE vuole bloccare la sospensione di 2G e 3G-melablog.it

C’è poi la geografia. La disattivazione non dipende dal Paese in cui l’auto è stata acquistata: basta attraversare una zona dove le reti sono già state spente perché la funzione smetta di operare. Un costruttore come Mazda ha già avvisato i clienti che in quelle aree l’e-Call non riuscirà più a contattare i soccorsi, pur trattandosi di veicoli pienamente conformi alle norme al momento dell’omologazione.

Lo stato dei lavori varia parecchio. La Spagna ha già avviato la dismissione, eppure secondo i dati del regolatore nazionale CNMC l’8% del traffico voce e dati passa ancora da queste reti, impiegate come ripiego quando 4G e 5G non sono disponibili — situazione frequente nelle aree rurali — e come supporto per servizi quali gli ascensori e gli stessi sistemi di chiamata d’emergenza. È tecnologia in funzione dal 1995.

Anche tra gli operatori le scelte divergono. Sempre in Spagna, Movistar prevede di concludere lo spegnimento nel 2027, mentre Orange si è allineata alla richiesta europea e punta a tenere in piedi le reti fino al 2030. Vodafone non si è pronunciata e non ha fissato alcuna data.

Resta aperto il nodo che lo studio non scioglie: chi pagherà l’adeguamento dei 64 milioni di automobili già in circolazione, costruite per chiamare i soccorsi su una rete destinata a sparire.

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