Dal 17 giugno 2026 Vodafone, tramite Fastweb che ne ha ereditato l’infrastruttura, ha avviato la disattivazione definitiva delle ultime schede SIM rimaste ancorate ai vecchi sistemi informatici dell’azienda. Non si tratta di un addio generalizzato alla scheda fisica, come qualcuno potrebbe temere leggendo la notizia superficialmente, ma della chiusura di un capitolo tecnico molto più circoscritto, che riguarda un gruppo ristretto di utenti.
I clienti coinvolti sono quelli rimasti su un sistema informatico che l’operatore non è più riuscito a far dialogare con la piattaforma di nuova generazione, chiamata internamente NEXT. Parliamo in particolare di chi possedeva una SIM mobile prepagata, una SIM dati prepagata oppure un’offerta di rete fissa attiva su scheda mobile prepagata, come le vecchie offerte solo voce con numerazione fissa appoggiata su tecnologia cellulare.
Il percorso di dismissione era partito già il 15 dicembre 2025, con una prima campagna di avvisi via SMS iniziata il 15 settembre dello stesso anno. Una seconda ondata di messaggi, più pressante, è arrivata tra il 27 maggio e il 3 giugno 2026, comunicando ai clienti ancora attivi sui vecchi sistemi che le schede sarebbero state cessate definitivamente entro il 30 giugno. Secondo le fonti raccolte, l’operazione riguarderebbe complessivamente circa 3.000 SIM mobili prepagate.
Addio a queste SIM fisiche, cosa cambia
Chi si accorge solo ora di essere stato coinvolto, magari trovando il telefono senza segnale, non è del tutto senza possibilità di rimedio. La normativa vigente concede infatti un margine di 30 giorni dalla cessazione entro cui è possibile chiedere la riattivazione del proprio numero, presentandosi in un negozio Vodafone con un documento valido. Superata questa finestra temporale, la numerazione torna disponibile per l’assegnazione a nuovi clienti e diventa irrecuperabile.

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Per chi riesce a recuperare il numero in tempo, la procedura prevede la sottoscrizione di una nuova offerta mobile direttamente sul sistema NEXT, l’infrastruttura verso cui l’operatore ha ormai concentrato tutta l’operatività. In alternativa, chi preferisce cambiare gestore può comunque richiedere la portabilità del numero verso un altro operatore, un percorso che in molti casi risulta più rapido rispetto alla riattivazione diretta presso Vodafone.
Il caso, per quanto circoscritto a poche migliaia di utenze, offre comunque un promemoria utile per chiunque possieda ancora una SIM prepagata poco utilizzata o dimenticata in un cassetto: la maggior parte degli operatori italiani prevede la disattivazione automatica delle schede rimaste inattive per periodi prolungati, generalmente tra i 12 e i 18 mesi senza traffico né ricariche, un dettaglio che vale la pena verificare prima che sia un SMS di cessazione, e non una scelta volontaria, a togliere di mezzo un numero magari ancora collegato a conti bancari o servizi importanti.
Chi possiede più schede intestate a sé, magari accumulate nel tempo tra vecchi contratti di lavoro o promozioni mai disdette, farebbe bene a controllare periodicamente lo stato di ciascuna direttamente dall’app o dal sito dell’operatore, verificando data dell’ultima ricarica e traffico registrato: un controllo che richiede pochi minuti e che evita sorprese future, specialmente per numeri collegati a servizi bancari o a documenti che richiedono una verifica tramite SMS. Un promemoria che vale la pena condividere anche con parenti meno avvezzi alla tecnologia, spesso i più esposti al rischio di perdere un numero storico senza nemmeno accorgersene in tempo.