Lo fai ogni giorno con la presa di casa senza sapere che ti costa 100 euro in bolletta

A settembre 2026, nelle case italiane, il gesto è sempre lo stesso: si stacca il telefono e il caricabatterie resta lì, nella presa.
A settembre 2026, nelle case italiane, il gesto è sempre lo stesso: si stacca il telefono e il caricabatterie resta lì, nella presa.
Lo fai ogni giorno con la presa di casa senza sapere che ti costa 100 euro in bolletta

Lo stesso accade con router, TV, decoder e piccoli alimentatori, accesi o pronti all’uso anche quando non servono. Sembrano dettagli, pochi watt sparsi per casa. Ma sommati per mesi finiscono nella bolletta elettrica. È il cosiddetto consumo fantasma: energia che se ne va in silenzio, senza fare rumore e senza dare nulla in cambio.

Il caso più comune è il caricabatterie dello smartphone dimenticato nella presa dopo aver staccato il telefono, magari al mattino, mentre si esce di corsa. Un alimentatore moderno, secondo le stime più usate per questi dispositivi, può assorbire a vuoto tra 0,1 e 0,5 watt. Niente, se si guarda a un’ora soltanto. Meno niente, però, se quel consumo va avanti per 365 giorni l’anno.

In pratica, un solo caricatore può arrivare a circa 4 kWh annui, con un costo che di solito resta nell’ordine di 1 o 2 euro, a seconda della tariffa elettrica. Poco, certo. Ma è comunque energia sprecata. E il problema, come ricordano gli esperti quando parlano di sprechi elettrici invisibili, non è il caricatore sul comodino preso da solo. È la somma di tutti quelli lasciati in giro per casa.

Dal router alla TV: gli apparecchi che consumano anche da spenti

Il consumo in standby non riguarda solo telefoni e caricabatterie. Nelle abitazioni restano collegati giorno e notte modem e router, televisori, console per videogiochi, decoder, basi per gli spazzolini elettrici, computer fissi, alimentatori dei portatili e perfino il forno a microonde, con il display acceso anche quando nessuno lo usa. Il router, per esempio, lavora sempre: in molte case resta acceso anche di notte, quando la connessione non serve, e può pesare per alcune decine di kWh l’anno.

Ciabatta elettrica con caricabatterie inseriti e router con spie accese, con bollette sfocate sullo sfondo
Una ciabatta con caricabatterie e router sempre collegati, simbolo dei consumi fantasma che pesano sulla bolletta.

Una TV in standby consuma molto meno rispetto a quando è accesa, ma continua comunque ad assorbire corrente. Lo stesso vale per console e decoder, spesso lasciati pronti per l’avvio rapido. Una spia rossa sotto lo schermo, un display digitale in cucina, una multipresa piena dietro al mobile: sembra tutto fermo. In realtà il contatore continua a girare.

Famiglia media, il conto sale: così gli sprechi possono superare i 100 euro l’anno

Per una famiglia media, i soli caricabatterie dimenticati nelle prese possono costare intorno a 10-12 euro l’anno, se in casa ce ne sono cinque o sei tra telefoni, tablet e computer. La cifra cambia, però, quando si aggiungono tutti gli altri apparecchi lasciati collegati. Il consumo fantasma domestico, secondo diverse stime sull’efficienza energetica, può arrivare fino a una quota vicina al 10% della bolletta elettrica.

Tradotto: in una casa piena di dispositivi, la spesa inutile può aggirarsi tra 50 e 80 euro l’anno. In alcuni casi può superare i 100 euro, soprattutto con tariffe alte o con più apparecchi energivori sempre attivi. Non è una stangata che si nota subito in fattura. È una perdita lenta, riga dopo riga, mese dopo mese. E spesso ci si accorge del peso reale solo usando una presa intelligente per misurare i consumi. A quel punto, il piccolo trasformatore nel muro smette di sembrare innocuo.

Ciabatte, abitudini e dispositivi certificati: come tagliare i consumi invisibili

Ridurre i consumi invisibili non richiede grandi lavori, ma qualche abitudine in più. La prima è semplice: staccare il caricabatterie dopo l’uso. Facile a dirsi, meno da fare ogni giorno. Per questo aiutano le ciabatte con interruttore, da mettere vicino alla scrivania, dietro alla TV o sul comodino: con un clic si spengono più apparecchi insieme. Serve anche una piccola routine, sempre uguale: quando si prende il telefono carico, si sfila anche l’alimentatore dalla presa. Banale, ma funziona.

Per modem, console e televisori conviene controllare le impostazioni di risparmio energetico e disattivare l’avvio rapido quando non serve. Conta anche la qualità: alimentatori e caricabatterie certificati sono in genere più efficienti e più sicuri rispetto ai modelli economici senza indicazioni chiare. Alla fine il risparmio nasce da gesti piccoli, ripetuti: una presa spenta prima di dormire, una multipresa controllata, un apparecchio scollegato quando non serve. Meno sprechi, bolletta più leggera.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×